Ish film recensione di imran perretta a venezia 82

un esordio cinematografico che affronta temi di attualità e identità
Nel panorama del cinema contemporaneo, le opere prime rappresentano spesso occasioni di riflessione e innovazione. Ish, debutto alla regia dell’artista britannico Imran Perretta, si distingue per la sua capacità di coniugare realismo sociale e poesia visiva. Presentato alla 40ª Settimana della Critica nell’ambito della Mostra del Cinema di Venezia 82, il film si configura come un’intensa narrazione che esplora le sfide dell’adolescenza in contesti complessi, mettendo in luce le dinamiche di discriminazione e identità.
contesto e ambientazione del film
luoghi simbolici di una realtà marginale
Le riprese si svolgono principalmente a Luton e nei suoi dintorni, ambientazioni che assumono un ruolo fondamentale nella costruzione narrativa. Tra boschi vicini al Wardown Park, strade attraversate da traffico aereo e i riflessi accecanti dei fari dello stadio di calcio, il film trasforma spazi quotidiani in scenari sospesi tra realtà e simbolismo. Questi luoghi rappresentano i margini sociali ed emozionali dei protagonisti, segnati da un’Inghilterra ancora divisa tra diverse comunità etniche.
la doppia traiettoria dei protagonisti
due adolescenti, due percorsi divergenti
I personaggi principali sono due giovani: Ishmail (Ish), interpretato dal giovane attore esordiente Farhan Hasnat, e il suo migliore amico Maram (Yahya Kitana). Cresciuti in famiglie diverse ma uniti da un’amicizia profonda, i due ragazzi vivono esperienze parallele che evidenziano le differenze tra infanzia e adolescenza.
- Ish: vive con la nonna (Sudha Bhuchar) e la famiglia composta dal padre (Naeem – Avin Shah) e dalla sorella maggiore (Samira – Joy Crookes). La recente perdita della madre pesa sulla loro quotidianità.
- Maram: porta con sé una rabbia più marcata legata al rapporto conflittuale con il padre tassista. La sua percezione del mondo è influenzata dalle tensioni sociali, come le violenze a Gaza, che rielabora attraverso il linguaggio quotidiano.
Mentre Ish rimane intrappolato in uno stato di limbo tra infanzia e maturità, Maram appare più incline ad abbracciare l’età adulta. Le loro traiettorie si allontanano sempre più nel corso del racconto.
scontro tra sistema tecnologico repressivo e fragilità giovanile
la scena chiave dell’incontro con la polizia tecnologizzata
Sul piano narrativo emerge una scena cruciale: un controllo arbitrario condotto da una pattuglia di polizia dotata di tecnologia di riconoscimento facciale. Questo episodio rappresenta l’apice delle tensioni sociali presenti nel film: Ish riesce a scappare mentre Maram viene fermato, perquisito ed umiliato senza motivo apparente.
- Ish: sfugge alla cattura grazie alla prontezza;
- Maram: subisce umiliazioni profonde che alimentano rabbia e senso di impotenza.
L’approccio registico si distingue per l’uso del bianco e nero che conferisce realismo documentaristico all’episodio, sottolineando la disparità di potere tra giovani cittadini ed il sistema repressivo tecnologicamente avanzato.
differenze stilistiche tra realismo e lirismo visivo
una fotografia evocativa che trasforma gli spazi marginali in paesaggi mitici
L’estetica del film utilizza sapientemente il bianco e nero per creare atmosfere intense. La fotografia firma scene suggestive: un velivolo attraversa il cielo come una nave spaziale minacciosa; i fari dello stadio assumono valenze quasi sacre; i boschi diventano simbolo di fuga o libertà.
- Cambio continuo tra inglese standard e “roadman-speak”;
- Tale scelta linguistica rende credibile l’identità dei giovani senza ricorrere a stereotipi paternalistici.
sintesi delle traiettorie future dei personaggi principali
A conclusione del racconto emergono due destini distinti: Maram appare ormai segnato dall’esperienza vissuta, avviato verso isolamento o rabbia; Ish invece può ancora sperare in un percorso equilibrato grazie al supporto familiare. Il film non offre soluzioni semplicistiche ma invita a riflettere sulle difficoltà dell’adolescenza in contesti socialmente complessi.
un debutto promettente nel cinema europeo contemporaneo
Ish, opera prima firmata da Imran Perretta, si distingue per la sua profondità emotiva e sensibilità sociale. Attraverso uno sguardo intimo sui due protagonisti, il film affronta tematiche quali identità, discriminazione, gioventù ed esperienze comunitarie.
Il risultato è una narrazione intensa che mescola elementi realistici a momenti poetici visivi, offrendo uno spaccato autentico sulla crescita oggi per i giovani musulmani in Inghilterra.
- – Farhan Hasnat — Ishaamil (Ish)
- – Yahya Kitana — Maram
- – Sudha Bhuchar — Nonna
- – Avin Shah — Naeem (padre)
- – Joy Crookes — Samira
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Sintesi critica su “Ish”
Sommario:Dalla sensibilità registica di Perretta emergono temi complessi come identità culturale, discriminazione razziale ed evoluzione personale degli adolescenti. Il tutto raccontato attraverso uno stile visivamente potente ed empatico.»