Alien thriller avvincente ma con una storia deludente

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Il panorama delle pellicole di fantascienza con protagonisti alieni si distingue per la varietà di narrazioni e approcci creativi, grazie anche all’evoluzione del genere nel corso dei decenni. Tra le produzioni più recenti, alcune si distinguono per temi innovativi e rappresentazioni originali, contribuendo a mantenere vivo l’interesse degli appassionati. In questo contesto, si analizza il film “Run” (2025), un’opera che tenta di inserirsi nel filone delle invasioni aliene, ma che presenta diverse criticità sia dal punto di vista narrativo che estetico.

la trama di run: una narrazione poco convincente

l’incipit promettente non basta

Il film apre con scene d’impatto: una donna che chiede aiuto da un aereo da combattimento, mentre sullo sfondo si vede un’auto in fiamme e un disastro aerospaziale nelle vicinanze. Questi momenti iniziali cercano di creare un’atmosfera misteriosa e inquietante, suggerendo una storia di invasione aliena dai toni cupi e violenti.

una storia piatta e ripetitiva

Dopo questa introduzione efficace, la narrazione si sviluppa su linee molto semplicistiche: la protagonista Melissa, interpretata da Annie Ngosi Ilonzeh, decide improvvisamente di cancellare il matrimonio il giorno stesso. Al suo posto, sceglie di trascorrere del tempo in una baita insieme ad alcuni amici. Mentre fuori infuria l’invasione degli extraterrestri – creature forti e assetate di sangue – i personaggi restano intrappolati in dialoghi circolari che non approfondiscono né i loro caratteri né lo sviluppo della trama.

Il film dura appena 95 minuti e spesso lo spettatore può percepire la ripetitività delle situazioni, con conversazioni senza reale spessore o evoluzione narrativa. La mancanza di profondità rende difficile empatizzare con i personaggi o interessarsi alle loro sorti.

le incapacità nella rappresentazione degli antagonisti alieni

alien design poco minaccioso

Nonostante il tentativo di creare creature aggressive e temibili – ispirate forse a modelli come “Predator” – i mostri mostrati nel film risultano poco intimidatori. La loro estetica ricorda quella dei personaggi di “Resident Alien”, arricchiti da elementi presi da “A Quiet Place”, ma senza riuscire a trasmettere paura reale.

comportamenti incoerenti

I comportamenti degli alieni sono spesso contraddittori: le creature dimostrano forza sovrumana ma vengono facilmente fermate da ostacoli minimi. Questa inconsistenza mina ulteriormente l’efficacia dell’antagonista principale e riduce la tensione horror prevista dalla sceneggiatura.

Non viene fornita una spiegazione convincente sulla tecnologia o sull’intelligenza delle entità extraterrestri; sembrano più animali selvatici che minacce intelligenti capaci di invadere il pianeta grazie a avanzate capacità tecnologiche.

valutazioni finali su run (2025)

“Run” si presenta come un prodotto cinematografico privo di elementi distintivi rispetto ad altri film del genere invasionale. Sebbene gli interpreti offrano performance autentiche e credibili, la scrittura piatta e il racconto circolare limitano notevolmente il potenziale del film. La sceneggiatura superficiale e le scelte narrative discutibili rendono l’opera meno coinvolgente rispetto alle aspettative generate dall’incipit promettente.

L’unico aspetto positivo riguarda le sequenze ambientate all’esterno della cabina, dove vengono mostrati aggiornamenti sulla guerra tra umani ed extraterrestri attraverso notiziari che offrono qualche spunto interessante sulla situazione globale. Questi momenti non riescono a compensare le carenze della trama principale.

“Run” è disponibile nelle sale dal 29 agosto 2025 ed è destinato a lasciare pochi segni nel panorama delle invasioni aliene cinematografiche moderne.

cast principali e membri del cast

  • Annie Ngosi Ilonzeh: Melissa
  • Marques Houston: Andre Pierce
Pro & Contro:
  • Punti positivi: ottime performance attoriali con tutti gli interpreti impegnati al massimo delle possibilità offerte dal copione;
  • Punti negativi: trama estremamente semplice che contrasta con il titolo; design alieno poco minaccioso; narrazione circolare che impoverisce lo sviluppo della storia; sensazione generale di insoddisfazione rispetto alle potenzialità del soggetto.

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