Redux recensione thriller di vendetta nello sci fi lo-fi nel multiverso che apre un regno del cinema

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In un panorama cinematografico dominato da pellicole sul multiverso e dai viaggi tra realtà alternative, Redux Redux si distingue per affrontare in modo sobrio le conseguenze morali di una pulsione piena di dolore. Realizzato dai fratelli Kevin e Matthew McManus, con la partecipazione di Michaela McManus nel ruolo principale, il film esplora cosa possa accadere quando la ricerca di giustizia personale sfocia in una dipendenza che mette a rischio l’identità e la webcamina del tempo.

redux redux utilizza viaggi nel multiverso in modo più intelligente e coinvolgente

Redux Redux si configura come una commistione tra un thriller lo‑fi di alto profilo e una riflessione etica sulla vendetta. Non si sofferma sui dettagli tecnici della tecnologia, ma ne evidenzia l’impatto sulla psiche di chi la utilizzare, soprattutto per una madre che ha vissuto una perdita inconsolabile. Irene Kelly, interpretata da Michaela McManus, attraversa realtà differenti per fronteggiare una sofferenza che sembra non avere fine, arrivando a viaggiare tra scenari molto simili che cambiano per microdifferenze.”

una protagonista forte e lacrime della perdita

La performance di Michaela McManus trasmette con intensità una condotta viscerale segnata da un dolore che tende all’ossessione. Il personaggio di Irene non cerca la vendetta come spettacolo, ma come mezzo per risolvere una ferita che non si chiude. La narrazione abbraccia una progressiva consapevolezza della loro colpa, offrendo una rappresentazione cruda della violenza e delle sue ramificazioni.

mondi multipli e scelte narrativi sorprendenti

Il ricorso ai mondi paralleli è dosato con maestria: i dettagli comuni restano, ma le variazioni, come l’atmosfera del diner o la professione di Neville, sottolineano quanto sia fragile la propria convivenza con il passato. L’opera evita cliché comuni del genere e indirizza l’attenzione sull’impatto emotivo della violenza, ponendo la catarsi come obiettivo complesso, non immediato. Le sceneggiature dei fratelli McManus avanzano una riflessione originale sulla relazione tra traumi, vendetta e possibilità di(guarigione) attraverso la lente della tecnologia temporale.

dinamiche relazionali e limitazioni etiche

Un tratto ricorrente riguarda la dinamica con Jonathan, interpretato da un attore di talento, che diventa la presenza stabile in un contesto dove Irene cerca di trovare una forma di normalità. In diverse incarnazioni, la terapia è trattata in modo frizzante e serio: non si prospetta una panacea immediata, ma si indica che un confronto strutturato può contribuire a gestire il dolore senza giustificare la violenza.

informazioni chiave su produzione e distribuzione

Il film è stato realizzato da Kevin e Matthew McManus, con Michaela McManus tra i volti principali. Redux Redux si presenta con una durata di 107 minuti e ha come registi e co‑autori Kevin McManus insieme a Matthew McManus. Le produzioni sono curate da Matthew McManus, PJ McCabe, Kevin McManus, Michael J. McGarry e Nate Cormier, offrendo un impianto creativo coeso tra regia e sviluppo narrativo.

presentazioni artistiche e impatto crítico

La pellicola si distingue per una sceneggiatura onesta che evita di forzare la retorica e propone un ritratto spigoloso dell’ossessione, dell’uso delle tecnologie pericolose e delle conseguenze etiche delle azioni. La recitazione è guidata da un registro vulnerabile e credibile, capace di tenere insieme tensione narrativa e profonda empatia verso i personaggi.

dati tecnici principali

Data di uscita: 20 febbraio 2026
Durata: 107 minuti
Regia: Kevin McManus
Sceneggiatura: Matthew McManus, Kevin McManus
Produttori: Matthew McManus, PJ McCabe, Kevin McManus, Michael J. McGarry, Nate Cormier

  • Michaela McManus — Irene Kelly
  • Jim Cummings — Jonathan
  • Stella Marcus — Mia
  • Jeremy Holm — Neville
  • Kevin McManus — regista
  • Matthew McManus — co‑sceneggiatore e co‑regista

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