Ready or not 2: come una scena post-credit eliminata ha cambiato tutto

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Ready or Not 2: Here I Come nasce da un dettaglio rimasto fuori dalla versione finale del primo film: una breve scena post-credits. La sua eliminazione, legata a vincoli di budget, ha comunque aperto la strada a un sequel con nuove famiglie rivali, una seconda tornata di “Hide and Seek” e un legame immediato con il finale di Ready or Not.

ready or not 2: here i come e l’origine di una scena post-credits tagliata

Il sequel si collega direttamente al primo capitolo: la storia riparte subito dopo il gioco iniziale, con Grace MacCaulley (Samara Weaving) ancora ferita e costretta a entrare in un nuovo round potenzialmente mortale. La protagonista si ritrova anche a dover affrontare membri di famiglie rivali impegnate a contendersi la vittoria. In più, la situazione si complica perché entra in scena anche la sorella di Grace.

Secondo quanto ricostruito dagli autori e dai registi, l’idea che ha alimentato lo sviluppo del sequel proviene da una scena post-credits scritta per l’originale e successivamente non inserita nel montaggio definitivo. Se quella parte fosse stata mostrata dopo il primo film, Ready or Not 2 potrebbe non essere mai arrivato sul grande schermo.

la scena eliminata del primo film: il gioco più grande fuori campo

Il finale del 2019 si conclude con un’immagine che resta impressa, ma la versione pensata in origine prevedeva un’ulteriore aggiunta: una scena post-credits in cui si sarebbero presentate le famiglie concorrenti destinate a diventare centrali nella storia successiva.

Gli sceneggiatori Guy Busick e R. Christopher Murphy avevano scritto una sequenza che, nel progetto, avrebbe anticipato la presenza di un “gioco” più vasto, in grado di guidare gli eventi di quanto accade nell’ambito della storia principale.

Il materiale escluso avrebbe introdotto membri appartenenti a gruppi diversi, creando l’impressione che sullo sfondo si stesse muovendo qualcosa di più grande rispetto al perimetro ristretto raccontato nel primo film. La scena includeva anche indicazioni sul fatto che la competizione avesse dimensioni più ampie, con un pubblico e un interesse collettivo incentrati su Le Domas e sulle dinamiche del rito.

il ruolo della “nuova partita” nel sequel

Nel racconto di Ready or Not 2, la seconda tornata scatta perché il successo di Grace nel primo episodio attiva immediatamente il nuovo confronto. Il gioco continua quindi con una struttura più ampia rispetto a quella della storia precedente.

La seconda fase della competizione viene descritta come una sfida in cui entrano in campo quattro famiglie rivali e in cui la sorella di Grace viene coinvolta nel meccanismo sanguinoso della selezione.

  • Grace MacCaulley (Samara Weaving)
  • Faith MacCaulley (Kathryn Newton)
  • famiglie rivali (quattro gruppi presenti nella seconda tornata)

perché ready or not non ha bisogno di scene post-credits

La decisione di tagliare la scena post-credits era legata esclusivamente a motivazioni di natura economica. L’esclusione, però, avrebbe consentito al sequel di svilupparsi senza bloccarsi sul nascere: i registi indicano che inserire subito la rivelazione del “gioco più grande” avrebbe potuto esaurire le possibilità narrative della seconda storia, lasciando meno spazio per un nuovo percorso cinematografico.

Nel contesto del genere horror, le scene post-credits non sono presentate come elemento necessario. In molti casi, infatti, possono:

  • creare aspettative su un seguito che potrebbe non realizzarsi
  • interferire con lo spazio creativo riservato a future evoluzioni della storia
  • spostare l’attenzione su anticipazioni più che sulla conclusione autonoma del film

Alla luce di questo, il sequel viene inquadrato come un’opzione inattesa ma coerente, capace di restare autonoma pur mantenendo continuità con quanto accade nel primo capitolo.

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