John Carpenter intervista su Cathedral, fallout 76 e perché ha lasciato hollywood
John Carpenter, figura di riferimento dell’horror, descrive un passaggio netto dalla tensione cinematografica a un lavoro musicale costruito con pieno controllo creativo. Tra studio, videogiochi e collaborazioni familiari, l’attenzione si concentra su Cathedral, su come nasce un universo narrativo notturno e su quale spazio occupano oggi le influenze sonore di una carriera leggendaria.
john carpenter tra relax creativo e controllo totale
All’età di 78 anni, il regista e compositore viene presentato come profondamente disteso: l’ansia tipica dei set viene sostituita da routine in cui prevalgono sintetizzatori, videogiochi e basket. La sensazione che emerge è quella di un professionista che ha ridotto al minimo i compromessi, puntando a un metodo più diretto e personale.
Il confronto con Hollywood mette in evidenza una differenza strutturale. In ambito filmico, le negoziazioni con il sistema possono alternare successi e sconfitte; nel lavoro musicale, invece, la libertà viene descritta come più completa.
- John Carpenter
cathedral: un album che nasce da un sogno
Cathedral non viene indicato come un film, ma come un album capace di “sonorizzare” una visione precisa: un racconto nato durante il sonno. Carpenter racconta di sogni molto vividi e di un episodio in cui è comparsa l’idea completa di Cathedral. In passato, il processo creativo sarebbe passato attraverso una sceneggiatura e la realizzazione di un film; questa volta, però, entra in gioco un limite pratico.
Il progetto viene ricondotto a un’idea semplice: un film di quel tipo richiederebbe costi elevati, per cui la soluzione è trasformare la visione in musica, rendendo realizzabile ciò che al cinema avrebbe rappresentato un ostacolo.
- Cathedral (album)
cody carpenter e daniel davies nel cuore della produzione
Per dare forma al materiale, Carpenter si affida a una collaborazione ristretta ma mirata. Il lavoro viene sviluppato insieme al figlio Cody Carpenter e al padrino Daniel Davies. La presenza di Davies viene collegata a un riferimento musicale noto agli appassionati di rock: Daniel è figlio del chitarrista dei The Kinks, Dave Davies.
Nel racconto del processo creativo emerge anche un dettaglio tecnico. Carpenter descrive l’uso del sintetizzatore per preparare parti da “traccia demo”, anche con impostazioni orientate alla chitarra. In base allo stile desiderato, viene prevista la possibilità di costruire una base temporanea e richiederne l’esecuzione su chitarra a Davies.
- Cody Carpenter
- Daniel Davies
- Dave Davies
uscire dalla macchina hollywood e rimanere sul percorso musicale
Quando si parla di scelte professionali, la musica viene associata a un ambiente privo di pressioni esterne: non ci sarebbero “teste” di studio e non sarebbero necessari aggiustamenti per arrivare a compromessi. La libertà viene descritta come un vantaggio sostanziale, con l’obiettivo di mantenere il controllo completo sul risultato finale.
il principio guida: la storia
La valutazione del genere horror contemporaneo viene collegata a un criterio unico: per Carpenter il punto centrale resta la storia. L’attenzione viene posta sul modo in cui la narrazione viene gestita, più che su elementi di contorno.
tempo libero tra videogiochi, basket e appunti di produzione
Durante i momenti di pausa, Carpenter viene raffigurato come costantemente dedito ad attività specifiche. Lo sport ricorre nel racconto con il basket, mentre la parte videoludica risulta più lunga e continuativa.
Viene inoltre ricordata una collaborazione con il suo nome associato a un progetto videoludico: Toxic Commando, un co-op shooter in arrivo. In risposta alle informazioni ricevute, Carpenter reagirebbe in modo entusiasta all’idea di grandi quantità di nemici simultanei, con un forte entusiasmo verso l’azione “a orde”.
Tra le lunghe sessioni di gioco emerge Fallout 76, indicato come un titolo affrontato in modo stabile per cinque anni consecutivi. Se fosse necessario “vivere” dentro un videogame, la scelta sarebbe ricaduta su Sonic the Hedgehog.
- Toxic Commando
- Fallout 76
- Sonic the Hedgehog
le influenze musicali: beatles, stones e doors
Nella parte finale della conversazione, l’attenzione si sposta sulle icone che ancora oggi fanno da riferimento. I pilastri indicati sono The Beatles, The Rolling Stones e The Doors. La selezione delle influenze viene presentata come coerente con un gusto che mescola identità diverse, mantenendo un centro narrativo riconoscibile.
Tra i marchi sonori citati compaiono anche Pink Floyd e Led Zeppelin, utilizzati come punti di contatto nel racconto delle preferenze e dei toni emersi durante lo scambio.
- The Beatles
- The Rolling Stones
- The Doors
- Pink Floyd
- Led Zeppelin
il legame con joan rivers e il ritorno alla “cathedral”
La conversazione tocca anche un riferimento legato alla comicità: Joan Rivers. L’interazione con il tema viene riportata come un riconoscimento diretto, descritto con un’espressione secca e informale che segnala una percezione particolare della persona. Su dettagli più specifici viene mantenuta una chiusura, senza entrare in ulteriori informazioni.
La chiusura del quadro riporta il focus al concetto di cathedral: non come simbolo astratto, ma come studio di registrazione, luogo in cui le visioni trovano forma attraverso la musica. In questo contesto, Carpenter risulta impegnato esattamente nel tipo di attività che desidera, lasciando i “lati notturni” nelle dinamiche creative connesse al progetto.
- Joan Rivers