Frankenstein film di guillermo del toro: recensione da venezia 82

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una rilettura contemporanea di frankenstein firmata da guillermo del toro

Il cinema di Guillermo Del Toro si distingue per la capacità di reinterpretare i grandi classici del fantastico, portando sul grande schermo una visione personale e ricca di dettagli estetici. La sua ultima opera, presentata in concorso alla Mostra di Venezia 82, propone una rivisitazione del celebre romanzo di Mary Shelley, offrendo una prospettiva moderna e profondamente umana sulla figura di Frankenstein. Attraverso un approccio che combina l’estetica gotica con elementi artistici innovativi, il regista messicano approfondisce temi universali come il dolore, la perdita e la ricerca dell’identità.

il film: una nuova interpretazione del mito

la trama e i protagonisti principali

Nel nuovo adattamento, Oscar Isaac interpreta Victor Frankenstein, uno scienziato dal talento straordinario ma tormentato dall’ego smisurato. La sua ambizione lo induce a creare un nuovo essere vivente, interpretato da Jacob Elordi. La narrazione segue il viaggio parallelo tra Victor e la sua Creatura, ambientato tra le gelide terre dell’Artico e i sanguinosi scenari della guerra europea ottocentesca. Entrambi sono alla ricerca di un senso nel mondo dominato dalla follia.

Nel cast troviamo anche Mia Goth, nel ruolo della luminosa Elizabeth, e Christoph Waltz, due volte premio Oscar.

estetica e stile narrativo

Il film si distingue per le scenografie imponenti e il character design curatissimo, tipici dello stile distintivo di Del Toro. In questa versione il protagonista Victor viene rappresentato più come un artista che come uno scienziato tradizionale: lavora in un atelier bohémien dove crea con passione e ossessione. La prima scena ambientata al Polo Nord lo presenta come un uomo bestiale in lotta con una creatura dalla forza brutale. Questa dualità tra progenitore e progenie dà vita a un racconto che esplora le relazioni tra creazione e autodeterminazione.

temi principali: vita, morte e redenzione

l’origine della creatura fuori dal laboratorio

Diversamente dalle versioni più classiche, il focus narrativo si sposta sulla Creatura stessa, che emerge dal suo isolamento chiamando a gran voce il nome del suo creatore. La creatura si veste, mangia ed entra in contatto con la quotidianità di una famiglia umana, assumendo anche tratti quasi spirituali o magici come spirito della foresta che compie azioni benefiche. Due ricerche parallele si intrecciano: quella dell’essere umano alla scoperta del senso della propria esistenza e quella della creatura nel tentativo di trovare un proprio significato.

L’opera riflette sul concetto di memoria collettiva ed individuale attraverso l’esperienza condivisa tra Victor e la sua creazione: entrambi sono vittime delle proprie ferite emotive legate alla perdita della madre e all’abbandono paterno.

 il messaggio finale: umanità oltre ogni forma

Il film mette in evidenza come la vera umanità si manifesti nella capacità di ricordare, perdonare e accettare le proprie ferite interiori. La storia sottolinea che l’esistenza può essere definita solo attraverso le esperienze condivise tra creatore e creazione: due figure unite da un legame indissolubile che supera le barriere tra vita e morte.

personaggi principali presenti nel cast:

  • Oscar Isaac – Victor Frankenstein
  • Jacob Elordi – La Creatura
  • Mia Goth – Elizabeth
  • Christoph Waltz – Personaggio non specificato nella fonte
  • Sally Hawkins – Ruolo secondario (come già visto in altri lavori)

Conclusioni: Il nuovo adattamento cinematografico diretto da Guillermo Del Toro rappresenta una rilettura visivamente affascinante ed emozionalmente intensa del mito di Frankenstein. Con attenzione ai dettagli estetici ed emotivi, il film approfondisce i temi universali dell’esistenza umana attraverso uno sguardo originale sulla relazione tra creatore e creazione.

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