Olimpiadi milano-cortina polemica sui prezzi proteste degli atleti
Questo testo analizza la trasformazione delle Olimpiadi moderne in un sistema economico complesso, dove la funzione pubblica convive con enormi flussi di capitale. Verranno esaminate le principali fonti di reddito, i costi di allestimento, la dinamica della biglietteria e la prospettiva degli atleti, mettendo a confronto le dichiarazioni ufficiali con la realtà osservata.
olimpiadi: miliardarie ma senza scopo di lucro
Il cio (Comitato Olimpico Internazionale) opera formalmente come organizzazione no-profit con sede in Svizzera, ma la sua attività genera profitti sostanziali. Circa il 90% delle entrate annuali viene redistribuito a stakeholder, mentre altre voci di ricavo derivano da diritti televisivi, sponsorizzazioni globali, licensing e merchandising. In aggiunta ai fondi del CIO, agiscono i Comitati Organizzatori Locali, come il CONI e Milano-Cortina 2026, entità no-profit che gestiscono budget enormi e, talvolta, lasciano oneri pubblici alle città ospitanti.
La cornice economica descritta non riflette più esclusivamente un progetto sportivo: le olimpiadi sono diventate un mega-evento commerciale, con broadcaster che investono cifre stratosferiche per i diritti, sponsor globali che versano decine o centinaia di milioni, e una gestione legata a licensing e merchandising. La realtà è che molti atleti sono professionisti, sebbene non tutti siano remunerati in modo uniforme.
eventi, location e biglietti
La realizzazione degli impianti per Milano-Cortina 2026 ha comportato costi non solo per la nuova Arena Santa Giulia e le strutture per slittino, skeleton, bob e freestyle, ma anche per l’offerta legata ai biglietti. In questo scenario, la domanda pubblica resta ampia ma l’accesso è limitato, con la disponibilità spesso inadeguata e prezzi elevati.
Per molti cittadini, in particolare i milanesi, i biglietti risultano introvabili o disponibili solo a tariffe molto alte. Da una parte si segnala che una quota inferiore ai 40 euro possa essere prevista per alcune discipline minori, ma l’offerta principale si conclude in pacchetti di marketing e hospitality. Per le cerimonie di chiusura, la presenza di biglietti a prezzo popolare è quasi inesistente, mentre le opzioni Hospitality includono pricing superiori a diverse migliaia di euro per persona.
la versione ufficiale vs la realtà delle cose
In dichiarazioni pubbliche, i rappresentanti sostengono che i biglietti siano accessibili a diverse fasce di prezzo, paragonando l’esperienza a quella di una partita di calcio per alcune fasce. La piattaforma ufficiale e l’offerta reale mostrano listini dove i biglietti disponibili per le discipline più seguite presentano costi molto superiori a quelli indicati in termini generici, con la maggior parte delle proposte orientate a pacchetti hospitality e a esperienze VIP, spesso molto distanti da un semplice ingresso all’evento.
La logica di mercato che prevale porta a una diffusa presenza di pacchetti turistici completi, destinati a clientela internazionale, lasciando meno opportunità per chi desidera assistere agli eventi con biglietti singoli. Il risultato è una fruizione poco inclusiva per i residenti: la maggior parte dei biglietti disponibili è destinata a categorie remunerative elevate.
il caso degli atleti
La situazione assume rilievo particolare per gli atleti italiani. Pietro Sighel, campione dello short track, ha esposto pubblicamente la difficoltà di ottenere biglietti per i genitori, stimando che un singolo posto possa superare i 450 euro considerando vitto, alloggio e spostamenti. Altre voci del movimento sportivo hanno confermato la difficoltà di accesso, con dichiarazioni che esprimono rammarico e la speranza di un cambiamento eventuale.
la questione hospitality
Il tema centrale riguarda i pacchetti hospitality, che includono cibo, bevande e accessi VIP a tariffe molto superiori rispetto ai biglietti standard. L’offerta di tali formule ha ridotto la disponibilità per il pubblico generico, e i pacchetti turistici internazionali hanno ulteriormente concentrato i biglietti nelle mani di acquirenti con capacità di spesa elevate, penalizzando chi cerca solo l’ingresso agli eventi.
le dichiarazioni ufficiali
Da una parte, figure come il presidente Malagò affermano che esistano biglietti economici per diverse discipline, mentre dall’altra Abodi difende la strategia, sostenendo di non dover focalizzarsi solo sul prezzo massimo. Il quadro mostra che per le discipline più popolari i costi restano elevati e la disponibilità ridotta, con i biglietti under 40 euro presenti solo in ambiti meno richiesti o programmi meno accessibili al grande pubblico.
personalità presenti
- Pietro Sighel
- Alex Vinatzer
- Valentina Margaglio