La7 giornalisti in sciopero: venerdì 10 aprile 2026 cronisti incrociano le braccia per gli accordi aziendali
Lo sciopero annunciato a La7 coinvolge giornalisti e giornaliste dell’emittente e punta a ottenere garanzie contrattuali considerate non rispettate. La mobilitazione, in atto da mesi e accompagnata da contatti e discussioni senza esito, viene scandita da una data precisa: venerdì 10 aprile 2026, quando cronisti e croniste incroceranno le braccia per far valere prerogative di lavoro e accordi aziendali.
la7: sciopero giornalisti il 10 aprile 2026
La decisione nasce all’interno del Comitato di Redazione, che chiede chiarimenti e impegni concreti all’editore. Secondo quanto riportato, la protesta è diventata inevitabile dopo settimane di tentativi di confronto rimasti senza risposta. Il dissenso viene collegato al mancato rispetto delle previsioni contrattuali da parte del gruppo editoriale.
Nel percorso della mobilitazione, il riferimento centrale riguarda un’azione formale arrivata dopo un periodo di richieste già note. L’obiettivo dichiarato è ottenere riscontri su aspetti economici e di inquadramento, con un impatto diretto sia sul lavoro dei cronisti sia sulle condizioni di chi risulta in una situazione di precarietà.
chi incrocia le braccia
- giornalisti de la7
- giornaliste de la7
- cronisti e croniste coinvolti nelle attività
motivi della protesta: pagamenti domenicali e assunzioni
Al centro della richiesta ci sono due punti specifici: il pagamento di una parte dei compensi domenicali, indicati come non riconosciuti finora, e l’assunzione a tempo indeterminato di colleghi che attualmente sarebbero in condizione di precarietà. Le rivendicazioni vengono presentate come misure necessarie per costruire un futuro di garanzie e non lasciare spazio all’incertezza.
Le richieste vengono considerate sostenute anche da riferimenti giuridici: viene citata, infatti, una sentenza della corte di cassazione che si inserirebbe nel quadro delle pretese legate ai diritti da riconoscere.
contratto nazionale e accordi integrativi: richieste di adeguamento
La contestazione non viene limitata alla singola azienda: viene evidenziato che la questione richiama più in generale il comparto giornalistico. In questo contesto, la mobilitazione collettiva chiede un adeguamento dei requisiti del contratto nazionale di categoria, fermo da 10 anni. La protesta viene quindi descritta come inserita in un quadro più ampio, senza divisioni tra realtà editoriali.
Le indicazioni rilanciate attraverso la comunicazione ufficiale parlano di un’azienda definita solida, con risultati di ascolto e consensi, ma in cui si chiede comunque di essere pagati correttamente secondo contratto nazionale e accordi integrativi aziendali. La linea indicata dal Comitato di Redazione è coerente: mantenere la protesta fino a cambiamenti sostanziali sul rispetto delle prerogative contrattuali.
continuità dello sciopero e comunicazione ufficiale
Il 10 aprile 2026 viene indicato come il momento in cui si fermeranno le attività. La durata viene collegata alla volontà di continuare l’azione finché non emergeranno risposte considerate adeguate. Nella nota diffusa agli organi di stampa viene ribadito che la protesta non è orientata a arretrare, ma a ottenere tutele condivise e un ordine contrattuale ritenuto necessario.
La posizione espressa dalla redazione collega la rivendicazione a una parola chiave: rispetto. In parallelo, viene sottolineata l’urgenza di un confronto non rinviabile, con prossime settimane considerate decisive per un possibile passaggio ulteriore nel braccio di ferro tra le parti.
punti chiave ribaditi nel comunicato
- pagamento corretto secondo contratto nazionale e accordi integrativi aziendali
- rispetto delle prerogative contrattuali richiamate dal CDR
- continuazione della mobilitazione fino a cambiamenti ritenuti sostanziali
- adeguamento dei requisiti del contratto nazionale di categoria fermo da 10 anni