Intervista a Finn Bennett e Shaun Thomas per A Knight of the Seven Kingdoms
questa analisi sintetizza l’impegno di Finn Bennett e Shaun Thomas nel prequel a knight of the seven kingdoms, disponibile in esclusiva su hbo max italia. l’intervista esplora le scelte interpretative, le difficoltà sul set e la preparazione dei due protagonisti, che danno vita a aerion targaryen e raymun fossoway, in un periodo storico ben prima degli eventi noti. la narrazione si concentra sul processo creativo, sull’ambientazione curata nei minimi dettagli e sull’impatto di un tono narrativo diverso rispetto alle produzioni precedenti.
interpretazione di aerion targaryen e raymun fossoway nel prequel a knight of the seven kingdoms
ambiente e tono distintivi emergono dall’attenzione agli elementi di scena, da una ricostruzione accurata del regno e da una sensazione di rinnovamento rispetto alle opere passate. finn bennett spiega l’opportunità di esplorare una nuova sfumatura dell’universo di westeros, abbandonando i canoni precedenti per un approccio più leggero, ma costruito con metodo e fiducia nel processo creativo. parallelamente, shaun thomas racconta il fascino di lavorare dentro un mondo realizzato con estrema cura, dove anche i dettagli sembrano parlare una propria lingua narrativa.
il fascino di un mondo ricreato e la sfida di un nuovo tono
per shaun thomas, la magia del mondo creato da george r.r. martin si manifesta fin dall’inizio: ha ricordato di aver trovato grande soddisfazione nell’indossare l’armatura e di quanto il set di glenarm fosse impeccabile, testimonianza di un investimento tangibile nell’immersione.
per finn bennett, l’opportunità è stata quella di distaccarsi dai precedenti toni di game of thrones o house of the dragon per abbracciare una dinamica più leggera, confidando nel processo creativo e lasciando che l’interpretazione maturasse dentro quel nuovo contesto.
scene difficili: tra sforzo fisico e imprevedibilità equina
ogni produzione presenta difficoltà multiple, e a knight of the seven kingdoms non fa eccezione, specialmente nelle sequenze fisicamente impegnative. shaun thomas ha ricordato una scena particolarmente impegnativa, caratterizzata da estenuante affaticamento fisico, iperventilazione e movimenti complessi, elementi che hanno richiesto una gestione attenta della recitazione e del ritmo scenico.
per finn bennett, la relazione con i cavalli è stata la principale fonte di difficoltà: non solo per l’affetto verso gli animali, ma anche per la loro sensibilità agli ordini di scena. quando l’azione è scattata, i cavalli rispondevano secondo la loro dinamica, costringendo l’attore a reimpostare movimenti e posizioni in tempo reale, con notevoli sfide di coordinazione e controllo.
preparazione dei personaggi: giustificare le azioni e costruire legami
la preparazione di aerion è stata guidata dall’esigenza di giustificare le scelte all’interno della storia dei Sette Regni: la dinamica politica alterata e la tensione del potere hanno orientato le decisioni del personaggio, con supporto costante di dialoghi e confronto storico. finn bennett ha sottolineato l’importanza di studiare la storia del periodo per interpretare aerion in modo coerente, oltre all’allenamento fisico con cee c smith per combattere con spada e cavallo e acquisire la fluidità del portamento cavalleresco. sul piano relazionale, shaun thomas ha evidenziato l’importanza di creare legami sul set con edward ashley e con peter claffey, nonché con il sostegno di ira, owen e sarah per mantenere focus e credibilità durante le riprese.
le avventure di aerion targaryen e raymun fossoway si prospettano complesse e ricche di sfumature, offrendo uno sguardo meno esplorato ma altrettanto avvincente all’universo di game of thrones. l’impegno artistico dei due interpreti traspare nelle scelte di reparto e nel modo in cui si interiorizza un mondo così dettagliato, rendendo a knight of the seven kingdoms una tappa da non perdere per gli appassionati, ora disponibile su hbo max italia.
- Finn Bennett
- Shaun Thomas
- aerion targaryen
- raymun fossoway