Broken English: recensione del film dai registi Iain Forsyth e Jane Pollard

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Il panorama cinematografico contemporaneo si arricchisce di opere che uniscono innovazione narrativa e profonda riflessione biografica. Tra queste, il documentario Broken English, presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 82, si distingue per il suo approccio originale nel celebrare una delle figure più emblematiche e controverse della musica del XX secolo: Marianne Faithfull. Attraverso un linguaggio che fonde realtà e finzione, il film rende omaggio alla cantante britannica, offrendo al pubblico un ritratto complesso e autentico della sua vita artistica e personale.

struttura e stile del documentario

un approccio post-moderno e immaginifico

Diretto da Iain Forsyth e Jane Pollard, Broken English utilizza una narrazione inusuale ambientata all’interno di un’istituzione immaginaria chiamata Ministry of Not Forgetting. Questa scelta non è casuale: rappresenta un mezzo simbolico per esplorare il valore della memoria storica, combattendo l’oblio nei confronti di figure fondamentali come Marianne Faithfull. La presenza di Tilda Swinton nei panni dell’Overseer, insieme a George MacKay nel ruolo del Record Keeper, crea un dialogo tra passato e presente, tra realtà storica e finzione teatrale.

finalità narrativa ed emotiva

L’obiettivo principale consiste nel restituire alla protagonista la sua voce autentica, spesso offuscata dai cliché o dalla percezione superficiale. Le conversazioni tra Faithfull e MacKay sono intense ed evocative, permettendo allo spettatore di entrare nella sfera intima dell’artista attraverso domande dirette ma rispettose. Questo metodo narrativo favorisce una connessione empatica con la figura artistica, valorizzando la sua capacità di raccontarsi senza filtri.

il racconto della vita di Marianne Faithfull

Broken English si propone anche come uno strumento per smontare i pregiudizi legati alla figura pubblica di Faithfull. La sua storia viene ricostruita attraverso materiali d’archivio che spaziano dalle prime apparizioni televisive agli ultimi concerti. Il film evidenzia la lunga carriera musicale — composta da oltre trenta album in più di sessant’anni — ma si sofferma anche sui momenti più difficili: dipendenze, malattie gravi e periodi di marginalità vissuti a Soho.

A dimostrazione della sua forza interiore emergono le immagini delle sue performance più significative, culminando nell’esibizione di “Misunderstanding” dal disco Negative Capability, del 2018. In questa scena finale la voce della cantante diventa testimonianza viva della sua esperienza esistenziale.

dettagli sulla narrazione e gli interpreti principali

Sul piano narrativo, il film alterna momenti di conversazione intima con materiali d’archivio selezionati con cura. La relazione tra Faithfull e MacKay risulta particolarmente efficace grazie al contrasto tra l’età avanzata della cantante — segnata da un recente coma da Covid — e la giovinezza dell’attore che interpreta il suo interlocutore. Questo rapporto contribuisce a rendere naturale lo scambio verbale, lontano dall’intervista formale.

l’eredità musicale e umana di Marianne Faithfull

I contributi musicali inseriti nel film sottolineano l’impatto duraturo dell’artista sulla scena internazionale. Le sue interpretazioni storiche vengono affiancate da performance recenti che testimoniano la vitalità ancora presente nella sua voce unica. In particolare, l’esibizione di “Misunderstanding” accompagnata da Warren Ellis e Nick Cave assume un valore simbolico come apice emotivo del documentario.

Senza nascondere le difficoltà incontrate lungo il percorso — dipendenze, problemi fisici o sociali — il film mette in luce soprattutto la resilienza, l’ironia e la capacità di affrontare il passato senza autocommiserazione. Con questo lavoro Forsyth e Pollard restituiscono a Marianne Faithfull quella centralità artistica che merita pienamente.

personaggi principali coinvolti nel progetto:

  • – Marianne Faithfull
  • – Tilda Swinton (Overseer)
  • – George MacKay (Record Keeper)
  • – Warren Ellis (musicista)
  • – Nick Cave (musicista)

L’opera si presenta così come una celebrazione autentica dell’eredità artistica di Marianne Faithfull, lasciando agli spettatori l’impressione indelebile che la sua voce continuerà a vivere oltre ogni oblio possibile.

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