Cime tempestose perché quella scena celebre non è stata inserita
Questo testo analizza la rivisitazione cinematografica di Cime tempestose diretta da Emerald Fennell, con Margot Robbie e Jacob Elordi nei ruoli principali. L’approccio adottato rompe con l’adesione pedissequa al romanzo di Emily Brontë, offrendo una lettura energica, oscura e contemporanea. L’analisi si concentra sul tono, sulle scelte visive e sulla gestione del materiale originario, evidenziando come la pellicola trasformi la passione dei protagonisti in una esperienza intensa e inquietante.
cime tempestose: rivisitazione audace di emerald fennell
La versione firmata da Emerald Fennell propone una lettura del romanzo centrata sul senso di erosione emotiva e su dinamiche relazionali difficili da accettare. Le immagini e le scelte sceniche privilegono una carica sensoriale superiore, trasmettendo una vibe decisamente più carnale e disturbing rispetto alle interpretazioni classiche. In questa versione, i protagonisti risultano meno legati a una riga di testo e più immersi in una realtà visiva dove la tensione tra amore e possessività emerge in modo marcato.
una lettura moderna del romance tormentato
La pellicola reinventa la storia d’amore tra Heathcliff e Catherine trasformandola in un confronto viscerale di istinti, controllo e sofferenza. L’uso di atmosfere ossequiose al genere dark aumenta la percezione di una relazione tossica che trascende la semplice passione per divenire una spirale di dipendenza. Le dinamiche tra i due protagonisti sono rese con una pressione narrativa che cattura l’attenzione dello spettatore, offrendo un ritmo che alterna momenti lenti a improvvise esplosioni di intensità.
la scelta di tono: da period drama a registro intenso
La direction opta per un tono meno statico e più immediato, allontanandosi da una ricostruzione storica perfetta per abbracciare una texture cinematografica contemporanea. La rappresentazione del lutto e della passione è trattata con una verve meno consolatoria e più diretta, che mette al centro la complessità psicologica dei personaggi. L’esposizione emotiva si manifesta con immagini e movimenti che puntano a scuotere lo spettatore, più che a offrire una lettura tradizionale del classico ottocentesco.
l’assenza della scena iconica e le ragioni
Ciò che si percepisce come una lacuna significativa è una scena celebre del romanzo: il momento in cui Heathcliff appare ossessionato dalla sepoltura di Cathy e la porta a un gesto estremo. Nella versione di Fennell questa sequenza è stata omessa, nonostante la sua potenziale carica gotica e disturbante. L’analisi critico-cinematografica suggerisce che tale scelta sia una riflessione sulla necessità di evitare un’autocopia di temi già presenti in altre opere realizzate dalla stessa regista. L’intento semmai è quello di evitare una ripetizione visiva che rischi di appiattire l’originalità della rivisitazione.
Saltburn funge da chiave interpretativa: in quel film, una scena controversa richiama la tensione tra desiderio e perdita. Quella precedente esperienza ha influenzato la decisione di escludere la versione “originale” della scena, per non creare un parallelo troppo evidente con un immaginario già associato al lavoro recente di Fennell.
Conferme e confronti sul tema rimandano a una lettura che privilegia l’impatto visivo e le dinamiche psicologiche, piuttosto che una pedissequa fedeltà al testo originario. Il risultato è una rivisitazione che mantiene l’essenza della storia, ma si presenta con una marcata autonomia estetica e narrativa.
- Margot Robbie – Catherine
- Jacob Elordi – Heathcliff
- Emerald Fennell – regista