Trump lancia sito web contro i media percepiti come influenzati

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Nuove iniziative della Casa Bianca contro i media e le accuse a giornalisti e testate

Negli ultimi tempi, la Casa Bianca ha adottato una strategia piuttosto decisa nei confronti dei mezzi di informazione, creando una sezione dedicata al monitoraggio e alla condanna di testate e giornalisti ritenuti colpevoli di distorsioni delle notizie o di comportamenti tendenziosi. Questo approccio mira a evidenziare le presunte fake news e a contestare le narrative considerate bugiarde o parziali.

La nascita di una sezione ufficiale dedicata alla critica mediatica

Contenuti e obiettivi della sezione dedicata

La nuova sezione del sito ufficiale della Casa Bianca si presenta con il titolo “Misleading. Biased. Exposed” e ha il fine di mettere in luce le pretese infondate e le distorsioni da parte di alcuni organi di stampa. In questa pagina vengono smentite e condannate le riportate dichiarazioni di alcune testate, che secondo la Casa Bianca hanno esagerato o manipolato informazioni relative al presidente Donald Trump.
Le testate maggiormente indicate come responsabili di cattiva informazione sono: Il Boston Globe, CBS News e The Independent. Questi media vengono inquadrati come “offenders of the week”, accusati di aver frainteso o errato intenzionalmente le parole e le azioni di Trump, specialmente in merito ai commenti rilasciati sui social e relativi alle dichiarazioni di alcuni democratici.

Le affermazioni ufficiali e le critiche rivolte ai media

Risposte della Casa Bianca alle accuse sulla legalità delle dichiarazioni di Trump

Nel sito si sottolinea come le accuse dei media in merito a presunti ordini illegali di Trump siano infondate. La narrazione ufficiale sostiene che tutte le direttive impartite dal presidente siano state conformi alle leggi e che l’incitamento a sfidare ordini sia un comportamento irresponsabile di alcuni membri del Congresso. Si evidenzia, inoltre, che l’instaurarsi di un comportamento insubordinato tra le forze armate sarebbe pericoloso e illegittimo.
Viene ribadito che tutte le istruzioni di Trump sono state legittime e che ogni tentativo di dipingere il presidente come un sovversivo sia una distorsione dei fatti.

La “hall of shame” dei media

Le testate individuate come principali “colpevoli”

All’interno della nuova sezione, viene presentato un “Offender Hall of Shame” che raccoglie numerose testate accusate di diffondere fake news o di orientare le notizie con fini politicamente motivati. Tra queste spiccano: CNN, Washington Post, CBS News e MSNBC. Si può navigare tra una serie di articoli e storie riguardanti Trump e la sua amministrazione, identificati con etichette come “bias, malpractice, left-wing lunacy”. In questa classifica, il Washington Post si posiziona in testa come il più “colpevole” secondo la narrativa ufficiale.
Oltre ai principali “insolventi”, vengono comunque inclusi altri quotidiani e agenzie stampa come Associated Press, Wall Street Journal, Politico, New York Times e Axios, considerati complici nel diffondere notizie inaccuraciesnti.

Impatto e sviluppo delle accuse contro la stampa

Questo approccio rappresenta una delle molte azioni intraprese dall’amministrazione Trump nell’ambito di un’accesa lotta contro il giornalismo. Si registra, infatti, un incremento di denunce legali contro alcuni quotidiani, confronti pubblici e campagne di smentita mirate a screditare specifiche personalità del mondo dell’informazione.
Le strategie della Casa Bianca si inseriscono in un quadro più ampio di scontro comunicativo, che vede anche tentativi di attaccare i personaggi televisivi e di contestare le riviste e le piattaforme digitale più influenti.

Personaggi e protagonisti coinvolti

  • Donald Trump
  • Il Boston Globe
  • CBS News
  • The Independent
  • Washington Post
  • CNN
  • Associated Press
  • Wall Street Journal
  • Politico
  • New York Times
  • Axios

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