Recensione Finale Stagione 6 di What We Do in the Shadows: Un Esilarante Epilogo Meta che Incapsula la Magia della Serie

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La finale della serie What We Do in the Shadows si presenta come un commiato inaspettato e ingegnoso, caratterizzato da un forte senso di autoironia. Questo episodio, dal titolo “The Finale”, rappresenta una delle strutture più inventive dell’intera serie. L’undicesimo episodio della sesta stagione inizia come una consueta avventura del gruppo di vampiri, con un accenno alle nuove sfide portate dallo strano comportamento del Mostro di Cravensworth. La narrazione subisce una decisa interruzione quando il team di documentaristi chiede indietro i loro microfoni, portando Guillermo a confrontarsi con la realtà della conclusione di questa “documentazione”.

La finale di What We Do In The Shadows lega il documentario e dice addio al pubblico

La finale ha riservato il suo trucco migliore per la fine

Il finale di What We Do in the Shadows frena la narrativa sviluppata nella sesta stagione, una scelta che si rivela vantaggiosa. Temi come il “mondo corporate” vengono quasi ignorati, mentre nuovi personaggi, come Jerry il vampiro, vengono letteralmente fatti scomparire dalla trama. Questo epilogo enfatizza l’elemento centrale della serie, ossia il suo stile quasi da sitcom lavorativa, celebrando l’assurdità dei suoi personaggi unici.

La sesta stagione, ambientata in un palazzo d’uffici, pone il focus più sulla natura comica e meno sull’evoluzione dei personaggi. Il finale utilizza un parodistico riferimento a The Usual Suspects, contribuendo a un tono meta che favorisce una preparazione per il distacco imminente dalla serie.

What We Do In The Shadows: la finale riflette con intelligenza & umorismo sulla sua eredità senza diventare eccessivamente sentimentale

La serie comica è rimasta fedele a se stessa fino alla fine

In una serie caratterizzata da personaggi originali come What We Do in the Shadows, non è necessario arrivare a conclusioni eclatanti. Gli sforzi di Guillermo per promuovere elementi narrativi convenzionali, come la crescita dei personaggi, vengono coniugati con un approccio meta che evita cambiamenti, sottolineando così che non si desidera che i vampiri cambino. L’idea che Nandor e Guillermo rimarranno amici dopo la fine delle riprese è il messaggio più significativo, lasciando intendere che le loro avventure continueranno.

I vampiri mantengono un atteggiamento indifferente durante la serie, un aspetto che è soddisfacente anche nella conclusione. Sebbene momenti di vulnerabilità avrebbero potuto offrire spunti emozionali, i creatori hanno scelto di non intraprendere quella via. Come spiegato da Nadja, questa non è stata la prima esperienza con una troupe di documentaristi.

Una conclusione soddisfacente e creativa per What We Do in the Shadows

Il finale non si spinge in profondità nel territorio della nostalgia, mantenendo invece intatti il valore comico peculiare della serie. Guillermo, come sempre, funge da nostro punto di contatto umano e la sua tristezza per la fine del documentario viene affrontata con umorismo incessante, dimostrando che il finale non scivola nel melò. La chiusura culmina con una breve esibizione del cast principale, che canta “We’ll Meet Again” di Vera Lynn, conferendo una sensazione più tradizionale di “finale” senza compromettere la sua unicità.

In definitiva, What We Do in the Shadows sostiene la sua identità comica e offre una conclusione astuta ai suoi fan, senza sacrificare il suo spirito originale.

Personaggi principali della serie:
  • Guillermo de la Cruz
  • Nandor
  • Laszlo
  • Nadja
  • Jerry il vampiro
  • Doug Jones
  • Natasia Demetriou
  • Matt Berry
  • Mark Proksch
  • Kayvan Novak
  • Harvey Guillen
  • Kristen Schaal

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