Honey bunch recensione: l’horror pastiche veste l’influenza estetica degli anni settanta sulle spalle imbottite per un effetto coinvolgente ma stancante

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honey bunch è un viaggio cinematografico che fonde toni retrò a una tensione corporeo-psicologica, incorniciato da una storia d’amore intensa e inquietante. al centro, diana e homer, interpretati rispettivamente da Grace Glowicki e Ben Petrie, si confrontano con una perdita di memoria che mette a rischio l’armonia coniugale e la percezione della realtà. l’ambientazione, una sontuosa tenuta vittoriana isolata in un territorio selvaggio, contrasta con una superficie apparente di tranquillità, predisponendo lo spettatore a scoprire una profondità inquietante appena sotto la superficie. la regia è firmata da Dusty Mancinelli e Madeleine Sims-Fewer, che imprimono al progetto una cifra autoriale evidente ecriandone l’impianto visivo.

honey bunch: stile retrò e tensione maritale

l’opera adopera una sonorità discordante e una fotografia seppia per rendere palpabile il senso di inquietudine nei corridoi della casa e nei paesaggi circostanti. l’insieme cerca di restare fedele a un clima di mistero e di ambiguità, talvolta apparendo quasi pastiche degli anni ’70, ma risulta originale grazie a una gestione calma dell’orrore e a una regia che preferisce indugiare sui silenzi e sui gesti, più che sull’eccesso esplicito. l’interpretazione di glowicki sostiene la pellicola, rendendo credibile la metamorfosi emotiva della protagonista e l’intensità della relazione conyugale.

trama e sviluppo

la storia evolve da una cornice clinica a una riflessione sovversiva sulle dinamiche coniugali. diana, riemersa da un coma e con difficoltà motorie, subisce trattamenti che sembrano manipolare la sua memoria e la sua identità. homer appare sempre meno trasparente e la convivenza tra i due diventa terreno di una allusione allegorica sulla natura mutevole del rapporto matrimoniale. la pellicola si apre progressivamente con una serie di visioni inquietanti: figure femminili deformate e sussulti di realtà che si dissolvono, in marcata contrapposizione con una cornice esterna apparentemente idilliaca.

il film richiama riferimenti di genere come A Cure for Wellness e Shutter Island, ma riesce a reinventare la propria direzione attorno a una resa visiva e a una tensione psicologica che guadagna slancio nell’ultima parte, offrendo un epilogo elettrizzante e una chiusura che rimane impressa.

uscita e distribuzione

Honey Bunch fa il suo debutto su Shudder il 13 febbraio 2026. la durata è di 114 minuti, e la regia è attribuita a Dusty Mancinelli e Madeleine Sims-Fewer, con Madeleine Sims-Fewer e Dusty Mancinelli come autori. le fasi di produzione sono affidate a Dusty Mancinelli, Madeleine Sims-Fewer e Rebecca Yeboah.

cast principali

  • Grace Glowicki nel ruolo di Diana
  • Ben Petrie nel ruolo di Homer
  • Kate Dickie nel ruolo di Farah

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