Assaggiatrici del film: la loro vita reale svelata

Il film “Le Assaggiatrici”, diretto da Silvio Soldini, trae ispirazione da una storia vera, caratterizzata da eventi drammatici che superano quanto mostrato nella pellicola disponibile sulla piattaforma streaming. La figura centrale, Margot Wolk, è rappresentata nel film attraverso il personaggio di Rosa Sauer, interpretato dall’attrice tedesca Elisa Schlott. La testimonianza di Margot, sopravvissuta alla terribile esperienza di assaporare i pasti di Adolf Hitler per verificarne la sicurezza, ha influenzato sia il libro di Rossella Pastorino sia l’adattamento cinematografico. Altri personaggi presenti nel film sono in gran parte frutto della narrazione e non derivano da testimonianze dirette.

Nel 2012, poco prima della sua morte all’età di 95 anni, Margot Wölk rivelò un segreto custodito per decenni: tra il 1942 e il 1944 era stata una delle quindici giovani donne obbligate a testare i pasti destinati ad Adolf Hitler. Fino a quel momento, l’esistenza delle assaggiatrici del Führer era rimasta sconosciuta e la sua testimonianza ha fornito un importante contributo storico per comprendere meglio le dinamiche del nazismo durante gli anni più bui della Seconda Guerra Mondiale.

la vera storia di margot wölk

Nata a Berlino nel 1917, Margot Wölk si oppose alla Lega delle ragazze tedesche, l’organizzazione giovanile del Partito Nazista, seguendo gli ideali paterni che avevano ostacolato la carriera del padre stesso. Sposata con Karl, Margot lavorava come segretaria fino allo scoppio della guerra.

Dopo un bombardamento che distrusse la casa dei genitori nel 1941, si trasferì dalla suocera a Gross-Partsch, un villaggio dell’allora Prussia orientale (oggi conosciuto come Parcz in Polonia). Questo piccolo centro distava meno di tre chilometri dalla wolfsschanze, il quartier generale di Hitler sul Fronte Orientale. Qui il dittatore gestiva le operazioni contro l’Unione Sovietica e ordinò che ogni pasto fosse testato da un gruppo di donne per prevenire possibili avvelenamenti.

Poco dopo il suo arrivo a Gross-Partsch, Margot fu prelevata dalle SS e condotta insieme ad altre quattordici donne in una caserma a Krausendorf. Il cibo preparato da chef esperti veniva servito loro prima di essere offerto al Führer. Per due anni, Margot e le sue compagne consumarono i pasti destinati a Hitler senza sapere se sarebbero state vittime dell’ultimo boccone.

il film “le assaggiatrici”

L’opera cinematografica diretta da Silvio Soldini, basata sul romanzo di Rosella Postorino, racconta questa vicenda attraverso gli occhi del personaggio di Rosa strong>, interpretato da Elisa Schlott. La giovane donna fuggita da Berlino si rifugia in un villaggio vicino al confine orientale e scopre presto l’esistenza della “Tana del Lupo”, dove viene costretta a diventare assaggiatrice.

Nella pellicola Rosa deve affrontare non solo la paura costante della morte improvvisa ma anche le difficoltà legate alla fame e ai rapporti complessi con le altre donne. Inizialmente emarginata per le sue origini berlinesi, riesce gradualmente a guadagnarsi la fiducia del gruppo. La sua vita subisce una svolta con l’insorgere di sentimenti inattesi verso un ufficiale delle SS, portandola a interrogarsi sui confini tra sopravvivenza e complicità. Questo amore sembra romanzato rispetto alle esperienze reali vissute dalla protagonista nella vita reale.
Un evento tragico colpisce Margot Wolk quando le assaggiatrici vengono trasferite in alloggi comuni sotto minaccia russa; qui ella subisce violenze da parte di un ufficiale delle SS.

Soldini si concentra sulle dinamiche oppressive vissute dalle protagoniste femminili in un conflitto storicamente dominato dal punto di vista maschile. Le tensioni tra necessità morale emergono nelle vite delle donne costrette a convivere con la paura dell’avvelenamento mentre stringono legami profondi tra loro.

Solo Margot Wölk riuscì a sopravvivere tra le assaggiatrici; nel 1944 fuggì verso Berlino mentre le altre furono probabilmente uccise dai soldati sovietici. Per decenni scelse il silenzio riguardo alla sua esperienza temendo vendette future. Dopo essere stata catturata dai sovietici e aver subito atrocità durante circa quindici giorni in prigionia, decise infine di condividere la propria storia con il mondo intero.
Si tratta dunque di un capitolo dimenticato della Seconda Guerra Mondiale che merita attenzione.
Una curiosità: attualmente “Le Assaggiatrici” non è disponibile su Netflix.

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