Marvel smonta lo slogan di superman dopo 84 anni

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Questo testo analizza The Ultimates #21, esaminando la critica politica rivolta al linguaggio dei supereroi, la creazione dei Defenders da parte del Maker e le implicazioni sociali veicolate dalla narrazione. L’opera evidenzia dinamiche di potere, propaganda e responsabilità nell’impiego delle icone popolari, offrendo una lettura mirata agli elementi centrali della storia.

la satira di the ultimates contro il motto di superman

nelle pagine, gli Avengers guidati da Luke Cage si confrontano con una formazione fittizia di eroi: i Defenders, assemblati dal Maker e presentati come protagonisti privilegiati da una propaganda mirata e dall’IA che manipola le informazioni. Un dirigente dichiarq che i Defenders saranno popolari perché apolitici e non chiedono ai fan di riflettere, sostenendo un motto su cui l’autorialità mette in discussione la reale portata etica.

la nascita dei difensori e l’uso della propaganda

i Defenders sono descritti come una squadra artificiale, costruita dal Maker e sostenuta da una narrazione mediatica controllata. Il testo evidenzia come siano eroi promossi mediante strumenti informativi e strumenti tecnologici, piuttosto che da una chiara presa di posizione civile o politica.

un manifesto di disobbedienza

l’opera si presenta come una guida alla disobbedienza civile, proponendo una cornice in cui la protesta diventa parte integrante della rivoluzione narrativa. il contenuto invita i lettori a considerare come le storie possano favorire un cambiamento concreto, sfidando le convenzioni tradizionali del genere.

perché the ultimates affronta superman

la serie The Ultimates è tra le più politicamente esplicite dell’universo Marvel, rendendo conto di accuse di corruzione e di abuso di potere da parte di istituzioni pubbliche e corporazioni. Nel capitolo in questione, Tony Stark oriented toward il lettore a unirsi a una causa, inserendo la sceneggiatura in un contesto didisobbedienza civile e azione collettiva.

un attacco all’iconografia tradizionale

l’aggiornamento del motto di Superman – da “Truth, Justice and the American Way” a versioni più ampie e internazionalizzate – viene messo in discussione come frase vaga e mutabile. Jon Kent, figlio dell’eroe, richiama una missione orientata a un miglior domani, ma la narrazione riafferma un’analisi critica sul modo in cui tali ideali vengono interpretati nel mondo dei fumetti moderni.

un invito a riflettere sul potere e sul realismo politico

Camp e Pérez riformulano gli Avengers come strumenti di critica feroce all’autoritarismo e al capitalismo, legando personaggi come She-Hulk e War Machine a temi concreti quali test irresponsabili di armi e deindustrializzazione. Una scena memorabile mostra l’uso di una narrazione di ribellione che riflette una lettera aperta sugli eccessi del potere economico e politico.

collegamenti con la realtà editoriale

nella discussione pubblica attorno al fumetto, l’analisi cita anche reazioni di altri autori: Rob Liefeld ha definito Deniz Camp come “il Moore di questa generazione”, richiamando le critiche di Alan Moore al personaggio di Superman, ritenuto spesso soggetto a trasformazioni politiche non organiche al contesto originale. La cornice critica di The Ultimates va oltre il confronto DC/Marvel, estendendosi a una lettura delle produzioni cinematografiche del MCU, dove alcuni elementi non always affrontano tematiche radicali.

conclusione

la pubblicazione sottolinea come i fumetti possano fungere da strumento per dibattiti pubblici, mettendo in discussione formule consolidate e offrendo una prospettiva politica integrata nel racconto. The Ultimates #21 si presenta come un punto di svolta, in cui la critica all’immaginario dei supereroi si intreccia con riflessioni su potere, propaganda e responsabilità.

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