Film che spiccano con la scena iniziale: 10 titoli da non perdere
Alcune pellicole partono con un impatto immediato, creando sequenze d’apertura che rimangono impresse ben oltre i titoli di testa. In altri casi, l’inizio risulta addirittura più alto del resto del film, che pur mantenendo un certo livello finisce per non raggiungere più quelle stesse vette. Di seguito vengono raccolti titoli in cui la scena iniziale emerge in modo netto, grazie a idee, regia o momenti memorabili.
fast & furious (2009): l’azione delle origini, con l’apice nell’apertura
Il ritorno della saga nel 2009 con Fast & Furious riprende il ritmo della serie e conferma subito la promessa di spettacolo. L’avvio della storia mette al centro Dom, Letty, Han e altri mentre, nella Repubblica Dominicana, deviano e sequestrano camion cisterna di carburante. È una partenza piena di velocità e adrenalina, in linea con ciò che il franchise è capace di offrire.
Man mano che la sequenza iniziale si chiude, viene anche introdotto un elemento destinato a cambiare la percezione del ritorno: si apprende che Letty sarebbe stata uccisa (informazione che, però, non si rivelerà corretta). Il film nel complesso rimane solido, ma la sua apertura resta il momento più caratterizzante.
- Dom
- Letty
- Han
- altri membri del cast
idiocracy (2006): la satira iniziale batte tutto il resto
Idiocracy rientra tra i titoli in cui l’intero film funziona, ma l’apertura risulta il punto più efficace. L’avvio introduce una tesi netta: l’evoluzione non premia l’intelligenza. La storia segue una coppia ben istruita che prende decisioni considerate “razionali”, rimandando di avere figli finché la propria vita non risulta in ordine.
Il fallimento di quel piano diventa lo snodo che alimenta la premessa: altrove, un uomo con meno istruzione genera figli con più donne e la sua discendenza cresce rapidamente. Da lì si apre la visione futura, in cui i personaggi si ritrovano in un’epoca in cui l’intelligenza media si è abbassata drasticamente. Le scene successive offrono comunque intrattenimento e commento sociale, ma la sequenza iniziale resta insuperata.
spectre (2015): il tracciato in un solo piano che imposta il tono
Il franchise di James Bond si affida spesso a aperture “grandi”, costruite per mostrare pericoli e stile. In Spectre la prima scena porta subito James Bond a Città del Messico. La regia di Sam Mendes sceglie una soluzione particolarmente d’impatto: un’inquadratura lunga con tracciamento continuo che accompagna l’impostazione visiva e rende la sequenza estremamente curata.
Quando Bond abbandona una donna e attraversa con calma un balcone, l’azione si accende e il ritmo resta sostenuto. Anche se esistono aperture migliori nell’universo 007, il giudizio complessivo del film contribuisce a rafforzare l’idea che il picco coincida con l’inizio.
rocky v (1990): la durezza dopo la vittoria, con un impatto emotivo forte
Molti considerano Rocky V il punto più debole della saga pugilistica. La trama legata a Tommy Gunn non risulta particolarmente coinvolgente e la resa finale, con un combattimento in strada descritto come una rissa, tende a stonare.
Nonostante ciò, l’apertura possiede un’intensità fuori scala. Il film riprende immediatamente dopo il trionfo di Rocky su Ivan Drago in Rocky IV. Il momento iniziale trasforma l’euforia in realtà: Rocky è tremante, dolorante, spezzato dal costo fisico dello scontro. La scena mentre Rocky parla con Adrian risulta particolarmente lacerante, sottolineando la sensazione di un corpo che non riesce più a reggere.
La sequenza mette inoltre in continuità l’idea, richiamata anche più avanti, secondo cui Drago avrebbe “rotto” parti di lui che non si ricostruiscono.
the dark knight rises (2012): bane entra in scena con un attacco devastante
The Dark Knight Rises doveva confrontarsi con un livello altissimo stabilito da The Dark Knight. Proprio per questo, anche qui l’apertura deve essere subito incisiva. L’inizio introduce infatti il villain Bane con una sequenza imponente e ad alto rischio.
