Alien: Romulus – La Gen Z Sfida lo Xenomorfo, Simbolo del Patriarcato
La sezione dedicata ai “Cattivi film” si concentra su Alien: Romulus, diretto da Fede Alvarez, nelle sale dal 14 agosto.
analisi dello xenomorfo
il complesso universo alien
C’è mai chi riflette sul complesso universo interiore dello Xenomorfo? Oltre alla sua nota attrazione sadomasochista per Ellen Louise Ripley, ben rappresentata da Alien – La clonazione (1997) di Jean-Pierre Jeunet, cosa nasconde? In un futuro esplorativo guidato dall’empowerment femminile, lo Xenomorfo potrebbe sorprendere alleandosi per cause politiche interstellari. Negli anni, questo alieno è rimasto enigmatica creatura, quasi un “organismo perfetto”. Lottiamo per comprenderne la violenta natura e la passione per la riproduzione. Che si tratti dei cacciatori delle stelle o rischiose collaborazioni con Weyland-Yutani, lo stile di vita e la sopravvivenza dello Xenomorfo sono difficili da ingabbiare. I personaggi sintetici, come Ash e Rook o il ribelle David, propongono nuove prospettive su questa bestia. Ricordiamo l’indimenticabile apertura di Alien: Covenant (2017) di Ridley Scott.
la relazione creatore-creatura
dialoghi tra generazioni diverse
La scena di due uomini, apparentemente fratelli ma sostanzialmente “padre” e “figlio”, racconta il rapporto tra creatore e creatura. In una stanza adornata con opere artistiche, emergono conversazioni profonde, paragonabili a quelle tra i generali di Orizzonti di gloria (1957) di Kubrick. Quando la discussione si inasprisce, il “figlio” interrogando il “padre” sulla sua creazione provoca tensioni che illustrano l’influenza di Kubrick su Ridley Scott. Questa dinamica tra Peter Weyland e l’androide David svela il desiderio del replicante di emanciparsi da vecchi ingegneri, spianando la strada a futuri cambiamenti. Alien: Romulus, ottavo capitolo del franchise, predilige invece l’azione e l’horror, distaccandosi leggermente da introspezioni eccessive. Scopriamo le nuove star che prendono il centro del palcoscenico.
le nuove generazioni nello spazio
giovani minatori e sfide generazionali
La Generazione Z, neanche nello Spazio, sembra avere vita semplice. Minatori nei panni di figli di minatori, affrontano una realtà dura sulla colonia mineraria di Jackson’s Star. I personaggi, come Rain Carradine (interpretato da Cailee Spaeny) e il fratellastro sintetico Andy (David Jonsson), rappresentano i lavoratori più oppressi della saga. La loro condizione rispecchia umoristicamente la depressa realtà contemporanea, intenti a esplorare un’astronave abbandonata in cerca di fortuna. Il racconto di Alvarez si trasforma in un horror, combinando sequenze di gore efficaci, con riferimenti a videogame, evidenziando una società adulta ingegneristica e oppressiva che schiaccia i giovani. Ispirata dalle tensioni filosofiche di Prometheus (2012), la storia rivive nella lotta per la sopravvivenza tra generazioni.
conclusioni sull’opera e reazioni
Cailee Spaeny e David Jonsson si distinguono per le loro interpretazioni, con Spaeny a consolidare il suo status come rappresentante della Gen Z. Jonsson, dal canto suo, evolve da un sintetico dotato di un umorismo programmato a un cyborg ambiguo e capace di suscitare sorpresa. Considerato nel complesso, Alien: Romulus risulta essere un’opera più positiva che negativa nel panorama oggi complesso del franchise. Chissà quale sarebbe stato il pensiero su questo film dell’antico e misterioso Xenomorfo.