Guillermo del toro presenta frankenstein a venezia 82: un atto d’amore per l’arte

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Il fascino senza tempo di Frankenstein e l’interpretazione di Guillermo Del Toro

Il mito di Frankenstein, nato dalla penna di Mary Shelley a soli diciotto anni, continua a esercitare un profondo richiamo nel nostro tempo. La narrazione del giovane scienziato che sfida i limiti della vita e della morte si è evoluta nel corso dei secoli, adattandosi a nuovi linguaggi e sensibilità culturali. Dal romanzo ottocentesco alle interpretazioni cinematografiche più recenti, questa storia rappresenta una parabola universale sulla responsabilità della creazione, la fragilità dell’essere umano e il bisogno di riconoscere l’altro. La sua attualità si riflette anche nell’interesse dimostrato da registi come Guillermo Del Toro, che ha deciso di reinterpretare questa eredità letteraria con un approccio personale e innovativo.

Guillermo Del Toro: un nuovo sguardo su Frankenstein

Un legame personale con il capolavoro di Shelley

Il regista messicano, noto per aver portato sul grande schermo creature fantastiche con grande forza espressiva – come dimostra il Leone d’Oro vinto con La forma dell’acqua – ha scelto di affrontare l’opera di Shelley presentandola in concorso alla Mostra di Venezia. Durante l’incontro con la stampa italiana, Del Toro ha spiegato quanto questa storia sia radicata nella sua vita:

  • Sono la creatura, sono Victor, sono ogni personaggio
  • “Questo romanzo vive con me da quando ero bambino”
  • “È un dialogo continuo con me stesso attraverso i decenni”

L’esperienza personale e la visione artistica del regista

Per Del Toro, lavorare su Frankenstein rappresentava un vero e proprio viaggio spirituale. Ha condiviso come il libro lo abbia accompagnato nelle tappe fondamentali della propria esistenza:

  • Cosa significa essere figlio o padre?
  • “Ho portato con me i migliori collaboratori dei miei trent’anni di carriera”
  • “Arrivare a Frankenstein era come raggiungere una terra sacra”

I protagonisti del cast e le loro impressioni sul progetto

Le testimonianze degli interpreti principali

I membri del cast hanno descritto l’esperienza sul set come estremamente intensa e significativa. Oscar Isaac ha definito il processo creativo come “ipnotico, psichedelico ed emotivamente coinvolgente”», sottolineando la gioia travolgente nel partecipare a un’opera così complessa. Jacob Elordi, che interpreta la Creatura, ha evidenziato invece l’aspetto più intimo del suo ruolo:

  • “Questo personaggio è più mio di quanto io stesso lo sia”
  • “Ho messo dentro tutta la mia vita e le mie esperienze personali”
  • “Le lunghe ore sotto il trucco erano un atto di trasformazione spirituale”

Mia Goth, nel ruolo di Elizabeth, ha parlato delle pressioni legate alla partecipazione in un progetto tanto atteso:

  • “È stato un sogno realizzato”
  • “Pensavo continuamente al fatto che stavo recitando in Frankenstein diretto da Guillermo Del Toro”
  • “Tutta questa responsabilità aumentava l’importanza del momento”

I temi principali affrontati dal film secondo Guillermo Del Toro

Senso etico e umanità nei mostri moderni

Del Toro ha sottolineato come il film voglia riflettere sul mondo contemporaneo, spesso caratterizzato da una disumanizzazione quotidiana. Il suo messaggio principale è che:

  • I veri mostri non indossano maschere prostetiche ma spesso sono persone in giacca e cravatta.
  • “Il film fa pace con le imperfezioni dell’essere umano.” em > li >
  • “L’arte rappresenta un atto d’amore ” strong > li >
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    Nell’ottica del regista, vivere in società significa anche accettare gli errori degli altri e perdonarli. La storia diventa così una metafora sulla capacità umana di compassione.

    L’arte come forma d’amore e riconoscimento reciproco

    Per Del Toro,l’arte è vulnerabilità, poiché permette agli individui di riconoscersi nelle ferite altrui. Attraverso questo punto di vista emerge anche il legame tra arte e autenticità:

    • “Quando un’opera racconta dolore condiviso” , diventa uno strumento essenziale per creare empatia. li >
      “Siamo attratti da chi porta le stesse ferite” li >

      L’eredità letteraria: Mary Shelley come fonte d’ispirazione

      Del Toro ha espresso rispetto profondo per Mary Shelley, evidenziando il coraggio dimostrato dall’autrice nel scrivere Frankenstein all’età di diciotto anni:

        “Leggere quel romanzo ti fa innamorare di lei” li >
        “Il mio dovere era essere altrettanto sincero per trasmettere lo spirito originale” li >
        “Ogni dieci minuti il film cambia come la vita stessa” li >

        Cortesia Netflix

        In conclusione, questa nuova interpretazione cinematografica si configura come una riflessione profonda sull’umanità stessa. Il lavoro artistico si intreccia alle tematiche etiche ed emozionali più universali, rendendo ancora vivo il mito senza tempo di Frankenstein.

        Membri principali coinvolti nel progetto:
        • Oscar Isaac
        • Jacob Elordi
        • Mia Goth
        • Guillermo Del Toro (regista)

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