Abdon pamich: come sono diventato abdon pamich per il marciatore

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una narrazione televisiva che racconta la nascita di un mito vede andrea bordoli nei panni di abdon pamich, al centro della pellicola il marciatore, in onda il 10 febbraio in prima serata su rai uno. la storia esplora temi come esilio, fatica e la marcia che ha guidato l’oro olimpico di tokyo 1964, segnando la traiettoria dello sport italiano.

abdon pamich e il marciatore: dall’esilio all’oro

l’apertura mostra il vero abdon pamich, all’età di 92 anni, percorrere i sentieri del carso per riannodare la memoria. a seguire, andrea bordoli assume il ruolo di pamich durante gli anni chiave dell’adolescenza a fiume (fiume). il contesto storico è segnato dall’irrompere del regime jugoslavo, dalla scomparsa dello zio Cesare e dalle pressioni familiari che trasformano la città in un luogo segnato dalla paura. la fuga verso l’italia diventa non solo un addio, ma l’inizio di una marcia personale tra campi profughi e condizioni di estrema povertà.

da andrea bordoli ad abdon pamich: un ponte tra passato e presente

nel passaggio all’età adulta, andrea bordoli cede lo posto a michael marini, attore di soave, che interpreta pamich nell’orizzonte sportivo. a genova si verifica un momento decisivo con l’incontro del coach giuseppe malaspina, che ridisegna l’approccio atletico dell’atleta. il regista alessandro casale sintetizza il concetto chiave: la marcia diventa un linguaggio esistenziale piuttosto che un semplice movimento, un simbolo di continuità che accompagna la trasformazione da esule a campione.

l’evoluzione sportiva come motore narrativo

la marcia di Pamich va oltre lo sport: diventa il mezzo per esprimere determinazione e resilienza. attraverso l’interpretazione di andrea bordoli e l’evoluzione successiva guidata da michael marini, la pellicola offre uno sguardo su una storia di successo nata nel dolore, dove i passi diventano la via per conquistare un risultato storico alle olimpiadi di tokyo 1964.

perché raccontare abdon pamich oggi

«è il ritratto di un uomo che ha radicato nel proprio stile di vita la determinazione e la resilienza», osserva alessandro casale. la narrazione evidenzia come lo sport possa rappresentare uno strumento concreto di riscatto. grazie all’interpretazione di andrea bordoli e al successivo passaggio a michael marini, il film permette di immedesimarsi in un giovane che, privato di tutto, trova nella disciplina dei propri passi la forza per raggiungere la gloria.

  • andrea bordoli — attore protagonista
  • michael marini — attore
  • giuseppe malaspina — coach
  • alessandro casale — regista
  • abdon pamich — atleta storico

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