Sanremo 2026 pagelle terza serata pantani sorpresa sal da vinci risveglia ariston

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l’introduzione di questa analisi sintetizza la terza serata di sanremo 2026, dove emerge un equilibrio tra musica e intrattenimento, con un podio giovane che conquista gli occhi del pubblico e una rete di contenuti che richiede maggiore organicità tra palco e palco-secondario. la serata conferma la vittoria dei giovani con niccolò filippucci e Laguna, mentre si registra una dinamica diversa tra i big in gara rispetto alle puntate precedenti.

sanremo 2026: panoramica della terza serata

il direttore artistico carlo conti mette in evidenza una nuova esigenza di intrattenimento, cercando di spezzare la rigidità che aveva caratterizzato le edizioni passate. si nota un cambiamento di atmosfera dopo tre giorni: si è percepito un tentativo di integrare momenti di leggerezza senza compromettere la qualità musicale. resta ancora da migliorare l’organizzazione dei siparietti e la gestione operativa degli ingressi dei grandi ospiti, perché una parte del tempo dedicata agli allestimenti ha inciso sull’andamento della serata.
la serata ha visto una virata rispetto al solo canoro: la presenza di ubaldo pantani nei panni di lapo elkann ha introdotto una cifra di intrattenimento che ha attenuato l’impressione di troppa serialità, offrendo un tono meno stile “musichiere” e più scambio scenico. non mancano, però, le riflessioni sui limiti di una diretta che si blocca in momenti chiave, come l’esibizione di alcuni artisti o l’uso del pianoforte, elementi che ancora restano critici per la riuscita complessiva.
in confronto alle serate precedenti, la valutazione delle singole performance resta la guida principale: i giudizi continuano a essere influenzati dall’equilibrio tra tecnica vocale, interpretazione e tono scenico, senza trascurare il contesto di intrattenimento che accompagna ogni pezzo.

i big in gara

la gestione dei blocchi di scaletta continua a essere al centro dell’attenzione, con una necessità di definire con maggiore chiarezza i contenuti serata per serata. non mancano spunti di discussione su come trovare una via di mezzo tra un approccio più canonico e una dinamica da show con ritmi meno rigidi.

sal da vinci: impatto sul palco principale

sal da vinci porta sul palco una performance solida, capace di catturare l’attenzione del pubblico da una platea ampia. per sempre sì è presentata con una carica emotiva che trova consenso nella platea, e la serata conclude con una chiave positiva per la sua carriera.

maria antonietta & colombre

maria antonietta & colombre propongono una ballata che si evolve tra atmosfere urbane e timbri d’orchestra, con un timbro moderno che resta riconoscibile nel sound. la canzone esprime una felicità semplice che acquista profondità grazie all’interpretazione e alle sfumature strumentali. voto: 6,5.

leo gassmann

leo gassmann presenta naturale, un pezzo che incarna una voglia autentica di distinguersi, con una progressione che tende a valorizzare la voce e la personalità dell’artista. la performance è sempre più definita e lascia intravedere una possibile collocazione di prestigio nella gara finale. voto: 6,5.

malika ayane

malika ayane trasferisce la sua anima soul in animali notturni, offrendo emozioni misurate e una lettura di grande intensità. la presentazione scenica resta essenziale, ma l’espressione vocale rimane centrale. voto: 6.

sal da vinci: seconda menzione

la platea conferma una standing ovation per l’interpretazione di per sempre sì, suggellando un consenso di pubblico che va oltre la semplice esecuzione. voto: 7,5.

raf e la tastatio fallarum in eurovisione

tredici pietro propone uomo che cade, un esercizio di stile che può creare tensioni generazionali: potrebbe piacere ai giovani ma proseguirà a suscitare discussioni tra le fasce più anziane. voto: 5.

raf ritorna in scena con una base musicale che richiama stilemi degli anni ’80; ora e per sempre appare come una sintesi dell’universo dell’artista in chiave sanremese. voto: 6,5.

francesco renga esprime un tono deciso e misurato, ma l’intensità resta all’interno di un registro controllato. voto: 5.

samarai jay e la ship con belen: dinamiche di intrattenimento

the kolors offrono una performance energica ma meno adeguata al palco dell’Ariston, con una sensazione di propensione al palco esterno che non si allinea con l’atmosfera del festival. voto: 7.

eddie brock lascia emergere un tono da coro di stadio privo di profondità; la sensazione complessiva risulta meno incisiva. voto: 4.

serena brancale presenta fiat 131, una ballata che si distingue in un contesto di omaggi a icone del passato e si lascia ricordare per la delicatezza dell’esecuzione. voto: 8,5.

la magica favola di arisa

samurai jay porta sul virtuosismo il pezzo ossessione, ma la relazione con belen resta fuori contesto rispetto al brano in gara. voto: 5.

arisa conquista con magica favola, dimostrando una padronanza vocale che rende la performance convincente e apprezzabile. voto: 7,5.

michele bravi mostra una compostezza che tende a rassicurare, ma la mobilità scenica può migliorare. voto: 6,5.

luchè nel labirinto: ricerca di una nuova cifra stilistica

luchè affronta labirinto con una scelta di abito che non rispecchia appieno la sua cifra musicale. si percepisce una discrepanza tra proposta e identità artistica. voto: 4.

mara sattei in abito rosso, omaggio alla propria squadra del cuore, allinea una proposta energica che potrebbe proiettarsi oltre il festival, con una sostenuta presenza scenica. voto: 6.

sayf esprime un ventaglio di sentimenti attraverso un ritratto fotografico del mondo, proponendo una lettura minimale ma efficace. voto: 5.

il sorriso di irina shayk

menzione speciale per irina shayk, co-conduttrice della serata, che ottiene una valutazione particolare per la compostezza e la capacità di facilitare un flusso di copione fluido. voto: 7.

le sezioni dedicate alle cover anticipano un ritorno di belen all’ariston, con un tono leggero che potrebbe contribuire a vivacizzare l’atmosfera del festival e offrire un tocco di colore al palcoscenico.

ospiti presenti in serata

  • irina shayk
  • belen rodriguez

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