Guillermo del toro film fantasy in arrivo capolavoro in lavorazione

Contenuti dell'articolo

Un progetto cinematografico di largo respiro sta prendendo forma sotto la guida di Guillermo del Toro, con The Buried Giant di Kazuo Ishiguro destinato a trasformarsi in una pellicola realizzata con tecnica di stop‑motion per Netflix. L’opera riunisce elementi di storia e fantasia incentrati su memoria, trauma collettivo e un mondo popolato da creature misteriose, offrendo una continuità artistica rispetto al precedente lavori di Del Toro.

guillermo del toro sta adattando the buried giant di kazuo ishiguro

La fonte originale, The Buried Giant, è un romanzo storico‑fantastico pubblicato nel 2015. Ambientato in una Gran Bretagna post‑arthuriana, segue l’anziana coppia Axl e Beatrice in viaggio verso il figlio, attraversando una nazione segnata dal conflitto. Una nebbia magica provoca un’amnesia collettiva, cancellando sia eventi storici sia ricordi personali. L’opera introduce figure leggendarie come Wistan (soldato sassone), Edwin (ragazzo influenzato da un ogre) e Sir Gawain, intrecciando il viaggio dei protagonisti con una quest che mette in discussione memoria e identità. Il progetto di Del Toro punta a tradurre questa fabille in una produzione che valorizzi la resa visiva tramite la stop‑motion, accompagnata da Dennis Kelly come collaboratore creativo.

dal libro al film: contesto, ambientazione e temi

  • Axl e Beatrice — spinti dalla ricerca di una verità comune
  • Wistan — figura chiave di contesto storico
  • Edwin — figura legata agli elementi fantastici dell’opera
  • Sir Gawain — presenza legata al patrimonio arturiano

the buried giant come seguito ideale di pinocchio di del toro

La scelta di Del Toro di procedere con The Buried Giant trova affinità narrativa con Pinocchio (film del 2022) realizzato in stop‑motion. Quest’ultimo, ambientato in una Italia fascista degli anni ’30, mette in scena Gepetto che elabora il dolore per la perdita del figlio e racconta una paradossale critica all’obbedienza cieca. The Buried Giant si presenta come seguito tematico ideale, perché continua ad esplorare il tema della memoria collettiva e delle ferite provocate dalla guerra, offrendo una cornice mitica e fiabesca perfetta per l’animazione. Del Toro ha maturato una significativa esperienza nel genere, come dimostra il successo di Pinocchio in premi internazionali e la sua predisposizione per narrazioni malinconiche e simboliche.

perché lo stop‑motion è la scelta giusta

La stop‑motion viene delineata come medium ideale per enfatizzare atmosfere cupe e fiabesche, caratteristiche utili per raccontare una fiaba moderna segnata da traumi storici. The Buried Giant si inserisce in una traiettoria artistica che ha già raccolto riconoscimenti, tra cui la gestione visiva e narrativa tipica di Del Toro, consolidando la sua capacità di adattare opere letterarie complesse in linguaggi visivi distintivi.

stato attuale e prospettive di produzione

Lo status del progetto non è stato formalmente comunicato in modo definitivo, ma si registrano indicazioni basate su commenti pubblici di Guillermo del Toro riguardo ai tempi di sviluppo. In passato si era parlato di un avvio di produzione entro un paio di anni dall’annuncio; considerando la complessità della stop‑motion, la realizzazione di un lungometraggio richiede tipicamente uno o due anni. Qualora le fasi di produzione inizino entro poche settimane, una possibile uscita potrebbe collocarsi all’inizio o a metà del 2028. È importante notare che Del Toro è attualmente impegnato con altri progetti, cosa che potrebbe influire sui tempi precisi di avvio.

note finali e potenzialità estetiche

La combinazione tra The Buried Giant e l’esperienza di Del Toro nella stop‑motion rende probabile una realizzazione caratterizzata da un’estetica intensa e da temi profondi. La narrazione, incentrata su traumi collettivi e sulla necessità di ricordare, trova una sintonia naturale con la forma animata scelta, che promette di offrire un tono visivo unico e una coerenza stilistica con il predecessore Pinocchio. L’uso di una tecnica artigianale come la stop‑motion può contribuire a creare un mondo al contempo distopico e fiabesco, adatto a una longevità di nuove letture critiche.

  • Guillermo del toro
  • Kazuo Ishiguro
  • Dennis Kelly
  • Mark Gustafson
  • Carlo Collodi
  • Gris Grimly
  • Matthew Robbins

Rispondi