Hbo serie postapocalittica in due parti rivoluziona le regole delle serie zombie
l’adattamento televisivo di the last of us si è distinto per una narrazione che privilegia le relazioni umane oltre l’azione degli zombi. la qualità della scrittura dei personaggi, la gestione delle dinamiche interne e la scelta di puntare sui momenti di empatia hanno reso la serie un punto di riferimento nel genere post-apocalittico, offrendo una visione originale rispetto ai canoni tipici delle produzioni sul tema.
gli zombie non sono una priorità in the last of us
la serie mantiene una cornice zombi, ma non la fa da protagonista: gli elementi umani e le dinamiche tra i protagonisti guidano la narrativa. episodi significativi, come Long, Long Time, mostrano come lo sviluppo dei personaggi possa convivere con tensione e pathos, senza sacrificare la profondità delle relazioni per la sola componente orrorifica. in questo equilibrio, i momenti di tenerezza, tensione o conflitto tra i personaggi risultano centrali e coinvolgono lo spettatore sul lungo periodo.
tipi di zombie e scelte narrative
i mostri della cornice citano il folklore del fungo cordyceps, offrendo creature come i bloaters e i clickers che variano la tensione scenica. nonostante la loro presenza, la produzione privilegia la profondità psicologica dei protagonisti: l’attenzione è rivolta alle mose interiori e alle relazioni umane, piuttosto che a una spettacolarità puramente monstrosa.
la stagione 2 di the last of us aumenta l’azione zombi
la seconda stagione presenta una incremento marcato dell’azione zombi, con sequenze di tensione continua che alimentano una sensazione di pericolo costante. se nella prima stagione la componente zombie conviveva con momenti di introspezione, nella stagione 2 la presenza dei non‑morti diventa una cornice più serrata, accompagnata da episodi intensi e spesso polarizzanti. l’analisi dei numeri sul pubblico e la critica riflette una ricezione eterogenea, pur mantenendo un alto livello di interesse generale.
tra gli episodi di rilievo spicca Through The Valley, considerato una delle tappe più forti sia per l’impatto emotivo sia per la riuscita sceneggiatura d’azione. non mancano però opinioni contrastanti sul bilanciamento tra ritmo, tensione e sviluppo della storia.
il punteggio su Rotten Tomatoes resta alto (fino a 96% per l’intero franchise), ma le valutazioni tra stagione 1 e stagione 2 evidenziano differenze significative: l’insieme conserva una tonalità alta di partenza, mentre la seconda tornata ha generato discussioni sul ritmo e sull’equilibrio fra epica e intimatezza.
i momenti dei personaggi sono la vera forza
l’impostazione centrata sui protagonisti consente agli spettatori di affezionarsi rapidamente ai protagonisti, offrendo loro una profondità che compensa la minore esposizione dei mostri. personaggi come joel e ellie mostrano una crescita tangibile, mentre figure come sarah definiscono il peso delle perdite e delle scelte difficili. le trasformazioni narrative, come l’interpretazione di bill e frank, ridefiniscono i rapporti e aggiungono nuove dimensioni all’universo della serie.
l’approccio basato sui legami interpersonali consente di toccare temi universali, mettendo al centro la comprensione reciproca, la fiducia e la resilienza. la distanza tra la versione videoludica e quella televisiva ha portato una rielaborazione di personaggi chiave, come bill e frank, offrendo interpretazioni che intensificano l’emotività della narrazione.
in conclusione, la serie ha costruito una prospettiva innovativa sul genere, dove la dimensione umana e le scelte morali guidano la trama oltre la mera presenza di creature asfissianti. l’esperienza complessiva si concentra sull’empatia, sul coraggio e sulla capacità di adattarsi a un mondo drasticamente mutato, tracciando una traiettoria che continua a interessare pubblico e critica.
- joel – personaggio principale
- ellie – personaggio principale
- sarah – figura chiave nelle perdite iniziali
- bill – personaggio ricco di evoluzione drammatica
- frank – partner di bill e elemento narrativo importante
- davide – antagonista umano presente in alcuni passaggi
- abby – figura centrale della stagione 2
- kaitlyn dever – interprete di abby
- pedro pascal – interprete di joel
- bella ramsey – interprete di ellie
- craig mazIn – showrunner
- neil druckmann – sceneggiatore
- halley wegryn gross – co‑autrice
- peter hoar – regista
- jeremy webb – regista
- ali abbasi – regista
- mark mylod – regista
- stephen williams – regista
- jasmila žbanić – regista
- lisa johnson – regista
- nina lopez-corrado – regista