Generazione z rifiuta una tendenza hollywoodiana che sta affliggendo i film sin dalla nascita del cinema
Nel panorama cinematografico e televisivo odierno emerge una domanda crescente rivolta alle rappresentazioni maschili: verosimili, complesse e prive di stereotipi. Gen Z, composta da individui nati tra il 1997 e il 2012, mostra preferenze distinte rispetto alle generazioni precedenti, privilegiando narrazioni che valorizzano l’apertura emotiva e i legami significativi. questa tendenza si accompagna a una richiesta generale di vulnerabilità e di personaggi che incarnano una mascolinità equilibrata sullo schermo.
gen z e la trasformazione della mascolinità nelle nuove produzioni
l’interesse di Gen Z per contenuti meno prolissi e per trame originali si confronta con una ridefinizione della mascolinità sul grande schermo. le nuove preferenze includono protagonisti che mostrano calore, empatia e capacità di chiedere aiuto quando necessario, segnando una svolta rispetto a modelli basati sull’isolamento e su stereotipi consolidati.
risultati chiave dello studio
un’indagine nazionale condotta dal centro di studi e narratori ha coinvolto circa 1.500 ragazzi e ragazze tra i 10 e i 24 anni ed è stata pubblicata in una relazione intitolata “Gen Z e Gen Alpha: evoluzione della mascolinità”. tra i punti principali emergono osservazioni decisive:
- 60% degli intervistati desiderano una rappresentazione della paternità come atto di amore e gioia, in cui i padri si mostrano coinvolti e felici di prendersi cura dei figli.
- 46% vogliono storie che rivelino uomini che chiedono aiuto, anche per la salute mentale, riconoscendo la necessità di supporto e dialogo.
- la ricerca individua una preferenza per personaggi maschili capaci di essere presenti, collegati agli altri e capaci di relazionarsi in modo autentico, piuttosto che figure prive di emozioni o compresse dal ruolo tradizionale.
la squadra di ricerca ha indicato che l’approccio adottato mira a trasformare la narrazione, favorendo rappresentazioni di mascolinità in grado di coesistere con la tenerezza, l’interazione sociale e la vulnerabilità, elementi visti come centrali per l’identità maschile odierna.
in gene, Gen Z sta premendo per una narrativa meno dura e più fluida sul piano emotivo. se da un lato resta possibile apprezzare temi di forza e indipendenza, dall’altro è fondamentale integrare contenuti che mostrino connessione e collaborazione, offrendo al pubblico una prospettiva di mascolinità più ricca e realistica.
impatto sull’andamento della narrazione
gli autori e i produttori sono invitati a considerare che l’equilibrio narrativo tra forza e vulnerabilità arricchisce la rappresentazione maschile, rendendo i personaggi meno unidimensionali e più vicini all’esperienza umana. l’adozione di questi profili può riflettersi in trame che esplorano relazioni affettive sane, gestione delle emozioni e supporto reciproco, offrendo esempi positivi per il pubblico giovane e non solo.
la ricerca sottolinea inoltre un impegno continuo da parte degli studi e dei creatori a favorire contenuti che spostino l’attenzione verso una mascolinità definita dall’apertura e dalla collaborazione, piuttosto che dall’isolamento o dalla rigidità dei ruoli tradizionali. questa direzione promette di influenzare positivamente la produzione contemporanea e futura, offrendo una rappresentazione più completa e inclusiva della figura maschile.