10 rock band diventate più famose dopo aver abbandonato il loro suono originale

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Alcuni gruppi musicali raggiungono i livelli più alti anche grazie a un’evoluzione di stile: cambi di direzione, contaminazioni e scelte artistiche che spostano l’identità sonora verso palchi sempre più grandi. Di seguito viene ricostruito un percorso fondato su trasformazioni concrete, in cui l’abbandono del genere di partenza porta risultati misurabili, dalla crescita di notorietà alla definizione di suoni destinati a durare.

Pantera: da glam metal a groove metal

Quando Pantera nasce nel 1981, il glam metal domina la scena. Per molti anni la band resta dentro quel linguaggio, anche dopo l’arrivo di Phil Anselmo al ruolo di frontman. La svolta arriva dopo Power Metal del 1988: da quel punto si avvia la trasformazione che porta al “suono Pantera” ricordato dal pubblico.

  • Phil Anselmo
  • Rex Brown
  • Zakk Wylde
  • Charlie Benante

l’affermazione del groove metal

Nel 1990 esce Cowboys from Hell, che stabilisce in modo netto il groove metal diventato distintivo. Nel corso degli anni ’90, tutti e quattro gli album della band raggiungono la certificazione platinum. Il dominio del decennio viene descritto come totale, e la chiusura arriva con Reinventing the Steel nel 2000, che ottiene il gold, segnando però la fine del gruppo.
Nel 2022 il progetto continua in forma commemorativa: Anselmo e Rex Brown si uniscono a Zakk Wylde e Charlie Benante, dando vita a un tour sotto il nome Pantera come tributo ai fratelli Abbott. La continuità viene indicata come presente anche negli anni successivi, con il groove metal del 1990 ancora al centro dell’energia live.

Journey: jazz rock verso hard rock con Steve Perry

In una fase iniziale, Journey esplora la direzione del jazz rock. Il cambiamento decisivo coincide con l’ingresso di Steve Perry come cantante principale, che sposta la band verso l’hard rock. Il primo album con Perry è Infinity (nel 1978), e i brani come “Wheel in the Sky” contribuiscono a portare il gruppo alla ribalta.

“don’t stop believin’” e la consacrazione

Nel 1981 esce Escape, contenente “Don’t Stop Believin’”. Il brano viene citato come elemento che trasforma Journey in una vera leggenda: il livello di successo viene associato a un dato di 18x platinum e a milioni di ascolti, con una diffusione stimata in circa 2,5 miliardi di streaming su Spotify. Nonostante ulteriori cambi di formazione, la band mantiene l’impronta hard rock e continua con uscite nel periodo più recente, indicando una continuità quasi quarantennale.

Fleetwood Mac: dal blues rock al pop rock

Con oltre 120 milioni di album venduti nel mondo, Fleetwood Mac viene presentato come uno dei gruppi più commercialmente importanti della storia. Il testo richiama anche un passaggio significativo: per un periodo iniziale, la band non viene percepita come dominante ai massimi livelli, pur avendo lavorato su nove album alla ricerca del “break” decisivo.

l’ingresso di Lindsey Buckingham e Stevie Nicks

La svolta arriva con il 10° album in studio, Fleetwood Mac, indicato come il primo a includere Lindsey Buckingham e Stevie Nicks. Da lì in avanti, la band evolve verso un suono pop rock, senza più frenare: viene segnalato che il disco del 1975 viene seguito da altri quattro album certificati platinum. Il culmine viene riconosciuto in Rumours, descritto come uno dei lavori più noti di sempre.
La storia include anche un riferimento al percorso del gruppo: la presenza di figure come Peter Green nella memoria collettiva viene collegata al fatto che sia stato un cantante centrale prima di allontanarsi. La traiettoria finale viene descritta come solida, con tre ulteriori album e una reputazione consolidata anche grazie alla capacità di aggiustare la formazione per raffinare il suono.

