Golden girls ranking di tutte e 7 le stagioni dalla peggiore alla migliore

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The Golden Girls è diventata nel tempo un punto di riferimento della sitcom tra anni ottanta e anni novanta: un racconto centrato su quattro donne che condividono la stessa casa a Miami. La serie continua a risultare incisiva, brillante e capace di coniugare leggerezza e emotività anche dopo oltre quaranta anni dal suo debutto su NBC. La struttura narrativa si evolve stagione dopo stagione, con cambiamenti di tono e di impostazione, dalla comicità “da cucina” fino alle vicende più cariche emotivamente degli ultimi anni.
Di seguito vengono analizzate le stagioni in ordine decrescente, mettendo in evidenza gli elementi più rilevanti: episodi memorabili, trame sociali e scelte di regia che definiscono l’identità della serie.

stagione 6: il passaggio verso toni più intensi

1990–1991

La stagione 6 mette in scena anche momenti di comicità visiva tra cui la scena sugli animali della fattoria in “Henny Penny – Straight, No Chaser”. La stagione resta soprattutto legata a uno degli episodi più dolorosi dell’intera serie: in “Ebbtide’s Revenge” vengono mostrati la morte del figlio di Sophia Petrillo e quella del fratello di Dorothy Zbornak, Phil, a causa dell’AIDS. La scelta narrativa si concentra sul peso emotivo della perdita e su una gestione drammatica che incide profondamente sul ritmo della sitcom.
In questo quadro, l’accettazione tardiva da parte di Sophia dell’orientamento del figlio avviene poco prima del suo addio definitivo, diventando uno dei passaggi più commoventi della serie. Il tono tende inoltre a bilanciare risate e tragedia, come indicato dalla trama di Blanche Devereaux in “Mrs. George Devereaux”.
Pur non risultando la stagione più brillante in termini di comicità, viene comunque riconosciuta come un livello molto alto rispetto a molte altre sitcom.

  • Sophia Petrillo
  • Dorothy Zbornak
  • Rose Nyland
  • Blanche Devereaux
  • Phil

stagione 7: l’epilogo e l’incastro finale

1991–1992

La stagione 7 offre un finale considerato “perfetto” per il genere: Dorothy trova l’amore che cercava, sposando lo zio di Blanche, Lucas. Il personaggio è interpretato in modo particolarmente efficace grazie al coinvolgimento del guest star Leslie Nielsen. La decisione di Dorothy di trasferirsi dopo il matrimonio viene descritta come naturale, definitiva e coerente con l’evoluzione del personaggio.
Anche l’aspetto produttivo non viene ignorato: si segnala la presenza di un divario reale fuori campo tra Bea Arthur e Bette White, ma viene specificato che entrambe mantennero piena professionalità durante il percorso nello show.
Resta il giudizio secondo cui la stagione, nel complesso, appare meno in linea rispetto agli anni più forti sul versante comico. Tra gli episodi emergono comunque “Journey to the Center of Attention”, in cui Dorothy diventa cantante in un locale di bevute. La sensazione generale è quella di un avvicinamento graduale alla fase conclusiva della serie.

  • Dorothy Zbornak
  • Blanche Devereaux
  • Lucas
  • Leslie Nielsen
  • Bea Arthur
  • Bette White

stagione 5: transizione verso trame più dure

1989–1990

La stagione 5 viene presentata come il punto di arrivo dell’“era dorata” della serie: allo stesso tempo rappresenta l’inizio di una trasformazione verso un registro più emotivamente intenso. La stagione include storyline considerate tra le più cupe dell’intera produzione, tra cui “Not Another Monday”, indicato come episodio scuro ma gestito con grande efficacia, centrato sul tema dell’assisted dying (eutanasia assistita).
Oltre a questo, le trame richiamano direttamente la mortalità e le condizioni di salute dei personaggi principali: il riferimento a una possibile diagnosi di AIDS per Rose, la fatica cronica di Dorothy e l’installazione di un pacemaker per Blanche. Nonostante l’impianto cupo, il tono generale rimane perlopiù gioviale, mantenendo la sensibilità tipica della sitcom.
La serie riesce a trattare argomenti pesanti senza spegnere la capacità di scrittura: Dorothy continua a essere temibile, Rose prosegue la propria crescita personale, Sophia riceve un lavoro narrativo particolarmente alto e Blanche mantiene energia e forza narrativa.

