Film action anni 90 sottovalutati che quasi nessuno ricorda più
Gli anni novanta hanno rappresentato uno dei periodi più forti per il genere action: molte uscite hanno costruito storie diventate di riferimento, con protagonisti ormai entrati nell’immaginario collettivo. In mezzo a titoli diventati famosi, però, si trovano anche film che all’epoca non hanno trovato subito il pubblico o che con il tempo sono finiti più facilmente nell’ombra. Alcuni casi si spiegano con scelte produttive o aspettative non allineate, ma in numerose pellicole resta una qualità che oggi risulta più evidente.
La selezione proposta mette in evidenza dieci titoli action/thriller degli anni 90 capaci di reggere ancora la visione: dalla tensione ad alto rischio alla rivincita in stile revenge, fino a storie con concept meno scontati. Ogni film è presentato con il contesto narrativo e con i punti che ne caratterizzano l’impatto.
10) broken arrow (1996): rischio nucleare e rivalità in cabina
Broken Arrow è un action thriller ad alta posta in gioco. Il film vede Christian Slater nel ruolo di Riley Hale, pilota militare incaricato di un test di volo con un bombardiere che trasporta due testate nucleari vive. La missione, però, viene sabotata: il co-pilota Vic Deakins (interpretato da John Travolta) prova a rubare le armi.
La struttura resta lineare, ma la resa dei personaggi alza il livello del confronto: Hale e Deakins erano amici prima della missione, e il rapporto rende la dinamica particolarmente interessante. Hale inoltre collabora con Terry (Samantha Mathis), ranger, per impedire che le armi finiscano nelle mani sbagliate. Le scene d’azione, coerenti con la cifra di John Woo, puntano sull’intensità e l’energia.
- Christian Slater (Riley Hale)
- John Travolta (Vic Deakins)
- Samantha Mathis (Terry)
9) assassins (1995): tre protagonisti e una tensione che cresce
Assassins è un gioiello action spesso sottovalutato, con Sylvester Stallone nei panni di Robert Rath. Rath è un sicario veterano che cerca di uscire dal giro, ma accetta un’ultima missione. Il piano subisce un cambio di direzione quando entra in scena Miguel Bain (Antonio Banderas), antagonista imprevedibile e fuori dagli schemi.
Il film ruota attorno a contratti di eliminazione legati a Electra (Julianna Moore): Rath e Bain si incontrano più volte mentre provano a superarsi a vicenda. Il risultato è una chimica evidente tra i tre, anche grazie alla presenza di attori di punta. La sceneggiatura costruisce colpi di scena e svolte, mentre Banderas rende la visione particolarmente memorabile con un personaggio autoritario, esasperato e iconico.
- Sylvester Stallone (Robert Rath)
- Antonio Banderas (Miguel Bain)
- Julianna Moore (Electra)
8) the jackal (1997): cat-and-mouse e autorità impalpabile
The Jackal riprende in modo libero l’idea del film del 1973, con una versione del 1997 che sposta l’equilibrio verso l’azione. Il protagonista è Bruce Willis, nei panni de Il Cacciatore (The Jackal), un killer di altissimo livello: un professionista talmente esperto che, secondo la trama, le forze dell’ordine non riescono nemmeno a dimostrare la sua esistenza.
Quando l’FBI scopre che il Jackal sta cercando di colpire il Direttore, viene coinvolto Declan Mulqueen (Richard Gere), un condannato. Da qui prende forma una sfida mortale tra cacciatore e preda, con il Jackal in fase di preparazione e Mulqueen che cerca di tenere il passo. La pellicola viene descritta come polarizzante per le differenze rispetto al materiale originale: il film del 1973 viene associato a una tensione più forte e a un’atmosfera più enigmatica, mentre la versione del 1997 punta di più sul ritmo action. In ogni caso, Willis riesce a rendere il cattivo efficace.
- Bruce Willis (The Jackal)
- Richard Gere (Declan Mulqueen)
7) the long kiss goodnight (1996): doppia identità e vendetta inaspettata
The Long Kiss Goodnight presenta Geena Davis come Samantha Caine. In superficie, è una madre e insegnante, ma un problema centrale le impedisce di ricostruire il passato: amnesia e un’identità precedente che torna a bussare. La scoperta progressiva dei dettagli porta Caine a confrontarsi con caratteristiche riconducibili a un killer spietato.
Il film introduce una figura precedente, Charly, collegata a un’attività da assassina d’élite. La storia mette in relazione Caine con ex colleghi, creando un percorso basato su memoria, rischio e tradimenti. La performance di Davis è costruita per far convivere due ruoli, con un’alternanza efficace tra la donna “normale” e la versione legata al passato operativo.
- Geena Davis (Samantha Caine / Charly)
- Samuel L. Jackson (personaggio legato alla trama)
6) last action hero (1993): parodia intelligente dentro e fuori dal film
Last Action Hero riunisce Arnold Schwarzenegger e una premessa che prende in giro le regole del cinema action. Schwarzenegger interpreta Jack Slater, eroe di una serie di film. Nel mondo reale, un fan ossessionato, Danny (Austin O’Brien), viene trasportato magicamente dentro una delle avventure di Slater.
