Arte rupestre più antica scoperta in indonesia con impronte di mano datate 67.800 anni
scoperta straordinaria nel panorama dell’arte paleolitica mette in luce esempi di arte rupestre tra le più antiche al mondo. Nelle cavità dell’isola di Muna, in Indonesia, sono emerse immagini datate a circa 67.800 anni fa, superando di oltre quindicimila anni i ritrovamenti precedenti. Le pitture ritraggono mani con dita notevolmente allungate, realizzate stendendo pigmenti sulle pareti e utilizzando la mano come stencil, suggerendo un significato simbolico oltre la semplice decorazione.
La scoperta è attribuita al lavoro coordinato dall’archeologo Adhi Agus Oktaviana, che ha guidato campagne di indagine fin dal 2015. Le analisi indicano una continuità di pratiche artistiche nel tempo e aprono una finestra su pratiche rituali e sulla relazione tra esseri umani e mondo animale nell’antichità.
scoperta e datazione dell’arte rupestre di muna
La datazione delle immagini è stata effettuata tramite l’analisi del contenuto di uranio nei campioni prelevati dalle pareti. La tecnica permette di stimare l’età minima delle pitture e di stabilire una linea cronologica affidabile per le opere individuate.
In una fase iniziale, i ricercatori hanno individuato schizzi di un uomo a cavallo e di una gallina, ma l’osservazione approfondita ha rivelato la presenza di mani dipinte con dita allungate, molto antiche rispetto agli elementi successivi. L’interpretazione degli autori della ricerca propone che tali immagini possano avere un significato simbolico più complesso rispetto a una semplice imprimitura manuale.
descrizione delle pitture e interpretazioni simboliche
Le rappresentazioni mostrano mani con dita prolungate che sembrano trasformarsi in altre figure, evocando una possibile sovrapposizione tra handprint e forme animalesche. Gli studiosi sospettano che i motivi possano rimandare a pratiche rituali o simboliche, piuttosto che a una mera decorazione. Ciò evidenzia una relazione complessa tra gli abitanti antichi e il mondo animale che potrebbe aver influenzato riti, credenze e identità collettiva.
Il contesto storico dell’area indica un ambiente culturale nel quale le pratiche artistiche potrebbero aver accompagnato movimenti, caccia e interazioni sociali, offrendo una prospettiva intrigante sulle modalità di espressione visiva degli antichi popoli.
cronologia e portata della galleria rupestre
Le analisi suggeriscono che l’area sia stata utilizzata come galleria per millenni, con prove di dipinti che si estendono su un arco di tempo estremamente ampio. Alcuni campioni indicano che alcune opere siano state dipinte fino a 35.000 anni dopo i primi interventi, sottolineando una continuità creativa che si è protratta per lunghissimi periodi.
Questa estensione temporale permette di osservare una progressione stilistica e una resilienza culturale, offrendo indicazioni preziose sulla trasmissione delle pratiche artistiche e sulla capacità dei gruppi umani di conservare tradizioni visive nel corso di epoche molto differenti.
significato storico e conclusioni
Le immagini offrono una finestra unica sulla vita dei popoli preistorici di Muna, raccontando storie di spostamenti, caccia e collaborazione comunitaria. La documentazione sugli usi delle mani allungate e sulle scelte simboliche associabili agli animali contribuisce a ricostruire un ritratto più ricco delle dinamiche socioculturali di quell’epoca.
In definitiva, la scoperta estende la comprensione delle pratiche artistiche umane, evidenziando una creatività anticipatrice e una capacità interpretativa che attraversano migliaia di anni e segnano una pietra miliare nello studio dell’arte rupestre mondiale.