  • Peter Green
  • Lindsey Buckingham
  • Stevie Nicks

Bring Me The Horizon: dal deathcore al mainstream

Bring Me The Horizon nasce con un imprinting nel deathcore, definito come un genere estremo, caratterizzato da scream vocali e strumentazioni molto energiche. Nelle prime fasi della carriera, la band pubblica alcuni EP e un album d’esordio centrati su questa direzione, riuscendo a eccellere tecnicamente, ma non abbastanza da raggiungere i traguardi desiderati.

l’avanzamento con “sempiternal”

La progressione avviene nel tempo, attraverso ulteriori lavori che affinano la proposta, fino all’ingresso nella dimensione più ampia del mainstream. Un punto di riferimento indicato è Sempiternal del 2013, descritto come il primo album della band a essere certificato gold negli Stati Uniti.
Con brani come “Can You Feel My Heart” e “Sleepwalking”, il salto di livello viene attribuito alla maggiore presa sul pubblico. Successivamente arrivano altri album in studio, con il più recente nel 2024. Il testo sottolinea come la decisione di allontanarsi dal deathcore “esclusivo” abbia portato vantaggi evidenti: il gruppo viene ormai associato a performance in contesti di grandi dimensioni.

Goo Goo Dolls: punk rock verso alternative rock

La formazione dei Goo Goo Dolls avviene a Buffalo, New York. Nei primi due album, pubblicati nel 1987 e 1989, l’attenzione è sul punk rock. Il percorso però non genera subito la notorietà cercata, e il 1990 vede l’uscita di Hold Me Up, in cui viene inserita una componente alternative rock diventata un marchio successivo. Un altro passaggio arriva nel 1993, ma la svolta più netta si concretizza con cambiamenti successivi.

“iris” e la stabilizzazione del successo

Il suono alternative rock si consolida con l’album A Boy Named Goo (nel 1995) e prosegue nel 1998 con Dizzy Up the Girl. Qui viene indicato il ruolo centrale di “Iris”: la canzone viene descritta come presente nel film City of Angels, con un’impronta digitale molto forte grazie a uno streaming che supera due miliardi e certificazioni diamond. Il gruppo viene quindi descritto come elemento stabile dell’alternative rock, con il successo legato a una progressione basata sulla perseveranza.

AFI: hardcore punk che diventa post-hardcore

Negli anni ’90 la musica viene descritta come più “scura” e più tagliente, grazie all’espansione di grunge e nu metal. In questo contesto AFI, agli inizi, fatica a definire una precisa identità: nel corso del decennio pubblica quattro dischi e, successivamente, un ulteriore album nel 2000, ma la direzione cambia davvero nel 2003.

“sing the sorrow” e il nuovo corso

Il cambiamento consiste nel passaggio da una base hardcore punk a un focus sul post-hardcore. Il disco Sing the Sorrow del 2003 viene presentato come segnale di un’epoca nuova: viene riportato un risultato di platinum. Anche Decemberunderground (nel 2006) raggiunge lo stesso livello di successo e contiene il brano più grande fino a quel momento, “Miss Murder”.
Dopo quella fase, il testo indica uno scostamento graduale dal genere che aveva portato notorietà, con la possibilità di tornare indietro quando necessario, grazie alla comprovata capacità di gestire quel tipo di stile.

Falling in Reverse: emo che incorpora rap metal con “popular monster”

Ronnie Radke viene descritto come una delle voci più dotate in vari contesti. Tra i lavori citati, nel 2006 viene richiamato Dying Is Your Latest Fashion, pubblicato con Escape the Fate, indicato come un riferimento per l’emo: il disco viene trattato come “anthem” per il genere, legato a una miscela tra hardcore punk e post-hardcore.

cambi di direzione e certificazioni

Terminata l’esperienza con Escape the Fate, Radke crea Falling in Reverse, con il lancio nel 2011 di The Drug in Me Is You. Il disco viene descritto come ben accolto e gold-certified. Il suono emo non viene però indicato come l’approccio destinato a restare uguale: la band vive cambi di formazione e arriva una nuova chiamata creativa dopo più tempo.
Con Popular Monster (nel 2024), viene presentata un’importante quantità di rap metal. Il progetto viene descritto come capace di passare dalla vita nei club a un ruolo da protagonista in festival e su palchi di alto profilo. In meno di un anno dall’uscita, il testo collega il risultato alla certificazione gold, indicando che la scelta sonora ha trovato il punto giusto per il gruppo.

