Migliori serie televisive di supereroi quasi perfette che avresti dovuto vedere
Il panorama delle serie televisive dedicate ai supereroi ha visto esiti spesso contrastanti: numerose produzioni si sono distinte per narrazioni innovative e personaggi memorabili, ma non sempre sono riuscite ad eguagliare la perfezione. Molti titoli, anche tra i più promettenti, hanno mostrato dei limiti che li hanno impediti di raggiungere lo status di vere e proprie referenze del genere. Questa analisi approfondisce alcune delle serie più discusse, evidenziando i punti di forza e le criticità che hanno caratterizzato il medium nel corso degli anni.
tTitans (2018)
Titans si è distinta fin dall’inizio per una solida base di supereroi. La serie propone un’interpretazione più oscura e cruda della formazione dei Teen Titans, grazie a trame coinvolgenti dedicate a Nightwing, Starfire e Raven. Le sequenze d’azione e l’alchimia tra i personaggi lasciavano intuire una trasposizione quasi perfetta del team amato dal pubblico fan.
La produzione soffriva frequentemente di problemi di ritmo e focus narrativo. Personaggi principali potevano scomparire per lunghi periodi, con archi narrativi che risultavano frettolosi o abbandonati. Nonostante i numerosi spunti promettenti, la serie non riusciva a mantenere la costanza necessaria a diventare un capolavoro.
Con una maggiore coerenza nella scrittura e una struttura più efficace, Titans avrebbe potuto rappresentare il massimo esempio di show sui supereroi per DC. Invece, le sfumature di realizzazione e la presenza di trame eterogenee l’hanno mantenuta su di un livello superiore, ma mai definitivo.
heroes (2006)
Il primo Heroes ha rappresentato una delle narrazioni più avvincenti in ambito superheroistico. La serie si distingueva per il ritmo serrato, uno storytelling ricco di misteri e poteri affascinanti, grazie a un cast ben caratterizzato che portava lo spettatore a immedesimarsi.
Il successo si manifestava fin dalla prima stagione, dimostrando che produzioni senza affinità diretta con i fumetti potevano trovare il loro spazio. Il progressivo allargamento dell’universo narrativo e la proliferazione di nuovi personaggi sono stati i fattori che hanno deteriorato la coesione e l’intensità della trama. Le stagioni successive erano spesso lente, con cliffhanger troppo dilatati e trame che si perdeva in dettagli ridondanti, compromettendo l’unità dell’insieme.
Il possibile capolavoro avrebbe potuto durare molto di più, mantenendo la stessa energia iniziale. La perdita di focalizzazione e alcune scelte narrative discutibili hanno impedito di consacrare Heroes tra le serie più longeve e influenti.
agents of S.H.I.E.L.D. (2013)
Agents of S.H.I.E.L.D. ha evoluto il suo format originale di semplice collegamento all’universo Marvel in un
racconto di impronta science fiction molto articolato e ricco di idee. Personaggi come Coulson, Daisy e Fitz-Simmons si sono conquistati il favore del pubblico grazie a arc di forte impatto emotivo e a trame audaci, soprattutto nelle stagioni più mature.
Rispetto alla sua partenza, che poteva sembrare una semplice aggiunta, lo show è cresciuto in complessità e qualità, raggiungendo molti picchi di perfezione. Le stagioni non sono però tutte uguali: le necessità di rimanere in linea con i film dell’UCM hanno portato momenti di sbandamento narrativo, con tonalità che passavano da atmosfere da spionaggio a dimensioni cosmiche o viaggi nel tempo, talvolta con una certa discontinuità.
Nonostante ciò, Agents of S.H.I.E.L.D. ha raggiunto ripetutamente livelli di alta qualità. La sua strada, però, era spesso irregolare, e una più concentrata direzione avrebbe potuto renderla un modello definitivo di serie a tema Marvel.
hawkeye (2021)
Hawkeye si è distinto per un’idea di narrazione più contenuta con un’atmosfera natalizia e un protagonista, Clint Barton, che finalmente riceve uno spazio emotivo di rilievo. La presenza di Hailee Steinfeld come Kate Bishop ha portato freschezza e rilievo alla storia, fatta di combattimenti basati sull’arco e momenti più umani e quotidiani, una scelta rinfrescante nell’universo Marvel.
Nonostante l’interessante concept, la serie spesso sembrava un strumento di passaggio più che un racconto autonomo, con un ritmo dilatato e alcune trame, come l’ingresso di Kingpin o la rivalità MCU, che arrivavano troppo tardi e senza adeguata preparazione. Lo show ha funzionato come ponte tra generazioni di eroi, ma senza lasciare un’impronta permanente.
Con più coerenza e un coinvolgimento emotivo più intenso, Hawkeye avrebbe potuto rappresentare un prodotto più memorabile. Così, si è rivelato più un concentrato di intrattenimento che un elemento imprescindibile della narrazione Marvel.
superman & lois (2021)
Superman & Lois ha preso una strada originale, concentrandosi sulle sfide di Clark Kent come genitore e sulla vita familiare, offrendo un contraltare meno convenzionale alle avventure dell’uomo d’acciaio. La serie ha coinvolto gli spettatori con momenti di grande intensità emotiva, mantenendo un buon equilibrio tra servizi visivi e narrazione più intima.
Il prodotto ha comunque sofferto di qualche eccesso di complessità: troppe minacce, archi narrative ramificati e colpi di scena che spesso risultavano forzati. La vera forza rimane nei momenti di vicinanza tra i personaggi, che hanno mostrato la vera essenza di Superman come padre e marito.
Il suo risultato complessivo è di un’opera che, pur avendo le caratteristiche per raggiungere la grandezza, si arena in alcuni passaggi di troppo, impedendole di affermarsi come la versione definitiva di un racconto sulla vita di Clark Kent.