Thriller post-apocalittico di fantascienza che merita un adattamento degno
Questo testo offre una sintesi critica sull’adattamento televisivo di The Passage, prodotto dalla rete Fox nel 2019, tratto dal romanzo omonimo di Justin Cronin. l’analisi evidenzia come l’opera abbia presentato una cornice originale ma abbia incontrato difficoltà legate al ritmo narrativo, agli investimenti e alla fedeltà al materiale di partenza, portando a una cancellazione prematura. si analizzano poi le ragioni della chiusura e il potenziale ancora presente per una nuova versione.
l’adattamento di fox di the passage durò una sola stagione
l’edizione televisiva di The Passage è nata nel 2019 come progetto che univa elementi di horror, soprannaturale e fanta-scienza, tratto dal romanzo di cronin. nonostante una scelta casting promettente per i personaggi principali, tra cui Amy Bellafonte e Brad Wolgast, la serie si è discostata in alcuni passaggi dall’opera originale, creando una distanza apprezzata da alcuni fan e criticata da altri. questa discrepanza ha influito sull’andamento della stagione.
l’esito non è stato favorevole al proseguimento, anche per via di una gestione del ritmo che non ha consentito una piena immersione nei temi e nelle dinamiche ciambellate nel romanzo. di conseguenza, la stagione ha chiuso senza ampliare adeguatamente il contesto narrativo, lasciando incompiuti numerosi fili narrativi.
cosa non ha funzionato nell’adattamento di the passage
il progetto ha incarnato una delle sfide tipiche delle opere di fanta-sci fi di alto budget: la serialità comporta costi elevati e la necessità di mantenere gli ascolti costanti. la spesa di produzione è risultata tra le voci principali che hanno appesantito la realizzazione, tanto da orientare la rete verso una conclusione precoce. inoltre, il ritmo di narrazione è stato percepito come troppo lento per una storia che, nei romanzi, si contraddistingue per salti temporali dinamici e colpi di scena serrati. la serie ha gestito in parte i meccanismi temporali tipici del libro, ma non li ha integrati in modo organico fin dall’inizio, con conseguenze sul coinvolgimento del pubblico.
un aspetto cruciale riguarda la gestione dei tempi: i romanzi di cronin strutturano la trama con oscillazioni tra origini dell’epidemia, epoche future e avanzamenti millenari. la versione televisiva, invece, ha pongono meno enfasi su questi differimenti temporali, impedendo al racconto di crescere in profondità e di offrire la complessità promessa dal materiale originale.
perché the passage merita un’altra adattazione televisiva
la vicenda possiede potenziale narrativo che merita una nuova realizzazione, soprattutto se si considera la possibilità di integrare i salt temporali dall’inizio, offrendo una prospettiva più ampia e fedele al romanzo. una nuova versione potrebbe sviluppare in modo organico i temi di destino, potere e resistenza umana, offrendo una narrazione coerente con la struttura originale e con una gestione della suspense più serrata. l’adozione di un approccio diverso alla trama potrebbe consentire di affrontare in profondità i personaggi e di offrire al pubblico una visione completa della saga, allineata a quanto scritto da cronin.
in definitiva, The Passage resta una storia di grande fascino, la cui risonanza potrebbe essere valorizzata da una nuova trasposizione che tenga conto di input narrativi finora non pienamente esplorati, restituendo al pubblico una versione all’altezza del materiale di partenza.
- Amy Bellafonte — personaggio
- Brad Wolgast — personaggio
- Shauna Babcock — personaggio
- Henry Ian Cusick — attore