Recensioni film screenrant: rassegna di how to make a killing, psycho killer, redux redux e altro
una selezione settimanale di recensioni cinematografiche propone un mix variegato di tendenze: satire capitalist, tarteggiamenti da caper e deviazioni tra dimensioni alternative. il riquadro critico mette in luce titoli capaci di offrire ritmo serrato, atmosfere intense e una certa praticità narrativa, accompagnati da analisi mirate e riferimenti agli stilemi contemporanei. di seguito, una sintesi ordinata delle opere in oggetto, con riferimenti alle peculiarità di stile e all’impatto sul pubblico.
hellfire
la sceneggiatura di Richard Lowry è bare bones, ma questa scelta permette di privilegiare l’elemento principale: lang, sudato, ferito e spezzato, che procede mettendo a tacere numerosi antagonisti. il ritmo resta essenziale e diretto, senza complicazioni narrative.
redux redux
redux redux si presenta come un thriller di fanta‑fizione lo‑fi capace di coinvolgere per l’emotività e la dinamicità, tracciando il percorso romantico‑nihilista di Irene Kelly, interpretata da Michaela McManus.
- Irene Kelly — interpretata da Michaela McManus
this is not a test
alla resa finale resta la domanda su quale sia il messaggio sostanziale oltre a sangue stilizzato e a una colonna sonora punk‑rock incisiva. l’esperienza privilegia l’impatto estetico e l’assetto sonoro, fornendo una lettura estetica piuttosto che un significato esplicito.
how to make a killing
how to make a killing si rivela meno tagliente del previsto, eccessivamente piatto per valorizzare le potenzialità di Glen Powell, con caratterizzazioni poco sviluppate, commenti poco consistenti e un andamento lento.
midwinter break
la storia di una coppia in declino viene presentata in modo convenzionale, con elementi di critica che rimangono troppo nascosti per offrire una chiave interpretativa chiara. la regia di Findlay si muove tra intenzioni dichiarate e rivelazioni sottili, con un tono che resta ambivalente.
the witch (10th anniversary)
nonostante qualche ingenuità formale, The Witch conserva la forza espressiva del debutto di Eggers, con una direzione visiva intensa e un’atmosfera inquietante che resta memorabile. la pellicola dimostra una padronanza del linguaggio cinematografico e una capacità di creare tensione mediante suoni e luci.
psycho killer
Psycho Killer è descritto come goffo e poco serio, saturo di tropi poco riusciti, con CGI sanguigna poco convincente e recitazione dall’impatto da student film. sorprende che sia prodotto da uno studio major data la sensazione di prodotto altalenante.
the projectionist
guidato da un Vondie Curtis‑Hall esperto in ruoli di rilievo, supportato da una fotografia calda fornita da Sam Motamedi, The Projectionist si presenta come opera strana, haunting ed estremamente trasportativa, capace di coinvolgere lo spettatore in un tono elegiaco.
- Vondie Curtis‑Hall
- Sam Motamedi