Commedia nera del 2017 netflix tra le migliori visioni
Nel panorama delle piattaforme di streaming, alcune opere rischiano di restare emerse tra le novità quotidiane. The End of the F*ing World si distingue per equilibrio tra comicità tagliente ed adultità dei temi, offrendo una narrazione compatta e di forte impatto. Tratto dall’omonimo fumetto di Charles Forsman, il titolo mostra una capacità unica di coniugare leggerezza e inquietudine in una cornice visiva essenziale. Le capacità di sintesi della serie emergono fin dall’inizio, presentando una dinamica che tiene lo spettatore in sospeso senza indulgere in artifici seriali.
the end of the f*ing world: una black comedy compatta e incisiva
La serie, in due stagioni del 2017, si distingue per una narrativa asciutta e una struttura molto rapida, con episodi che non superano i venti minuti e una progressione che procede per impulsi, trasformando ogni scena in un avanzamento repentino. L’obiettivo non è riempire spazi: è offrire una storia che si sviluppa tra colpi di scena e momenti di riflessione, senza compromessi sul tono.
origine e stile narrativo
Al centro della scena si trova l’adattamento di Forsman, con una scelta evidente di evitare la dilatazione tipica delle serie Lunghissime. La serie adotta una struttura breve e affilata, dove lo sforzo della sceneggiatura è mantenere alta la tensione episodio dopo episodio e trasformare ogni passaggio in una tappa significativa della storia.
protagonisti: james e alyssa
Due adolescenti imperfetti (James e Alyssa) guidano la narrazione: sono vulnerabili, meno eroici di quanto appaiano, ma incredibilmente umani. Si incontrano come solitudini in cerca di legami, non come archetipi romantici canonici. La loro dinamica è fatta di imbarazzi, sguardi e battute secche, sorrette da un umorismo asciutto che non guarda in faccia la lacuna emotiva che li attraversa.
forma visiva e atmosfera
La concezione visiva si distingue per una inquadratura in 4:3 che conferisce una sensazione di essenzialità e di brevità visiva. La palette di colori è molto saturata, quasi vintage, contribuendo a rendere tangibile un senso di ricordo vivido eppure sfocato. Tale estetica non è mera scelta stilistica, ma elemento che accompagna la narrazione, trasformando i momenti di quiete in tesi di tensione.
narrazione, ritmo e proseguimento
Il motore narrativo resta costante grazie a un gioco del gatto e del topo, che impone una pressione continua. La prima stagione appare chiusa, poiché originariamente concepita per raccontare l’intera vicenda del fumetto. La seconda stagione arriva dopo, spingendosi oltre i confini originali senza tradire l’identità della serie, offrendo nuove direzioni pur preservando l’equilibrio tra cinismo e tenerezza.
valore nel catalogo e impatto
Nel catalogo Netflix, questa opera resta un oggetto unico, non solo per la premessa, ma soprattutto per la capacità di condensare traumi, lutto, ricerca di identità e amore adolescenziale in una formula breve ma densa. È una produzione che promette e mantiene un ascolto intenso, distinguendosi tra titoli romantici e storie di formazione.
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