Romina power ylenia ricordi della scomparsa e la chiamata sophia loren
romina power si racconta in modo schietto e nutritionale durante la partecipazione al programma radiofonico Stai Serena su radio 2, offrendo una narrazione completa della propria vita. tra successi musicali internazionali e momenti difficili, emerge una figura di resilienza e speranza, con al centro una ferita che non si è mai chiusa: la scomparsa della figlia ylenia. la cantante presenta una prospettiva personale, lontana dall’immagine legata al duo con al bano, annunciando anche una fase di scrittura che amplia la propria identità oltre la musica.
romina power: racconto senza filtri e vita intima
l’intervista mette in evidenza una volontà di condivisione e una volontà di esprimere i propri pensieri a tre quarti della propria vita, come dichiarato dalla stessa artista. al centro del racconto si trova la ferita storica della scomparsa di ylenia, evento che ha ridisegnato i rapporti familiari e la visione del mondo. l’andamento della narrazione mostra una donna interiore forte, capace di trasformare la sofferenza in creatività e in una ricerca di significato.
ylenia: una presenza luminosa
la perdita della figlia viene descritta come una mancanza gigantesca che ha aperto un vuoto nella famiglia. ylenia viene ritratta come una giovane dotata di menti brillante e curiosità intense, vicina al conseguimento della laurea e in grado di scrivere con profondità. la memoria di questa figlia serve da distanza e da guida, una luce che continua a guidare le scelte personali e artistiche della madre.
un percorso artistico e spirituale
romina power rivendica una traiettoria individuale fatta di scrittura, pittura e musica, accompagnata dall’idea che l’esistenza non si esaurisca con il corpo. è emersa la convinzione di conservare un archivio intimo di pensieri, sogni e poesie, ora condiviso per offrire una prospettiva più ampia della propria vita. tra gli elementi guida spiccano la spiritualità e la ricerca interiore, alimentate dall’ India come riferimento culturale e riferimento spirituale, nato negli anni ’60 grazie anche all’ispirazione proveniente dai beatles.
l’archivio interiore: scrittura, pittura e musica
l’attenzione è rivolta a un calendario creativo che raccoglie appunti, versi, schizzi e composizioni. l’autenticità del racconto risiede nel rivelare come arte e fede si intreccino per offrire conforto e senso, soprattutto in momenti di sofferenza. l’interesse per l oriente diventa una via di ricerca personale che accompagna lo percorso professionale.
memoria, fede e futuro
la narrazione sottolinea come la preghiera quotidiana e la fede abbiano fornito appigli concreti durante i periodi più bui, contribuendo a mantenere un equilibrio familiare e personale. la prospettiva di eternità e di reincarnazione accompagna la riflessione sull’esistenza, offrendo una chiave per leggere la perdita e la continua ricerca di significato. in tutto emerge una visione coerente: la vita non è solo storia di palco, ma anche cammino interiore guidato da arte, spiritualità e memoria.
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