  • Rose Nyland
  • Dorothy Zbornak
  • Blanche Devereaux
  • Sophia Petrillo

stagione 4: equilibrio tra comicità e temi sociali

1988–1989

La stagione 4 viene descritta come un esempio di periodo centrale in cui la serie riesce a mantenere un equilibrio stabile tra umorismo e commento sociale. Ogni protagonista ottiene spazio e possibilità di brillare, mentre le gag arrivano con continuità. Sophia Petrillo assume un ruolo sempre più centrale nella comicità, affiancandosi ai personaggi più “giovani” nelle dinamiche quotidiane.
Tra i punti di forza rientrano anche episodi innovativi e strutture particolari, inclusi format tipo “bottle episode” e antologia. La stagione contiene inoltre una trama considerata all’avanguardia sul fronte LGBTQ+, principalmente in “Scared Straight”. In questa cornice, viene sottolineato come l’aumento della presenza comica di Estelle Garry contribuisca a valorizzare in particolare Rue McClanahan e a rinfrescare la formula delle stagioni iniziali.
Tra gli elementi più citati compare anche il doppio episodio “Sophia’s Wedding”, indicato come una delle migliori occasioni per raccogliere curiosità sulla serie. Viene segnalato che l’imitatore di Elvis ingaggiato per il matrimonio è interpretato da un giovane attore e regista all’inizio della carriera, Quentin Tarantino.

  • Sophia Petrillo
  • Dorothy Zbornak
  • Rose Nyland
  • Blanche Devereaux
  • Quentin Tarantino
  • Estelle Garry
  • Rue McClanahan

stagione 1: il terreno di lancio della sitcom

1985–1986

La stagione 1 stabilisce uno standard molto alto nonostante il racconto venga sviluppato nell’arco di sette stagioni. Il punto di partenza è la presentazione di Dorothy Zbornak, interpretata da Bea Arthur nei panni di un’insegnante con battute rapide e tono tagliente. L’intesa comica tra Arthur, Bette White e Rue McClanahan definisce subito un ritmo riconoscibile.
Questa stagione serve soprattutto a consolidare i personaggi e a introdurre gradualmente l’energia che esploderà nelle annate successive. Vengono mostrati il tipo di dialogo e le dinamiche, spesso non convenzionali, fatte di complicità e conflitto tra le quattro protagoniste.
Tra i momenti più segnalati ci sono “The Competition”, legato alla comicità del bowling, e “A Little Romance”, che mette in luce la storia d’amore di Rose con un approccio anticipatore rispetto alla direzione che la serie prenderà. Anche qui la stagione viene definita come una versione essenziale dell’identità di The Golden Girls.

  • Dorothy Zbornak
  • Rose Nyland
  • Sophia Petrillo
  • Blanche Devereaux

stagione 3: scherzi intelligenti e nodi emotivi

1987–1988

In ambito di sitcom costruite attorno all’idea di amicizia, la stagione 3 viene indicata come tra le più riuscite. Le trame ruotano attorno a espedienti comici e piani benintenzionati in cui tre protagoniste centrali danno vita a equivoci e iniziative che risultano particolarmente efficaci.
Viene citata come esempio “My Brother, My Father”, con la scena in cui Blanche e Rose finiscono vestite da suore per ingannare il fratello di Sophia riguardo alle credenziali cattoliche di Dorothy. Questo passaggio rappresenta anche l’intensità del legame tra le donne e la chimica interpretativa tra le attrici.
La stagione alterna comicità e momenti più duri: compaiono tensioni, tragedie e coscienza sociale. In “Old Friends” viene raccontata la relazione di Sophia con Alvin, un paziente affetto da Alzheimer, con un approccio descritto come molto attento. In “Mixed Blessings” Dorothy si confronta con la fidanzata del figlio più grande, nera, e la trama viene indicata come tra le più incisive sul piano emotivo.

  • Blanche Devereaux
  • Rose Nyland
  • Sophia Petrillo
  • Dorothy Zbornak
  • Alvin

stagione 2: la sitcom trova pienamente la propria forma

1986–1987

La stagione 2 viene considerata la migliore perché la sitcom trova finalmente il proprio passo. La comicità diventa più sperimentale e ambiziosa, e cresce la volontà di affrontare questioni sociali considerate controverse per l’epoca. Anche la scrittura viene descritta come particolarmente solida.
In questa stagione emergono anche diverse figure di supporto, tra cui il figlio di Dorothy Michael e il padre di Blanche “Big Daddy” Hollingsworth. Inoltre, Burt Reynolds compare in modo da rubare la scena in “Ladies of the Evening”, indicato come uno dei più grandi episodi della sitcom.
Tra gli altri titoli citati compaiono “It’s a Miserable Life” e “Isn’t It Romantic?”, utili a mostrare la varietà della stagione. In sintesi, la stagione viene presentata come The Golden Girls nel suo momento migliore, pienamente definita.

  • Dorothy Zbornak
  • Blanche Devereaux
  • Michael
  • “Big Daddy” Hollingsworth
  • Burt Reynolds
  • Rose Nyland
  • Sophia Petrillo

visione d’insieme: cambiamenti di struttura e di tono

L’intera evoluzione della serie viene letta attraverso trasformazioni riconoscibili: nella prima parte domina il dialogo in stile “cucina”, mentre nelle stagioni centrali aumentano i momenti a base di gag sceniche e i temi sociali. Negli ultimi anni il peso emotivo cresce fino a rendere gli episodi finali più intensi.
Nonostante una serie così coerente renda difficile una graduatoria definitiva tra le stagioni, viene comunque evidenziato un percorso chiaro: da ritmo leggero e sperimentazione iniziale fino a un finale che chiude con naturalezza le traiettorie dei personaggi.

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