Consiglio della pace di trump presenta piano da 25 miliardi per la nuova gaza

Questo testo sintetizza i dettagli chiave emersi attorno al progetto denominato “New Gaza”, promosso dal Board of Peace guidato da Donald Trump. L’iniziativa propone una ricostruzione urbana della Striscia di Gaza con ambizioni economiche e infrastrutturali, accompagnata da una lettura strategica delle fasi di attuazione e da reazioni pubbliche significative. L’analisi sintetizza i principali elementi del piano, la zonizzazione prevista e le condizioni che, secondo i proponenti, potrebbero facilitare l’avvio dei lavori.

new gaza: piano di sviluppo presentato dal board of peace

Durante una conferenza stampa organizzata dal Board of Peace, guidato da Donald Trump, è stato illustrato il progetto chiamato “New Gaza”. L’annuncio propone una visione di rinascita urbanistica per la Striscia di Gaza, con investimenti notevoli e nuove infrastrutture destinate a ridefinire il contesto economico e sociale della regione.
La descrizione del progetto è stata affidata a Jared Kushner, che ha suddiviso l’area in zone dedicate e ha illustrato una composizione composta da appartamenti di lusso, ampie aree commerciali e centri dati di ultima generazione. L’idea è di edificare anche sui relitti esistenti, utilizzando strumenti di intelligenza artificiale per la pianificazione e l’ottimizzazione degli spazi.
La presentazione mostra una mappa in cui le zone costiere della Striscia convivono con torri residenziali imponenti, in stile architettura moderna simile a modelli internazionali. Accanto a queste strutture, vengono indicati quartieri alberati, parchi e aree dedicate al tempo libero, insieme a vaste superfici destinate ad infrastrutture industriali e al data center.

caratteristiche chiave e zonizzazione

Il piano prevede una zonizzazione articolata che comprende zone per residenze, attività commerciali, aree verdi e strutture tecnologiche. Sono contemplate inoltre infrastrutture portuali e una linea ferroviaria che collegherebbe la costa a nuove aree interne, con l’obiettivo di creare una rete logistica integrata e competitiva a livello regionale.
Secondo quanto sostenuto, la realizzazione del progetto dipenderebbe dalla demilitarizzazione di Hamas e dall’adozione di un accordo che renda possibile l’avvio dei cantieri. Le premesse economiche avanzate includono una stima di occupazione al 100% e un prodotto interno lordo di circa 10 miliardi di dollari entro il 2035, condizioni descritte come necessarie per la stabilità politica e sociale.

reazioni e contesto

La reazione pubblica è stata mista, con espressioni di incredulità e di scetticismo rispetto all’effettiva partecipazione della popolazione gazawa al progetto. Domande su chi possa rappresentare davvero i Gazani e sull’impatto reale sui residenti hanno accompagnato le discussioni, sollevando una serie di dubbi sull’approccio consultivo e sulle tempistiche previste.
In sintesi, il programma New Gaza viene presentato come una visione ambiziosa, ma resta subordinato a condizioni politiche e di sicurezza che ne definiscono la fattibilità concreta e i tempi di realizzazione.

  • Jared Kushner
  • Donald Trump
  • Board of Peace

Rispondi