Il film parte con un assalto a un aereo della CIA guidato da Bane. In quella parte iniziale, la modalità con cui viene presentato il personaggio, le prime battute e ogni dettaglio della scena contribuiscono a definire Bane come antagonista terrificante. L’uscita di scena, con esplosione e fuga, funziona da biglietto da visita: il resto del film viene descritto come buono ma con problemi che impediscono di mantenere lo stesso livello.
mission: impossible 2 (2000): lo scalare senza imbrago e l’anticipazione degli stunt
Come accade anche con Fast and the Furious, la saga di Mission: Impossible richiede tempo per ingranare pienamente. Dopo un debutto ritenuto forte, Mission: Impossible 2 è spesso considerato tra i capitoli meno apprezzati, indicato come il peggiore della serie.
In ogni caso, l’elemento migliore rimane chiaramente l’apertura: una prima scena dedicata alle acrobazie straordinarie per cui Tom Cruise è noto. Ethan Hunt scala una montagna senza imbracatura. Ogni passo e ogni salto vengono costruiti con intensità crescente, mentre la fotografia e l’impostazione della regia aumentano tensione e curiosità. Nonostante ciò, dopo quell’avvio, nessuna parte successiva raggiunge lo stesso impatto.
x-men origins: wolverine (2009): l’incipit che regge, nonostante le critiche
X-Men Origins: Wolverine riceve per lo più giudizi negativi. La produzione viene associata a effetti visivi non all’altezza, a personaggi gestiti in modo non convincente e a reazioni critiche da parte del pubblico.
Eppure, una cosa viene riconosciuta: la sequenza di apertura. Dopo una prima visione di un giovane Logan mentre attiva il gene mutante, si passa a un montaggio che coinvolge Logan e suo fratello Victor. In questa parte iniziale, il montaggio mostra i due protagonisti combattersi attraverso decenni e guerre diverse. La costruzione della scena rafforza la tensione e rende evidente l’origine della frattura: la distanza tra i due viene chiarita e li prepara come rivali per il futuro.
28 weeks later (2007): l’inizio tragico che collega al primo capitolo
28 Weeks Later viene spesso messo a confronto con 28 Days Later, considerato a sua volta dotato di un’ottima apertura. In questo caso, però, l’inizio di 28 Weeks Later si distingue in modo particolare perché si concentra su Don e sua moglie durante la fase di emergenza legata all’epidemia.
Con altri sopravvissuti, la coppia porta un bambino in un rifugio, ma la situazione degenera rapidamente: gli infetti seguono il bambino e, a quel punto, Don fugge in cerca di salvezza. La moglie, invece, vorrebbe restare per aiutare il piccolo. La scena mette in primo piano l’inseguimento di Don e il contrasto tra disperazione e pericolo, risultando allo stesso tempo dolorosa e spaventosa.
Una delle ragioni indicate per cui questa apertura resta il momento più alto è che si tratta di uno dei pochi blocchi girati da Danny Boyle, regista del primo film.
thor: love and thunder (2023): quando la promessa del villain coincide con l’apertura
Thor: Love and Thunder suscita aspettative soprattutto per l’arrivo di Christian Bale nel ruolo di Gorr, il God Butcher. La presenza di un villain forte e interpretato da un attore in grado di dare spessore avrebbe dovuto rendere l’esperienza ancora più speciale.
Il film viene però descritto come troppo incline alle battute e con problemi di tono. Nonostante ciò, la prima scena risulta capace di catalizzare attenzione: il momento in cui la figlia di Gorr muore e la conseguente presa di consapevolezza sul fatto che gli dèi non si curino delle persone. Da lì Gorr giura di porre fine a tutti gli dèi, iniziando subito con un atto violento che uccide un dio sul posto e imposta una direzione narrativa che il film, secondo la valutazione riportata, non riesce a soddisfare pienamente.
ghost ship (2002): la danza in nave che si spezza con un filo teso
Ghost Ship presenta una particolarità rispetto ad altri titoli citati: nonostante l’impressione generale che molte pellicole restino almeno discreta, qui le recensioni sarebbero state negative in ampia misura.
L’eccezione riguarda l’inizio, considerato eccellente. La sequenza iniziale mostra un gruppo numeroso di persone che balla su una nave nel 1962. La scena culmina nel capitano che danza con una ragazzina giovane che appare sola. Poi avviene il punto di rottura: un filo in tensione si spezza e taglia il gruppo.
All’inizio non risulta immediatamente chiaro il danno reale, finché la ripresa non evidenzia che il cavo taglia molte persone, separandole e causando la morte di quasi tutti. In quel contesto, l’unica superstite risulta la ragazzina, considerata troppo piccola per essere colpita. Il resto della pellicola, secondo la descrizione fornita, diventa più generico dopo quella scena d’avvio.