Film sci-fi imperdibili che hanno dato inizio a una saga: 10 migliori
Alcune pellicole di fantascienza hanno dimostrato che un’idea forte può diventare un mondo narrativo capace di generare decenni di nuove storie. In diversi casi, la nascita di una saga non è partita come “progetto seriale”, ma come film autonomo con un concetto originale e personaggi destinati a restare nella memoria collettiva. Di seguito vengono messi in fila alcuni titoli-chiave che hanno acceso franchise durature, spesso crescendo film dopo film, fino a raggiungere dimensioni enormi.
mad max (1979): da vendetta post-apocalittica a universo espanso
Nel 1979, george miller diresse mad max senza l’ambizione di un ciclo pianificato. Il risultato fu un racconto post-apocalittico che, pur nascendo come opera personale, riuscì a innescare una crescita progressiva della mitologia e delle possibilità narrative.
La presenza di mel gibson segnò l’avvio di una storia centrata sul conflitto e sulla vendetta. Il film inaugurale venne impostato come thriller di rivalsa: un ex poliziotto insegue coloro che hanno ucciso il partner e, successivamente, anche la sua famiglia. Questa dimensione intima fece da base a una costruzione mitologica che si allargò con i capitoli successivi.
Con il tempo, la saga è diventata un fenomeno di ampiezza crescente, arrivando anche a un grande rilancio nel 2015 e contando oggi cinque film. Nonostante l’espansione, l’impianto originale rimane considerato un punto fermo per la forza del racconto, capace di sostenere un intero universo.
- george miller
- mel gibson
predator (1987): la caccia di arnold e l’avvio di una creatura iconica
Uscito nel 1987, predator presentò la fantascienza-horror come una normale avventura d’azione in stile anni Ottanta, con un ribaltamento di prospettiva: al posto dell’atteso scenario in cui arnold schwarzenegger guida l’inseguimento contro terroristi, l’azione diventa una caccia dal lato opposto. In questo caso, è l’elemento alieno a dare la caccia.
Questo film fu decisivo perché introdusse una minaccia che poteva continuare a tornare. Anche quando non fosse presente lo stesso interprete, la creatura poteva affrontare altri eroi. Nel tempo, la serie si è sviluppata in modo intermittente attraverso seguiti e incroci, fino a includere anche un reboot e un ulteriore seguito.
Il ritorno in forma più recente, arrivato nel 2022 con prey, contribuì a riaccendere l’attenzione. Nel complesso, il primo capitolo resta ricordato come un classico di culto molto vicino a un “mostro-film” quasi perfetto, grazie alla forza con cui stabilì il tono e la creatura.
- arnold schwarzenegger
- prey
avatar (2009): jake sully e pandora per una saga esplicitamente ambiziosa
james cameron ha realizzato avatar nel 2009 costruendo un universo da zero e lanciando una serie destinata a raggiungere dimensioni immense. L’operazione si è basata sull’introduzione immediata di personaggi e conflitti: da un lato jake sully e la cultura dei na’vi su pandora; dall’altro, le forze militari della terra giunte per colonizzare il pianeta “con qualsiasi mezzo”.
Il progetto, a differenza di molte altre storie di fantascienza, nasce con un’idea di lungo respiro: la saga è stata concepita come franchise, e la strategia si è riflessa nella scala del mondo rappresentato. Il film ha inoltre guidato il franchise verso risultati economici notevoli, con avatar descritto come il massimo incasso nella storia delle uscite cinematografiche secondo i dati citati.
La serie, composta da tre film, ha superato 6,72 miliardi di dollari, mentre anche il capitolo con il maggiore divario in rendimento, avatar: fire and ash, avrebbe raggiunto comunque 1,48 miliardi. Tutto ciò viene collegato all’impatto del primo capitolo, rimasto il riferimento principale della franchise.
- james cameron
- jake sully
- na’vi
- avatar: fire and ash
godzilla (1954): radiazioni, disastri e una dinastia di kaiju
godzilla è indicato come un fenomeno raro nel panorama delle franchise di fantascienza. La prima uscita risale al 1954, pochi anni dopo la fine della seconda guerra mondiale e, in particolare, dopo l’uso della bomba atomica sul giappone. L’idea di radiazioni e ricadute fu al centro dell’interesse cinematografico nipponico, che trovò in godzilla un punto culminante.
Nel film, il colosso kaiju emerge e attacca il paese, aggiungendo devastazione a una nazione già distrutta dal conflitto. Il contributo alla nascita di una grande saga risulta decisivo: si parla di una franchise toho composta da 33 film, con il capitolo migliore arrivato nel 2023, godzilla minus one.
Per il periodo successivo a quella nuova uscita, diversi titoli vengono ricordati come cult, anche se la qualità attribuita al primo resta superiore. La prima pellicola è vista come quella in cui godzilla funge da riferimento dominante, anche a fronte di effetti speciali considerati meno solidi in alcune produzioni più tarde.
- godzilla minus one
back to the future (1985): viaggi nel tempo e una trilogia che ha evitato l’usura
Con back to the future del 1985, la storia è rimasta legata all’identità degli anni Ottanta, in equilibrio con l’impronta tipica di steven spielberg e del contesto cinematografico dell’epoca. La regia è affidata a robert zemeckis, con un progetto che segna l’inizio di un percorso destinato a produrre, nei decenni successivi, alcuni dei titoli più rilevanti tra fantascienza e meraviglioso.
Il film consolidò anche il ruolo di michael j. fox come protagonista, mentre mise in evidenza christopher lloyd come figura centrale. Il punto di forza fu l’uso della time travel con finalità soprattutto ludiche, elemento che aprì spazio per un franchise.
