Tomb Raider nuova era: l errore che non deve ripetere dopo Survivor

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tomb raider sta per entrare in una nuova fase su unreal engine 5, puntando a un salto generazionale per le piattaforme attuali e future. Il percorso prende avvio con tomb raider: legacy of atlantis e prosegue con tomb raider: catalyst, mentre l’attenzione si concentra anche su un punto chiave per la longevità: la rigiocabilità e l’eventuale presenza di ng+. Analizzando la storia recente della saga, si delinea come alcune scelte del passato abbiano inciso sull’esperienza post-story, con differenze importanti tra i capitoli.

tomb raider su unreal engine 5: nuove uscite e nuovi orizzonti

Il rilancio della serie si concentra su un’“era” costruita attorno a unreal engine 5, con l’obiettivo di rinnovare il modo in cui la saga si presenta alle piattaforme di oggi e di domani. I progetti indicati come successivi sono tomb raider: legacy of atlantis, previsto per il periodo indicato, ma con voce di un possibile slittamento fino al 2027, e tomb raider: catalyst, pianificato per il 2027.

Per parte del pubblico attuale, la trilogia di prequel collegata a survivor potrebbe rappresentare il riferimento più immediato della saga. Il passaggio verso i nuovi titoli aggiunge quindi un elemento di continuità atteso, ma anche di verifica sul modo in cui la serie gestirà la progressione e la permanenza dei contenuti una volta completata la campagna principale.

da underworld a survivor: un intervallo lungo quasi 20 anni

L’ultimo capitolo “mainline” precedente alla trilogia di survivor risale a tomb raider: underworld, quasi 20 anni fa. Successivamente, la saga è stata definita da oltre 13 anni dai giochi sviluppati a partire da tomb raider (2013), con rise of the tomb raider e shadow of the tomb raider, che hanno fissato standard e aspettative sul gameplay.

ng+ come snodo: cosa è cambiato nel tempo

Se i nuovi capitoli decideranno di mantenere lo “spirito” dei prequel recenti, sarà fondamentale osservare come verranno affrontati elementi di design che in passato hanno creato criticità, in particolare su una funzione: new game plus.

tomb raider ng+ e rigiocabilità: dove la trilogia survivor ha mostrato limiti

Il nodo più discusso riguarda la rigiocabilità dopo la storia. In particolare, per tomb raider (2013) e rise of the tomb raider è stata evidenziata una replayability meno efficace, legata alla mancanza di ng+ al termine del percorso principale: una volta completate le campagne e arrivati ai titoli di coda, non era previsto un’opzione dedicata per ripartire preservando progressi e acquisizioni.

La situazione è risultata differente con shadow of the tomb raider, che introduce un approccio più strutturato alla ripartenza. Il capitolo è stato sviluppato da eidos-montreal e, rispetto agli altri, include un sistema pensato per mantenere la sensazione di “continuità” dall’ultima run a una nuova.

shadow of the tomb raider e paths in ng+

In shadow of the tomb raider, il ng+ non si limita a far ripartire la campagna: all’avvio di una nuova run vengono proposti paths distinti. La scelta iniziale influenza l’esperienza successiva e comprende abilità, armi e equipaggiamento che entrano nella nuova partita.

Inoltre, la presenza di ng+ consente di rimanere liberi da attività opzionali già svolte. Se la raccolta e l’esplorazione nelle aree aperte sono state completate in una precedente run, la seconda può essere concentrata sul gameplay senza dover necessariamente rifare la lista dei collezionabili.

tomb raider (2013) e rise of the tomb raider: ng+ non presente

In tomb raider (2013), la struttura più lineare e la semplicità complessiva del percorso rendono l’assenza di ng+ meno impattante rispetto ad altri casi. Per rise of the tomb raider la mancanza risulta più penalizzante, soprattutto perché impedisce di continuare a beneficiare in una nuova partita dei progressi legati a:

  • alberi di upgrade delle armi
  • abilità sbloccate

Nel capitolo viene indicata comunque la presenza di chapter replay elite, ma senza un’opzione NG+ dedicata che mantenga l’inventario e le migliorie accumulate.

tomb raider: legacy of atlantis e tomb raider: catalyst: replayability e ng+ sotto osservazione

Al momento non è chiarito come si articolerà esattamente il gameplay di tomb raider: legacy of atlantis e tomb raider: catalyst dal punto di vista della rigiocabilità. Rimane però un dato concreto per tomb raider: catalyst: Lara Croft dovrebbe avere una grapple montata al polso e il ritorno delle iconiche pistole dual.

Qualora il design dei livelli e la struttura delle abilità fossero vicini a quanto visto nella trilogia survivor, è attesa (come speranza) l’introduzione di un ng+. L’obiettivo sarebbe consentire di rientrare subito nel mondo di gioco mantenendo inventario e upgrade già ottenuti.

Per tomb raider: legacy of atlantis, l’assenza di ng+ potrebbe dipendere dal fatto che il titolo venga impostato come remake dell’originale tomb raider (1996). In ogni caso, l’eventuale adozione di un approccio vicino a tomb raider 1–3 remastered sul tema di ng+ potrebbe risultare un’opzione interessante. Resta quindi centrale l’osservazione su come la “nuova era” affronterà la rigiocabilità rispetto ai limiti riscontrati in passato.

tomb raider: legacy of atlantis: dettagli di produzione e formato

Per il progetto indicato come tomb raider: legacy of atlantis vengono riportati alcuni elementi essenziali, utili a contestualizzare le caratteristiche principali del rilascio. In particolare:

  • data di uscita: 2026
  • sviluppatori: crystal dynamics, flying wild hog
  • modalità: single-player
  • compatibilità steam deck: unknown

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