Giorgio mendella scomparso lutto per la televisione

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giorgio mendella, imprenditore e volto della finanza trasmessa in televisione negli anni ’80 e ’90, è deceduto a 73 anni a seguito di complicazioni post‑operatorie, concludendo così un capitolo caratterizzato da luci e controversie nel panorama economico italiano.

il profilo e l’eco della finanza televisiva

Originario di monza, Mendella divenne una figura di rilievo anche a livello toscano, consolidando un modello imprenditoriale che intrecciava media e investimenti. Intermercato, la holding da lui guidata, raggiunse livelli di affari significativi, segnando un’era in cui i contenuti finanziari arrivavano direttamente nelle case degli italiani attraverso la tv. La figura di Mendella si contraddistingueva per una presentazione carismatica e una forte capacità persuasiva, strumenti chiave del periodo.

origini e ascesa

Discendente da una realtà strettamente imprenditoriale, Mendella costruì un impero attraverso una rete di investimenti e partecipazioni che contribuirono a modellare la sua fama di imprenditore audace. La sua capacità di trasformare lo spazio mediatico in palcoscenico finanziario fu uno degli elementi centrali della sua ascesa.

retemia e l’emittente lucchese

Al centro della sua operatività vi era Retemia, un’emittente con sede a lucca da cui veniva veicolata l’offerta agli investitori. Il sistema ruotava attorno a promesse di rendimenti annuali, che all’epoca raggiungevano percentuali notevoli e attraevano migliaia di risparmiatori impegnati in azioni e immobili. La replica televisiva di tali opportunità contribuì a diffondere l’immagine di una piattaforma capace di generare guadagni attraverso i mediatori di pubblico risparmio.

investimenti e promesse di rendimento

Il modello economico di Mendella prevedeva una combinazione di strumenti finanziari e immobiliari, accompagnata da promesse di guadagni consistenti. Le proposte indicate offrivano rendimenti annui compresi tra il 25% e il 29%, un livello che, agli occhi di molti, sembrava garantire un flusso di guadagni costante sfruttando la visibilità televisiva.

il modello di offerta

Le attività coinvolte includevano azioni e investimenti immobiliari, presentati come opportunità accessibili tramite la rete di contatti e l’emittente di riferimento. L’enfasi era posta sulla possibilità di ampliare i risparmi grazie a una piattaforma mediata dal mezzo televisivo.

sport e viareggio calcio

Oltre al settore finanziario, Mendella estese la sua impronta imprenditoriale al mondo dello sport, acquistando il Viareggio Calcio. Dal 1988 al 1991, la gestione portò la squadra a momenti memorabili in serie C, con la presenza di talenti che avrebbero avuto successo nel panorama calcistico nazionale, tra cui Luciano Spalletti e Pierpaolo Bisoli.

la “squadra galattica” e i talenti

La formazione allestita sotto la guida di Mendella fu definita galattica per la sua categoria, rappresentando l’ultimo grande esito di una fase dinamica prima dell’avvio di procedimenti giudiziari che avrebbero segnato la fine dell’epoca.

la caduta e la condanna

Il cammino discendente ebbe inizio nell’estate del 1990, quando la Consob impedì la vendita delle azioni per violazioni delle norme sul pubblico risparmio. Ne seguirono indagini che portarono Mendella a essere condannato per bancarotta fraudolenta, con pene complessive che raggiunsero i nove anni di carcere, decise dai tribunali di Lucca e Milano. Nonostante la caduta, l’imprenditore continuò a proporre nuove idee, arrivando nel 2009 a tentare un ritorno con un decoder “rivoluzionario” che prometteva guadagni agli spettatori semplicemente guardando la pubblicità. La sua scomparsa chiude la vicenda di uno dei più emblematici bonimentori della finanza televisiva, capace di trasformare il palinsesto in una vera e propria borsa‑ valori.

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