Secondo la fonte, la scelta vincente fu fermarsi dopo la trilogia: back to the future non spinse oltre la quantità dei capitoli fino a esaurire l’interesse. Inoltre, i tre film sono descritti come tutti riusciti, con zemeckis alla guida dell’intera serie e con il primo considerato il migliore.
- robert zemeckis
- steven spielberg
- michael j. fox
- christopher lloyd
terminator (1984): il film horror che rese inevitabile una saga
Nel 1984 terminator segnò una crescita graduale prima dell’accelerazione nel capitolo successivo. Il racconto avvia il franchise partendo da un’impostazione più lenta, per poi accelerare con il seguito, mentre l’autore james cameron uscì dalla serie prima che la parabola peggiorasse.
La particolarità della saga è che il primo film non somiglia al secondo, e neppure i capitoli successivi seguono lo stesso schema. Il secondo, t2: judgment day, è descritto come uno spettacolo di cgi per i tempi, ma viene chiarito che non potrebbe esistere senza l’impatto del primo capitolo.
La differenza fondamentale è nella natura del film inaugurale: terminator viene presentato come horror, con un killer senza freni descritto in termini vicini a una “slasher killer” che caccia la “final girl”. Il terminator viene interpretato come una figura assimilabile a jason voorhees reinterpretato in chiave robotica, e questo legame con un archetipico “mostro ricorrente” ne spiega la capacità di diventare franchise.
- james cameron
- t2: judgment day
- jason voorhees
jurassic park (1993): il salto del cgi e il ritorno economico di un mondo preistorico
jurassic park, uscito nel 1993, viene indicato come una svolta: steven spielberg trasformò il cgi da idea a prodotto finito, realizzando il primo grande film in cui la componente digitale fu centrale in modo credibile. I dinosauri del film sono descritti come ancora oggi apprezzati, con un livello visivo considerato superiore a molti lavori successivi.
Il film rese di nuovo “cool” l’immaginario dei dinosauri. I due seguiti successivi non raggiunsero lo stesso livello percepito, ma la franchise trovò una spinta economica importante oltre dieci anni dopo, quando si riorganizzò come jurassic world. Nonostante la ripartenza, la pellicola originale resta il punto più alto del franchise.
Nel 1993, spielberg ottenne anche attenzione agli oscar grazie a schindler’s list, creando un contrasto tra un film di guerra considerato “da premio” e un blockbuster ad alto budget. L’effetto complessivo viene raccontato come una prova di capacità simultanea su due piani distinti.
- steven spielberg
- jurassic world
- schindler’s list
the matrix (1999): simulazione, bullet time e un impatto impossibile da eguagliare
the matrix, nel 1999, è descritto come un film capace di modificare il modo di pensare la fantascienza. Alla pubblicazione delle wachowskis, la pellicola venne imitata da molte produzioni successive, ma senza arrivare alla stessa efficacia.
Il valore decisivo riguarda la costruzione del mondo: l’idea di vivere dentro una simulazione senza saperlo, insieme a un panorama reale post-apocalittico. In questo contesto si inserisce anche la tecnica bullet time, elemento che rende il film una ricerca attiva di qualcosa che non era stato visto prima.
La fonte sottolinea che esistono due sequel pensati per aggiungere complessità, ma che il loro impatto finì per oscurare ciò che aveva reso grande il primo capitolo. Un terzo film, arrivato due decenni dopo, avrebbe introdotto spunti interessanti, ma il primo matrix resta quello che “fa tutto giusto”.
- wachowskis
- bullet time
alien (1979): terrore nello spazio e base narrativa per l’espansione
alien del 1979 viene descritto come un caso in cui il primo film mantiene una distanza netta dagli sviluppi successivi del franchise. La caratterizzazione è di tipo orrorifico, con una lettura sintetica che lo equipara a una “casa infestata” in ambientazione spaziale. Il punto centrale è la mancanza di fuga: quando il gruppo della protagonista incontra un’astronave con un alien a bordo, la tensione resta senza via d’uscita.
Il film successivo aliens trasformò l’impianto aggiungendo azione e slancio fantascientifico: i colonial marines portarono sparatorie, esplosioni e un ritmo più dinamico. La fonte usa questo passaggio come analogia con ciò che accade nella saga di terminator, dove primo e secondo capitolo vengono considerati eccellenti per ragioni diverse.
La narrazione prosegue indicando un peggioramento dei capitoli dopo questa fase, ma ribadendo che alien rimane un modello di terrore cinematografico. La sua riuscita portò lo studio a realizzare ulteriori film: nel tempo, la lotta tra la creatura e ripley diventa un filo conduttore nei primi titoli.
- ripley
- colonial marines
- aliens
star wars (1977): una visione che nasce come progetto legacy e conquista tre anni per il sequel
Quando star wars venne diretto da george lucas e presentato nel 1977, le grandi franchise di fantascienza non erano una consuetudine fuori da filoni come quelli dei monster movie. La fonte attribuisce a lucas una visione molto ampia e l’avvio di un percorso costruito anche su aspetti strategici, tra cui la gestione dei diritti legati al merchandising, così da trasformare la storia in una legacy.
Nel giro di pochi anni si consolidò il ritmo della saga: il secondo capitolo arrivò dopo tre anni con the empire strikes back, e altri tre portarono alla conclusione con return of the jedi. La trilogia viene descritta come impeccabile, con un gradimento stabile da parte del pubblico che alimentò il successo da blockbuster.
Oggi la serie conta 11 film e viene indicato un 12° film in arrivo nel 2026, oltre a diverse produzioni televisive live-action e animate. Tutto viene ricondotto all’impatto iniziale: la capacità di entusiasmare un’intera generazione con una storia ambientata “molto tempo fa” in “una galassia lontanissima”, rendendo possibile la nascita di un franchise duraturo.
- george lucas
- the empire strikes back
- return of the jedi