The Beastie Boys: dall’hardcore punk al rap rock

Prima dei Beastie Boys, esisteva un concetto originario legato a The Young Aborigines, immaginato come progetto hardcore-punk. Per alcuni anni la proposta resta in quella direzione, finché nel 1983 tutto cambia. Nel racconto viene evidenziato che il primo brano basato sull’hip-hop è “Cookie Puss”, che ottiene un riscontro sorprendente e apre opportunità importanti.

da “cookie puss” a def jam

In quella fase viene indicata la possibilità di esibirsi insieme a Madonna e, soprattutto, la risposta del pubblico porta a un passo determinante: il gruppo firma con Def Jam Recordings, appena nata. Da qui si concentra l’energia su rap rock, con l’album d’esordio Licensed to Ill. In seguito le direzioni vengono alternate: a volte più vicine all’hip-hop, altre volte di nuovo con rap rock che attraversa anche gli ultimi sette album.
La chiusura del percorso viene associata alla scomparsa di MCA (Adam Yauch) nel 2012, con l’indicazione di uno scioglimento. Il contributo musicale viene però presentato come duraturo, legato a brani come “No Sleep Till Brooklyn” e “Brass Monkey”.

  • MCA (Adam Yauch)

Bee Gees: pop degli anni ’60 e svolta R&B nel 1974

Negli anni ’70, con il successo di disco e soul, molte band esplorano suoni diversi. I Bee Gees vengono descritti come un caso coerente: durante gli anni ’60 e fino alla prima parte del decennio successivo, il gruppo è soprattutto noto per il pop. Il cambiamento arriva nel 1974 con Mr. Natural, quando iniziano a integrare elementi R&B nella musica.

main course e l’impatto discografico

Già nel 1975 si definisce il nuovo suono con Main Course. Il disco diventa un gold record e i due album successivi ottengono performance ancora migliori: Children of the World e Spirits Having Flown vengono indicati come platinum-selling. Così i Bee Gees consolidano la loro posizione come artisti di riferimento per l’epoca del disco.
La reputazione viene rafforzata anche con l’ammortamento mediatico del lavoro legato a Saturday Night Fever, grazie al successo “Staying Alive”. Il testo evidenzia come l’adattamento ai cambiamenti musicali abbia portato risultati importanti.

Judas Priest: dalla base blues rock al dominio heavy metal

Judas Priest si forma nel 1969 e pubblica il primo album, Rocka Rolla, nel 1974. Il disco presenta una struttura diversa rispetto alla fama successiva: nel racconto vengono riconosciuti elementi radicati nel blues rock. Il testo specifica che l’esplorazione del genere viene mantenuta in modo significativo solo per un album, mentre dal successivo si procede verso il heavy metal.

British Steel e longevità del genere

Nel 1976, con Sad Wings of Destiny, il focus si sposta sempre di più. La conferma arriva nel 1980 con British Steel, indicato come album iconico: il disco include alcuni dei brani più noti, tra cui “Breaking the Law” e “Living After Midnight”. Con oltre 50 milioni di album venduti, la solidità della formula viene collegata alla capacità di trovare e consolidare l’identità.
L’uscita più recente del gruppo nel 2024 viene citata con un punto fermo: pur essendo quasi 50 anni dopo la completa transizione verso l’heavy metal, la band viene descritta come ancora impegnata a conquistare il genere.

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