Adam scott torna a interpretare il raro ruolo di cattivo in hokum, film horror
hokum è un film horror incentrato sull’evoluzione di un uomo isolato in cerca di verità, intrappolato tra ricordi familiari e misteri di una locanda irlandese. la pellicola, presentata in anteprima a sxsw, combina tensione psicologica, atmosfere inquietanti e riferimenti al cinema di paura degli anni ottanta, offrendo uno sguardo intrigante su un protagonista potenzialmente inquietante.
hokum: trama e atmosfera
la storia segue ohm bauman, uno scrittore ricluso che, dopo la perdita dei genitori, si rifugia in una remota locanda dove avevano trascorso la luna di miele. l’intento iniziale è buttare cenere e chiudere un capitolo, ma l’edificio custodisce ricordi e presenze legate al passato del luogo. quando una persona dello staff scompare, le visioni e gli spaventi collegati al passato fanno irrompere la realtà, costringendo ohm a confrontarsi con verità scomode e con una ruralità ostile.
caratteristiche del folk horror e ambientazione
l’opera si distingue per un’ambientazione priva di tecnologia e per una forte impronta visiva anni ’80, con costumi, scenografie e atmosfere che spingono lo spettatore a chiedersi dove sia il tempo reale. il titolo riflette anche un atteggiamento scettico verso il folklore locale, offrendo al contempo una cornice narrativa capace di generare inquietudine e brividi.
cast principale e dinamiche di interpretazione
nel cast spiccano adam scott nel ruolo di ohm bauman, affiancato da nomi noti come peter coonan, david wilmot, austin amelio e florence ordesh. le prestazioni puntano a un arco di personaggio complesso, dove l’elemento antagonistico di ohm si sviluppa progressivamente all’interno della narrazione, creando tensione continua e fiducia nello spettatore nonostante i lati meno amabili del protagonista.
produzione, anteprima e riscontri
la pellicola ha fatto il suo debutto mondiale il 14 marzo in occasione del sxsw, raccogliendo recensioni per lo più positive. la sceneggiatura e la regia sono firmate da damian mccarthy, al terzo lungometraggio dopo Oddity, offrendo una narrazione che equilibra momenti di terrore con una componente di surviva notturna. il lavoro di mccarthy si concentra su una sorta di “spettacolo in solo” guidato da adam scott, capace di sostenere ampiezze drammatiche anche in assenza di dialoghi.
nell’intervista realizzata durante il festival, adam scott ha elogiato la scrittura di damian mccarthy e ha descritto il personaggio di ohm come molto interessante e poco ami- bile all’inizio, una scelta che obbliga a guadagnarsi l’interesse dello spettatore mano a mano. la discussione ha evidenziato l’intento di trasformare hokum in una sorta di spettacolo one-man, mantenendo però una narrazione avvincente grazie a una trama solida e a un’atmosfera complessa.
altre riflessioni dei creatori hanno riguardato le influenze cinematografiche: carpenter e i classici di sopravvivenza degli anni ’80 hanno ispirato una logica di tensione continua, con una cornice temporale volutamente vaga e priva di tecnologie moderne, per aumentare la percezione di straniamento e di deja-vu narrativo.
la promozione di hokum ha sottolineato l’equilibrio tra terrore e humor, evidenziando come la storia mantenga una sua leggerezza pur restando radicata nell’orrore psicologico. la chiusura di questa presentazione ha anticipato l’uscita nelle sale per il periodo primaverile, promettendo un’esperienza cinematografica intensa e coinvolgente per gli appassionati del genere.
- adam scott — ohm bauman
- peter coonan — cast di supporto
- david wilmot — cast di supporto
- austin amelio — cast di supporto
- florence ordesh — cast di supporto
- damian mccarthy — regista e co-sceneggiatore