Daniele follero rock e cinema settantanni di storia da raccontare per la prima volta
rock & cinema esplora il lungo legame tra musica rock e immagini del grande schermo, offrendo una lettura organica che attraversa sette decenni di storia. rock & cinema. 70 anni di colonne sonore, film concerto, documentari, biopic (Hoepli) propone una narrazione coerente tra generi e formati, scritta a quattro mani da daniele follero e franco dassisti.
chi è daniele follero
daniele follero è giornalista musicale e storico del rock, noto per contributi su Rockerilla e per numerosi volumi pubblicati da Hoepli. l’obiettivo dichiarato è stato ambizioso e fondato su una solida dimensione storica: mettere ordine a una materia spesso dispersa in bibliografie senza una guida narrativa chiara. il risultato è una narrazione continua che collega rock’n’roll alle sue rappresentazioni cinematografiche nel corso degli anni.
dal film-concerto al videoclip: l’evoluzione
per decifrare il libro è necessario capire come si sia trasformato il rapporto tra musica e cinema. dagli anni ottanta, il film-concerto perdeva la funzione promozionale, assimilata prima dal videoclip e, più di recente, dai cosiddetti reel. la musica resta strettamente legata al visual: ogni brano finisce per diventare un reel.
il cinema rock segue questa mutazione, ma la stagione d’oro resta quella tra anni sessanta e settanta, quando capolavori come The Last Waltz hanno mostrato un’energia creativa che trasformava un film-concerto in un rituale collettivo. oggi l’esperienza visiva tende a essere meno condivisa in sala e più fluida sui supporti digitali.
biopic, grande cinema e operazioni commerciali
il mercato musicale si declina in due angolazioni diverse: da una parte i biopic commerciali che rigenerano cataloghi e vendono edizioni remasterizzate; dall’altra, il grande cinema che utilizza la musica rock per una propria poetica. esempi come Bohemian Rhapsody sono utili per mostrare la questione: la somiglianza tra i personaggi e la realtà non sempre equivale a una cifra artistica universalmente elevata.
nel confronto, control su ian curtis e last days di gus van sant dimostrano che il confine tra biopic e cinema d’autore è reale e riconoscibile. still, film come elvis di baz luhrmann mostrano come un regista possa offrire una visione originale pur lavorando su una figura storica.
un libro intergenerazionale
la pubblicazione si distingue per una forte componente intergenerazionale: la storia del rapporto tra rock e cinema cambia colore a seconda di chi lo legge. il testo non funge da enciclopedia sterile, ma racconta una traiettoria che può interessare sia i lettori giovani sia quelli più esperti, offrendo riferimenti e prospettive diverse. il libro è strutturato in otto capitoli, con una prefazione firmata dai manetti bros. e una playlist di cinquanta brani simbolo accessibile via codice QR. un oggetto editoriale curato, corredato da un ricco apparato fotografico.
come osserva il co-autore, franco dassisti, è stato emozionante capire come cinema e rock continuino a dialogare e a dialogarsi, restituendo una presenza privilegiata a entrambi i linguaggi.
- daniele follero
- franco dassisti
- manetti bros.
- martin scorsese
- elvis presley
- baz luhrmann
- gus van sant
- ian curtis
- motley crüe
- richard brooks