Horror italiano imperdibile per chi ha amato the witch

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Le atmosfere oscillano tra inquietudine e silenzio in Jastimari – Il Rifugio, horror italiano che affonda le radici nel folk horror. Ambiente e dinamiche familiari guidano la tensione prima degli espedienti visivi, offrendo una lettura radicata al territorio e alle sue leggende. L’opera si distingue per l’uso della cornice geografica come personaggio, confermando una cifra autoriale capace di creare paura senza espedienti facili.

jastimari – il rifugio: un horror folk tutto italiano

La pellicola è diretta e scritta da Riccardo Cannella, ed è approdata nelle sale italiane il 19 febbraio, dopo la presentazione in concorso al Taormina Film Festival 2025. Al centro della narrazione si colloca una famiglia isolata in una fattoria posta al margine del bosco, dove regole severe e una vita ruvida servono a tener lontana una minaccia invisibile che, nel corso della vicenda, si rivela più concreta di quanto si possa immaginare.

trama e atmosfera

La convivenza familiare appare già fragile quando fa irruzione un estraneo, Luciano, accompagnato dalle figlie. La presenza esterna mette in crisi l’equilibrio dei due giovani Lele e Angelo, costretti a confrontarsi con verità che i genitori hanno sempre tenuto nascoste. La storia si sviluppa puntando sull’attesa, sui silenzio e sui gesti quotidiani che trasformano l’ambiente circostante in una minaccia palpabile.

stile e riferimenti

Il folk horror proposto privilegia le suggestioni sull’esposizione esplicita, dando voce al luogo come entità opprimente. Le Madonie siciliane diventano una presenza concreta, aspra e schiacciante, in grado di imprimere un ritmo lento ma costante all’opera. La scelta narrativa evita spiegazioni didascaliche, alimentando l’inquietudine attraverso silenzio, pazienza e piccoli tangibili scarti che aumentano la percezione di instabilità.

ispirazioni e confronto cinematografico

Jastimari richiama, in chiave italiana, atmosfere e temi condivisi con titoli come The Witch e The Village, offrendo però una lettura originale dell’horror rurale. Alcuni critici hanno definito il film come una versione italiana del modello di intrigo e orrore che ha contraddistinto opere simili, noto anche come “Midsommar italiano” per la sua gestione dell’ansia collettiva e del rituale soccombente.

produzione tecnica e ambientazione

La fotografia è curata da Daniele Ciprì, con una messa in scena che privilegia l’immaginario dei luoghi e dei gesti. Jastimari – Il Rifugio sfrutta i paesaggi delle Madonie per creare una presenza dura e concreta, capace di impregnare i personaggi di una temporalità sospesa e di trasformare ogni scelta in una potenziale minaccia.

note di distribuzione e visione

Informazioni sulle sale dove poter assistere al film sono comunicate attraverso i canali ufficiali del progetto, con attenzione a offrire al pubblico un quadro chiaro della disponibilità sul territorio italiano. L’opera si configura come una lettura contemporanea dell’isolamento familiare e della difesa impellente contro l’altro.

  • Francesco Foti
  • Rossella Brescia
  • Fabio Troiano
  • Giorgio Colangeli

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