Cover-up: recensione del documentario di Laura Poitras a Venezia 82

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Il mondo del giornalismo investigativo si confronta con un contesto in continua evoluzione, dove il ruolo dei reporter di fronte ai poteri forti assume una rilevanza strategica. Recentemente, un documentario diretto da Laura Poitras, nota per aver vinto il Leone d’Oro a Venezia nel 2022 con All the Beauty and the Bloodshed, ha attirato l’attenzione sul lavoro di uno dei più grandi giornalisti investigativi americani: Seymour Hersh. Questo film, intitolato Cover-Up, approfondisce la vita e il metodo di Hersh, evidenziando l’importanza di un’attività giornalistica che non si limiti a registrare i fatti ma che li scavi fino alle radici più profonde.

il significato e il focus di cover-up

Il titolo del film è emblematico: Cover-Up rappresenta non solo la figura di Hersh, ma anche la realtà di uno “stato permanente di insabbiamento” che caratterizza l’attuale scenario politico e mediatico. Il documentario si apre con le prime indagini condotte dal giornalista – tra cui il disastro chimico di Dugway e il massacro di My Lai – mettendo in evidenza come in passato fosse necessario superare ostacoli considerevoli per far emergere la verità.
La narrazione ripercorre le origini della carriera di Hersh, nato da genitori immigrati ebrei e cresciuto a Chicago. La sua esperienza al Pentagon Beat dell’Associated Press gli permise di entrare nei corridoi delle istituzioni militari, dove intercettò la prima traccia del massacro di My Lai. La scena chiave mostra Hersh copiare rapidamente un documento lasciato su una scrivania: simbolo della sua tenacia e capacità investigative.

caratteristiche e contraddizioni del protagonista

Poitras e Obenhaus non celano le sfumature umane di Hersh. È descritto come un uomo dalla personalità complessa: spigoloso, diffidente e talvolta ostile verso i registi stessi. La sua forte dedizione al rispetto delle fonti si traduce in reazioni energiche quando si discute delle sue relazioni professionali o della tutela dell’anonimato delle fonti stesse.
Non mancano momenti in cui emerge anche una certa vulnerabilità legata alle proprie convinzioni o agli errori compiuti nel corso degli anni. Questi aspetti rendono il ritratto ancora più autentico, sottolineando come il giornalismo possa essere vissuto come una vera missione etica.

il valore storico e attuale del giornalismo investigativo

Il film restituisce con forza l’atmosfera degli anni Settanta, epoca d’oro per il giornalismo investigativo americano grazie a figure come Woodward e Bernstein. Le loro inchieste sui “Family Jewels” della CIA, sul Watergate o sulla tortura ad Abu Ghraib hanno dimostrato quanto sia fondamentale smontare le narrazioni ufficiali per rivelare verità spesso nascoste.
Sempre secondo Hersh, oggi si assiste a un cambiamento nel rapporto tra media e potere: molte testate preferiscono mantenere rapporti privilegiati piuttosto che scavare realmente sotto la superficie dei fatti. In questo contesto, il documentario invita alla riflessione sull’urgenza di reporter disposti a rischiare tutto pur di portare alla luce ciò che i governi cercano di occultare.

una riflessione politica sul presente

Cover-Up non si limita a ricostruire eventi passati; diventa anche un intervento politico rivolto all’attualità. In tempi recenti, casi come quello Epstein mostrano quanto sia difficile ottenere trasparenza senza un giornalismo deciso ed indipendente. Il film ci ricorda che i file secretati rimarranno tali finché non interverranno professionisti pronti ad andare oltre gli schemi convenzionali.

Dopo aver ottenuto il Leone d’Oro nel 2022, Laura Poitras prosegue nella sua opera divulgativa ed educativa attraverso questa nuova produzione. Con lei ci sono figure come Mark Obenhaus che contribuiscono a costruire un ritratto complesso ed equilibrato del protagonista.

sintesi finale

L’essenza del messaggio conclusivo riguarda l’insabbiamento sistematico come elemento strutturale della società moderna. La democrazia necessita di giornalisti coraggiosi capaci di infrangere questa regola per garantire trasparenza e verità reale. Senza figure come Hersh o Poitras rischiamo che molte verità restino invisibili o sepolte sotto strati sempre più spessi di silenzio mediatico.

Sommario:

Nell’epoca attuale dominata dall’informazione superficiale, il documentario mette in luce l’importanza cruciale del giornalismo investigativo autentico come strumento per difendere la democrazia contro insabbiamenti sistematici. La presenza costante dei reporter disposti a rischiare rappresenta l’unico baluardo contro le menzogne ufficializzate dai poteri forti.

  • Seymour Hersh
  • Laura Poitras
  • Mark Obenhaus
  • Coppia immigrai ebrea (genitori)
  • Ispettori militari statunitensi coinvolti negli episodi storici citati
  • ​Personaggi storici collegati alle indagini (My Lai, Abu Ghraib)
  • ​Testate giornalistiche coinvolte nelle inchieste passate

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