Original anime che meritavano grandi franchise ma non sono diventati enormi
Alcuni anime originali riescono a imporsi per qualità, caratteri e idee innovative, ma raramente consolidano un percorso da grande franchise. La ragione non è legata alla bontà dei titoli, bensì a vincoli strutturali: spesso non sono costruiti per durare a lungo sul mercato, né per sostenere una crescita commerciale continua. Di conseguenza, la formazione di una fanbase stabile e ampia risulta più difficile rispetto alle serie tratte da adattamenti già collaudati.
Di seguito viene proposta una selezione di opere originali che, per premesse e impatto narrativo, avrebbero potuto raggiungere un successo ancora maggiore. Ogni serie mantiene intatti tema, tono e elementi cardine, ma resta legata a circostanze che ne hanno limitato l’espansione.
8 vivy: fluorite eye’s song
Vivy: Fluorite Eye’s Song colloca la storia in un mondo tecnologicamente avanzato, dove le IA autonome sono vincolate da una sola missione che dura per tutta la vita. La prima IA autonoma, Diva, è però costretta ad ampliare la propria direttiva quando, dal futuro, viene contattata un’altra intelligenza artificiale. L’obiettivo diventa evitare una guerra imminente tra umani e macchine.
Il racconto segue il percorso di Diva attraverso incontri con gruppi diversi e scontri ad alta posta in gioco, con il destino dell’umanità come posta principale. L’opera è indicata come uno dei titoli di punta del 2021 e, in un periodo particolarmente sensibile al tema dell’automazione e delle sue implicazioni, la trama avrebbe avuto la possibilità di spingere la serie verso risultati più ampi.
7 akudama drive
Akudama Drive è descritto come un prodotto ad alta intensità visiva, con un’impostazione che richiama film classici degli anni Ottanta e Novanta. L’ambientazione è cyberpunk nella regione del Kansai: qui vengono radunati criminali di livello elevato per portare a termine un colpo di grande visibilità. In seguito a una serie di malintesi, anche un’adolescente comune e un semplice delinquentello vengono trascinati in un’alleanza forzata con fuorilegge senza scrupoli.
La missione inizialmente sembra limitata a un heist, ma le evoluzioni successive rivelano uno scopo molto più grande. La presenza di uno stile distintivo, un chiaro omaggio a classici occidentali e un mondo ben costruito rendono l’opera in grado di attirare un pubblico più vasto rispetto a quanto accaduto.
6 terror in resonance
Terror in Resonance viene presentato come un thriller psicologico diretto da Shinichiro Watanabe. La trama intreccia una ragazza dal profilo relativamente ordinario con criminali ricercati. Al centro dell’azione si trovano due adolescenti geniali, conosciuti collettivamente come Sphinx, responsabili di un’ondata di panico legata a obiettivi complessi e di ampio respiro.
Il messaggio dei protagonisti assume la forma di indovinelli elaborati, mentre l’indagine procede lungo tutto il corso della serie, principalmente grazie al detective Kenjirou Shibazaki. Il titolo è collocato tra i primi successi del lavoro di MAPPA e oggi viene associato a produzioni che hanno costruito grandi franchise come Chainsaw Man e Jujutsu Kaisen. L’opera viene indicata come un candidato naturale a diventare altrettanto iconico.
5 charlotte
Charlotte è un drama soprannaturale ambientato in un mondo in cui abilità speciali emergono in un numero limitato di bambini nel periodo della pubertà. Dopo essere stati notati da una squadra di persone con poteri, impegnate a proteggere i giovani dotati, il protagonista Yuu Otosaka viene coinvolto nella struttura studentesca dell’Hoshinoumi Academy.
La serie è caratterizzata da una galleria di personaggi memorabili, capaci di esprimere difficoltà concrete e facilmente riconoscibili anche quando dispongono di poteri straordinari. La qualità estetica è coerente con lo stile dei lavori di P.A. Works. Vengono evidenziati così molti elementi che avrebbero potuto far crescere ulteriormente il progetto.
4 death parade
Prodotto dallo studio Madhouse, Death Parade affronta interrogativi profondi su natura umana e moralità, mantenendo un forte livello di creatività. Il meccanismo narrativo è ambientato in un bar immaginario chiamato Quindecim, dove le persone che muoiono nello stesso momento vengono convocate per essere giudicate dal barista residente.
Il livello di tensione è elevato: soltanto una delle due parti coinvolte viene ritenuta idonea alla reincarnazione, mentre l’altra viene destinata al vuoto. Ogni visitatore porta con sé una storia narrata in modo efficace e il giudice non rimane immune dall’impatto emotivo dei racconti. Una premessa tanto incisiva, secondo la ricostruzione proposta, avrebbe potuto generare ancora più espansione.
3 the big o
The Big O è realizzato dallo studio Sunrise e si discosta in modo marcato dagli approcci abituali dello studio, tradizionalmente collegati a mech e robot giganti. Il titolo incorpora influenze del film noir e introduce un protagonista sul modello di Bruce Wayne, Roger: un uomo ricco, con un maggiordomo anziano ma estremamente competente, e con un segreto legato al pilotaggio dell’omonimo mech Big O.
Il limite principale indicato riguarda la domanda locale: il piano originale prevedeva una durata di 26 episodi, ma viene ridotto a metà. Sul versante internazionale, invece, l’accoglienza risulta molto più forte, portando a un sequel nel 2003. Con temi ampi e appeal diffuso, la serie viene descritta come dotata degli strumenti per diventare un grande franchise globale.
2 samurai champloo
Samurai Champloo viene descritto come un’opera stilisticamente unica, anche grazie alla regia di Shinichiro Watanabe. La vicenda è ambientata nell’Edo Japan, ma l’impronta culturale include forti elementi legati all’hip-hop dei primi anni Duemila, visibili sia nella colonna sonora sia nelle coreografie dei combattimenti.
Vengono inoltre evidenziati gruppi con identità culturali diverse e un’attenzione particolare verso il tema dell’accettazione in epoche rigidamente conformiste. Pur esistendo una trama complessiva, la struttura resta in gran parte episodica, centrata su avventure autonome e su personaggi secondari distintivi.
La ricezione, sia in patria che all’estero, viene indicata come molto positiva. Anche se il titolo si mantiene come classico nel tempo, la profondità degli elementi narrativi avrebbe consentito un’evoluzione ancora più ampia.
1 cowboy bebop
Quasi tre decenni dopo l’esordio, Cowboy Bebop è ancora considerato da molti il riferimento per gli anime originali. Diretto ancora una volta da Shinichiro Watanabe, viene descritto come un lavoro avanti rispetto al proprio periodo. La serie segue la crew dei cacciatori di taglie dei Bebop, sempre in movimento nello spazio alla ricerca del prossimo pagamento.
Come Samurai Champloo, l’opera mantiene una forte componente episodica, affiancata da una linea complessiva capace di coinvolgere. L’ambientazione si sviluppa in un mondo vasto, con potenzialità narrative elevate e una struttura che può supportare un numero indefinito di storie e avventure. L’aspettativa da parte dei fan viene collegata alla possibilità di ulteriori percorsi, considerando che la serie rimane ancora oggi molto amata.
cast vocale di cowboy bebop
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Koichi Yamadera
Spike Spiegel / Ein (voice) -
Unsho Ishizuka
Jet Black (voice)