La valle dei sorrisi: l’horror che omaggia stephen king e midsommar

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presentazione e ambientazione del nuovo film di paolo strippoli

Il nuovo lungometraggio di Paolo Strippoli, presentato fuori concorso alla 82ª Mostra del Cinema di Venezia, ha attirato l’attenzione per il suo stile visivo e narrativo. L’opera richiama atmosfere tipiche del folk horror internazionale, suscitando paragoni con capolavori come Midsommar. La pellicola si distingue per la rappresentazione di un microcosmo sociale chiuso, immerso in paesaggi luminosi apparentemente idilliaci ma intrisi di segreti oscuri.

ambientazione e tematiche principali

L’azione si svolge nel cuore di Remis, un villaggio nascosto tra le montagne, dove gli abitanti sembrano vivere in uno stato di felicità perpetua. La comunità si riunisce settimanalmente per praticare un rituale inquietante: l’abbraccio collettivo a Matteo Corbin, un adolescente che assorbe il dolore degli altri. Questa pratica, al centro della narrazione, rivela una realtà più complessa e disturbante.

trama e sviluppo narrativo

Il protagonista è Sergio Rossetti, un insegnante con un passato difficile, che cerca in Remis una possibilità di rinascita. La sua scoperta delle oscure tradizioni del villaggio lo porta a confrontarsi con la figura di Matteo, descritto come “adolescente queer, corpo sacrificale ed entità redentrice”. Il suo percorso diventa simbolo di una lotta tra protezione, sacrificio e identità personale.

riferimenti culturali e simbolici nel film

paralleli con altre opere note

L’impianto visivo e i rituali evocano chiaramente il film Midsommar, mentre il potere attribuito a Matteo richiama il personaggio di John Coffey in Il miglio verde. Quest’ultimo è capace di assorbire sofferenza e malattie, pagando un prezzo alto per questa capacità. Nel film di Strippoli, questo potere assume una forma collettiva: l’intera comunità riversa sul ragazzo le proprie ombre e dolori.

simbologia e intenti narrativi

La valle dei sorrisi nasce dal desiderio di utilizzare l’horror come spazio simbolico per esplorare temi quali la fragilità dell’identità e il bisogno disperato d’appartenenza. Il regista sottolinea come Matteo rappresenti “un adolescente queer, corpo sacrificale ed entità redentrice“, trasformando la storia in un’indagine sulla crescita, sulla perdita dell’innocenza e sulle relazioni tra protezione e controllo.

conclusioni sulla poetica del regista

Con questa produzione, Strippoli conferma la propria capacità di fondere generi diversi creando uno stile personale riconoscibile. Il film amplia le coordinate del folk horror introducendo elementi ispirati anche alla narrativa kinghiana, offrendo così uno sguardo profondo sui temi del dolore, dell’amore e della difficoltà nel mostrare il proprio volto autentico anche sotto la pressione sociale.

  • Michele Riondino (protagonista)

Data uscita prevista: 17 settembre 2025

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