Una volta “in mezzo”, la trama ribalta la prospettiva: i tropi del genere non funzionano sempre nel mondo reale, e l’equilibrio si rompe. Benedict (Charles Dance), il villain, comprende come usare la realtà a proprio vantaggio, rendendo l’azione un terreno di gioco più complicato. Il titolo viene descritto come parodia ragionata, avvolta comunque da un’impostazione da avventura action anni novanta.
- Arnold Schwarzenegger (Jack Slater)
- Austin O’Brien (Danny)
- Charles Dance (Benedict)
5) timecop (1994): viaggi nel tempo e linee rosse da non superare
Timecop è un film di sci-fi action ambientato in un mondo in cui il viaggio nel tempo esiste. Al centro c’è Max Walker, interpretato da Jean-Claude Van Damme, che lavora per la Time Enforcement Commission. La missione principale riguarda l’arresto di Senator Aaron McComb (Ron Silver), che sfrutta il tempo in modo strategico.
Il viaggio temporale è regolamentato: i viaggiatori non possono modificare il passato per migliorare il proprio futuro. Il film esplora l’idea di linee alternative e conseguenze narrative. Rispetto ad altri titoli di Van Damme, vengono segnalate meno scene di arti marziali: rimangono alcuni passaggi in linea con la sua firma, ma le sequenze risultano più tradizionali. La storia è guidata dal concetto di base e dal lavoro di Ron Silver come antagonista.
- Jean-Claude Van Damme (Max Walker)
- Ron Silver (Senator Aaron McComb)
4) the quest (1996): torneo di arti marziali e conseguenze reali
The Quest è un altro film con Jean-Claude Van Damme. La pellicola si fonda su combattimenti brutali e sul confronto tra tecniche diverse, ma non raggiunge i livelli di massimo prestigio associati ad altri titoli di riferimento come Kickboxer e Bloodsport.
Van Damme interpreta Christopher Dubois, ex borseggiatore diventato maestro di arti marziali. Dubois partecipa a un torneo di combattimento in cui ogni concorrente utilizza uno stile unico, come avviene per il sumo. La trama è semplice: serve soprattutto a costruire cornice e ritmo per i combattimenti.
Le posta in gioco è dichiarata: perdere il torneo comporta conseguenze gravi. Inoltre, Dubois deve guardarsi da un avversario particolarmente sanguinario, Khan (Abdel Qissi), presentato come superiore rispetto agli altri partecipanti.
- Jean-Claude Van Damme (Christopher Dubois)
- Abdel Qissi (Khan)
3) boiling point (1993): thriller criminale più “terreno” rispetto ad altri action
Boiling Point mette al centro Wesley Snipes nei panni di Jimmy Mercer, un poliziotto esperto. Dopo la morte di un amico in servizio, ucciso da Ronnie (Viggo Mortensen), Mercer cambia rotta e diventa un poliziotto fuori dagli schemi, mosso dal desiderio di vendetta.
Il film viene descritto come più grezzo e crudo secondo gli standard contemporanei, ma Snipes sostiene la narrazione con battute e frasi memorabili. L’impianto resta violento e carico di azione, pur lasciando spazio a dettagli sulla storia personale del protagonista, rendendo la vendetta meno superficiale.
Rispetto ad altre pellicole in elenco, l’impostazione risulta più realistica. La vicenda viene presentata come un crime thriller con personaggi credibili e motivazioni comprensibili anche nei confronti dei cattivi, elevandoli al di sopra del classico antagonista “di cartone”.
- Wesley Snipes (Jimmy Mercer)
- Viggo Mortensen (Ronnie)
2) live wire (1992): minaccia invisibile e svolte scioccanti
Live Wire è un action thriller teso con Pierce Brosnan come Danny O’Neill, esperto altamente addestrato nel disinnesco di ordigni. Il caso che apre la storia riguarda una minaccia mortale: all’inizio del film muore all’improvviso un senatore degli Stati Uniti. La morte avviene in modo esplosivo, ma gli investigatori non riescono a stabilire come o perché.
Per orientarsi viene richiesta la competenza di O’Neill. Ben presto emergono elementi fondamentali: questo tipo di ordigno avrebbe caratteristiche anomale, lasciando tracce inesistenti e risultando di fatto invisibile nelle indagini. Il concept viene definito originale e, secondo la fonte, anche oggi il film mantiene efficacia grazie a morti scioccanti e a una rivelazione capace di creare inquietudine.
- Pierce Brosnan (Danny O’Neill)
1) payback (1999): revenge cupa e passaggi brutali
Payback è indicato come un film di revenge estremamente cupo. La trama ruota attorno a Mel Gibson nel ruolo di Porter, criminale professionista tradito durante un colpo. Gli aggressori lo lasciano per morto, senza completare l’intenzione.
Da quel punto in avanti prende forma una scalata alimentata dalla vendetta. Porter parte senza risorse e usa l’esperienza maturata per recuperare denaro e procurarsi una pistola, iniziando a risalire la piramide del mondo criminale. La narrazione è descritta come violenta e coerente con la classificazione R, con l’uso di scene dure che restano ancora difficili da guardare.
Il percorso viene presentato come “sporco” e senza scorciatoie: proprio questa discesa rende credibile la situazione, facendo sì che il film rimanga impresso anche dopo i titoli di coda.
- Mel Gibson (Porter)
- Lucy Liu (personaggio nella trama)