Gilmore girls su netflix: la denuncia di lauren graham sull’assenza di residui

Il fenomeno di “Gilmore Girls” continua a generare un notevole interesse anche a distanza di anni dalla sua prima messa in onda. Recentemente, durante un’apparizione nel programma “Jimmy Kimmel Live!”, Lauren Graham, protagonista della serie, ha affrontato il tema della mancanza di residui finanziari per gli attori che lavorano su piattaforme di streaming come Netflix. Inoltre, ha sottolineato l’impatto duraturo della serie, che riesce a raggiungere un pubblico sempre più ampio.
la questione dei residui per gli attori
Nel corso del suo intervento, Lauren Graham ha affermato: “Non ci sono davvero residui su Netflix”. Nonostante questa carenza di compensazione monetaria, ha dichiarato di essere stata “pagata in amore” dai fan di “Gilmore Girls”. La serie ha infatti trovato una nuova vita e un pubblico molto più vasto rispetto al periodo della sua trasmissione originale sul WB, attirando spettatori sia giovani che adulti che continuano ad appassionarsi alle storie di Lorelai e Rory.
le sfide dell’industria dell’intrattenimento
La tematica dei residui nell’era dello streaming è diventata cruciale nel settore dell’intrattenimento. Questo argomento è stato al centro degli scioperi del 2023 da parte dei sindacati SAG-AFTRA e WGA, i quali richiedevano bonus legati alla popolarità dei programmi. Uno degli esiti positivi delle trattative è stato l’accordo tra l’Unione degli attori e l’Alleanza dei produttori cinematografici e televisivi (AMPTP), il quale prevede un bonus del 75% per gli attori presenti nelle serie più seguite sulle piattaforme streaming.
precedenti battaglie legali
Il caso di “Gilmore Girls” non rappresenta l’unico episodio a sollevare dubbi riguardo ai residui. Nel 2018, il produttore della serie, Gavin Polone, intentò una causa contro Warner Bros., accusando la rete di averlo privato dei diritti sui residui relativi alla mini-serie “A Year in the Life”, composta da quattro episodi trasmessi su Netflix.
L’intervento di Lauren Graham e i recenti sviluppi nei negoziati sindacali evidenziano una problematica persistente nel panorama dei media contemporanei: la giusta remunerazione degli attori in un contesto in costante evoluzione verso lo streaming. Gli adeguamenti ai nuovi modelli economici risultano essenziali per garantire equità retributiva per tutti gli attori coinvolti.