Crime comedy in streaming su hbo max: sequel da 239 milioni domina negli usa nonostante causa dreamworks

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DreamWorks sta vivendo una fase complessa legata a The Bad Guys 2, con tensioni sia dentro che fuori dal progetto. Sullo schermo, la squadra di ex criminali torna a mettersi in gioco tra colpi ad alto rischio e nuove dinamiche con avversari inaspettati. In parallelo, emergono dettagli di una controversia legale che coinvolge il film, mentre la pellicola continua a circolare tra le piattaforme di streaming.

the bad guys 2: la trama del ritorno dei cattivi “buoni”

La storia riprende dal successo della prima parte, riportando in primo piano Wolf, Shark, Snake e gli altri personaggi che avevano conquistato il pubblico in The Bad Guys. Nel sequel, i protagonisti cercano di restare “riabilitati” e di mantenere la nuova identità da persone per bene, anche quando la criminalità diventa più organizzata e selettiva.
Ad alimentare la trama arriva un nuovo fronte: un gruppo di antagoniste con i propri piani e una diversa strategia di minaccia, indicato come The Bad Girls. Il confronto spinge la banda verso un contesto di rapine e missioni che richiedono adattamento e rapidità, oltre a far nascere relazioni nuove o rimesse in discussione.

successo in streaming e numeri al botteghino

Nel mondo reale, mentre l’attenzione degli spettatori resta centrata sull’azione comica animata, il film risulta in una posizione rilevante tra i contenuti più visti online. I dati indicano che The Bad Guys 2 si sarebbe posizionato nella top ten dei contenuti in streaming su Netflix nel corso della settimana precedente, dopo aver registrato 239 milioni di dollari di incassi al botteghino.

  • top ten tra i film streammati su Netflix (secondo le rilevazioni citate)
  • 239 milioni al botteghino

la causa contro dreamworks: accuse di discriminazione

Accanto ai risultati di pubblico, si inserisce una controversia legale legata a una figura coinvolta nel film. La denuncia riguarda un editor del lungometraggio, Parker Goldsmith, che avrebbe avviato un’azione legale contro NBCUniversal e DreamWorks. L’accusa si fonda su comportamenti descritti come transfobici e su dinamiche di lavoro ritenute discriminatorie.
La causa sarebbe stata presentata in California, in tribunale statale, sostenendo che, durante lo svolgimento del ruolo, la persona avrebbe subito misgendering e deadnaming, oltre a un presunto tentativo di allontanamento dal progetto.

  • gender-based harassment
  • retaliation
  • mancato intervento per prevenire molestie

le dichiarazioni di parker goldsmith sui comportamenti sul set

Secondo quanto riportato nella ricostruzione della vicenda, l’editor sarebbe una persona transgender e utilizza i pronomi they/them. Nel quadro della causa, Goldsmith descrive episodi che includerebbero comunicazioni e frasi considerate offensive, oltre a domande ritenute intrusive.

misgendering, dead name e pressioni sul progetto

Tra le richieste e le accuse formulate, risulta centrale l’affermazione secondo cui sarebbero stati usati un nome di nascita e pronomi non corretti. Viene inoltre contestata la presenza di un tentativo di forzare l’uscita dalla lavorazione del film.

episodi durante comunicazioni e incontri con il supervisore

Nel ricorso vengono richiamati comportamenti attribuiti al supervisore diretto, indicato come John Venzon. La parte ricorrente sostiene che i contenuti inviati includessero meme considerati denigratori, oltre a domande sulla vita privata e su aspetti personali legati alla transizione.

  • invio di un meme descritto come “2 Trans 2 Furious”
  • invio di un meme con riferimento a un “truck” associato a immagini ritenute offensive
  • contestazione di domande su bagno e processo di transizione
  • accuse di conversazioni con contenuti su vita sessuale
  • domande sulla presenza di una possibile relazione aperta

presunta esposizione davanti al personale e mancata correzione

La causa riporta anche che Venzon avrebbe reso pubblica la condizione personale di Goldsmith davanti ad altri membri del team, usando inoltre un dead name. Viene poi indicato che, secondo quanto sostenuto dalla denuncia, figure di livello superiore avrebbero assistito al comportamento senza intervenire.
Un ulteriore passaggio riguarda il coinvolgimento delle risorse umane. Dopo la segnalazione, sarebbe emersa l’ipotesi di lavoro da remoto, mentre la persona ricorrente sostiene che Venzon avrebbe reagito in modo contrario a tale soluzione. È inoltre affermato che le risorse umane sarebbero venute a conoscenza di conferme sulla versione dei fatti da parte di altri dipendenti.
Nel testo della denuncia viene riportata la seguente affermazione: “Despite plaintiff’s detailed complaints and this acknowledgment, Employers took no meaningful action for nearly two months and instead plaintiff was forced to work from home, secluded from the rest of their team.”

film in lavorazione: cosa risulta sul ruolo dell’editor

La controversia risulta ancora irrisolta. Nonostante ciò, viene indicato che il lavoro di Goldsmith come editor resta riconosciuto all’interno del progetto.
Per quanto riguarda la fruizione, resta attiva la disponibilità di The Bad Guys 2 in streaming su Netflix, secondo quanto riportato nelle informazioni di contesto.

cast di the bad guys 2 e doppiaggio

Nel materiale disponibile è riportata una selezione di protagonisti e voci. In particolare, risultano presenti i seguenti nominativi:

  • Sam RockwellWolf (voice)
  • Marc Maron – (voce, indicata nel materiale)

dati di produzione essenziali

Per inquadrare il progetto sono riportati alcuni elementi tecnici e creativi: durata, regia, sceneggiatura e produttori.

  • Release Date: August 1, 2025
  • Runtime: 104 minutes
  • Director: Pierre Perifel
  • Writers: Etan Cohen, Yoni Brenner, Aaron Blabey
  • Producers: Damon Ross

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